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> Fumetti in libreria vs fumetti in fumetteria
 
preacher
Inviato il: Giovedì, 14-Ott-2010, 18:36
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Arishem della IV Coorte
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QUOTE (drum13 @ Giovedì, 14-Ott-2010, 17:30)
QUOTE (preacher @ October 14, 2010 09:32 am)
QUOTE (Silver Surfer @ Giovedì, 14-Ott-2010, 14:22)
QUOTE (drum13 @ Giovedì, 14-Ott-2010, 04:28)
All'epoca, però, ricordo che ordinare qualcosa di diverso dalla Panini Comics era come andare alla cieca.


Questo continua ad avvenire tuttoggi.
E quetsa è sicuramente colpa delle case editrici.

ah sì? ma quanto saranno cattive le case editrici che si divertono a tenere la roba in magazzino invece di venderla per poter rientrare delle spese e magari guadagnarci qualcosa, vero?

Preacher, non capisco.

Con il mio post (e credo anche Silver Surfer, che mi ha dato ragione) mi lamentavo non di una "cattiveria" delle case editrici, che non vorrebbero mettere a disposizione un prodotto. Mi lamento di quelle case editrici che annunciano (bada bene, annunciano) una programmazione, e non la rispettano. Se questa cosa avviene una tantum, ok. Ma per alcune case editrici, non è così. Per alcune case editrici, la data d'uscita di un loro prodotto coincide solo rarissime volte con la data annunciata.

Questa E' colpa delle case editrici, non di altri, a mio modo di vedere. Perchè se non hai messo a disposizione del distributore il prodotto che hai annunciato con una data di uscita, per la data di uscita, il cliente ci resta male.

E le case editrici sono imprese, che offrono beni in vendita. Se vado dal salumiere per comprare del prosciutto crudo, ma quello l'ha finito e mi dice ripassi domani, e il giorno dopo ancora non l'ha, il cliente cambia salumeria. E prodotto, anche - in certi casi.

O no? O la responsabilità del mancato rispetto delle date di uscita è da imputarsi a qualcun altro?

Secondo me questo è un nodo centrale. Perchè si fa un gran parlare di vendere attraverso il canale di varia, ma credo che quel canale sia funzionale solo a volumi unici, non certo a volumi seriali. Specie le grandi catene, non sono note per fidelizzare un cliente.

Torniamo all'esempio di The Walking Dead. Mettiamo il caso che tale serie abbia uscite semestrali. Dove è più funzionale comprarla per me? In una fumetteria di Milano, dove so per certo che posso ordinarla, che il fumettaro sa di cosa stiamo parlando, si cura di dirmi il numero del volume etc., o presso la Feltrinelli in Duomo? Dove trovo quel che capita senza soluzione di continuità?

La serialità di molti fumetti fa a pugni con una distribuzione nei canali di varia. Secondo me, sempre.

evidentemente nei quote parziali ho perso questa tua considerazione, che condivido.
spesso ritardi nell'uscita dei volumi sono indipendenti dalla volontà della casa editrice, soprattutto quando non si può approfittare della serialità e della programmazione più o meno certosina e chiara di mastodonti come Marvel e DC.
In altri casi no, è la casa editrice che, per motivi più o meno validi (all'esterno), ritarda volumi annunciati.

Ma una cosa che invece non viene detta è come spesso capiti che volumi prenotati dai lettori, usciti regolarmente e altrettanto regolarmente presenti nei magazzini dei distributori e/o delle case editrici stesse non arrivino a chi li ha prenotati, arrivino dopo mesi e mesi oppure vengano considerati come "esauriti" nei siti stessi dei distributori, dai quali le fumetterie fanno gli ordini.


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super tizio
Inviato il: Giovedì, 14-Ott-2010, 18:38
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Aquila della Notte
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nb: il problema è che il 90% degli editori non da date di uscita. Ma ci vorrebbe poi così tanto ad annunciarle, per poi magari rettificare e correggere, ma almeno ci sarebbe una "data di uscita ad oggi"...
prendiamo la magic: 1 uscita a giugo, 2 a luglio (tutti e 3 manga), zero ad agosto e settembre, zero al momento ad ottobre, e... facciamo 4 o 5 a lucca (tra cui l'attesissimo PLANETARY 4)?
la 001? 1 al mese, tra aprile e settembre: zero a luglio (2 pack...) ed agosto. Zero ottobre (al momento). Quindi: 4 albi in 7 mesi. A lucca vogliamo che ne escano almeno 5?

quindi: o esce CASUALMENTE tutto a lucca, oppure gli editori suddetti sono in grado di programmare le proprie uscite, e le fanno coincidere con Lucca... Quindi, se sanno programmarle, perché non farlo sempre?


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Inviato il: Giovedì, 14-Ott-2010, 19:00
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MR. NATURAL
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bè, questa delle programmazioni è un problema serio, certo che se poi tu programmi ma il distributore ti mette i bastoni fra le ruote... unsure.gif


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stupido è, chi lo stupido fa ©.
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___GialluCAP SCAMBIA & VENDE___ ANCHE SU _E-BAY_
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mentre un franchising spera che lo spettatore torni, un universo cerca di fare in modo che non se ne possa mai andare
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Silver Surfer
Inviato il: Giovedì, 14-Ott-2010, 19:54
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Barbaro Cimmero
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QUOTE (preacher @ Giovedì, 14-Ott-2010, 09:32)
QUOTE (Silver Surfer @ Giovedì, 14-Ott-2010, 14:22)
QUOTE (drum13 @ Giovedì, 14-Ott-2010, 04:28)
All'epoca, però, ricordo che ordinare qualcosa di diverso dalla Panini Comics era come andare alla cieca.


Questo continua ad avvenire tuttoggi.
E quetsa è sicuramente colpa delle case editrici.

ah sì? ma quanto saranno cattive le case editrici che si divertono a tenere la roba in magazzino invece di venderla per poter rientrare delle spese e magari guadagnarci qualcosa, vero?

????? ma hai letto tutto? blink.gif
intendevo che PUR ORDINANDO dai cataloghi la roba non arrivava, con le spiegazioni conseguenti tra fumettaio e cliente, che non sapeva se credergli o meno...

Ah, ok, modifico visto la precisazione sopra.

In ogni caso credo che da un lato occorra far qualcosa per restituire fiducia al sistema di vendita su "ordine in fumetteria attraverso catalogo"; io ad oggi non ne ho più (ma saranno ormai un paio di anni), sia per "mancanza di puntualità" nelle uscite (decidiamo di volta in volta se la colpa sia dell'editore piuttosto che del distributore) sia per inettitudine del gestore della fumetteria (che magari lavorava male perdendo il mio ordine o peggio anzichè mettere i miei arrivi nella mia casella li metteva a disposizione di tutti dicendomi che non era arrivato; in entrambi i casi realmente accaduti trattavasi di ordini da Preview).

Dall'altro lato creare i presupposti affinchè le fumettterie possano ordinare e proporre materiale anche a fronte di nessun ordine diretto dei clienti.


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Silver Surfer
Inviato il: Giovedì, 14-Ott-2010, 20:11
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Barbaro Cimmero
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QUOTE (drum13 @ Giovedì, 14-Ott-2010, 10:30)
La serialità di molti fumetti fa a pugni con una distribuzione nei canali di varia. Secondo me, sempre.

mah, mica tanto...
I 3 volumetti di Scott Pilgrim io ad esempio li ho visti solo in libreria; che ha anche molti 100% non "numeri unici", ad esempio i Runaways o i Ghost Rider; lo stesso dicasi per i volumi Avatar di Ellis; o molti manga, o La guerra di Alan, o i volumi Alessandro Editore.

Non capisco questo discorso della serialità assente in libreria: gli stessi romanzi di Camilleri o della Kinsella o la serie di Geronimo Stilton, allora?


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Gianfranco
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 11:05
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Asterix
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a questo punto io però, vorrei puntare il dito contro uno degli aspetti fondamentali e mai chiaramente espressi, che vengono fuori in trasparenza da questa e da altre discussioni analoghe, (come quelle che si svolgono sul forum dell'afui o che nascono da chiacchierate con clienti e fornitori e che troppo spesso si trasformano in sfoghi).

il fatto è che il nostro piccolo mondo, qui da noi in italia, non è da tempo (e ammesso che lo sia mai stato!) un'industria, un ambito merceologico definito o al limite un contesto in cui, in modo 'maturo', si produca e si diffonda arte!

mi pare piuttosto che ci si trovi da almeno vent'anni immersi nella palude del velleitarismo, dell'improvvisazione, dell'hobbistico, del 'far di necessità virtù'.

tralascio l'esame delle cause storiche di questo stato di cose, fatto sta che ancora oggi le fumetterie sono una specie di erbaccia cresciuta tra gli interstizi di altri sistemi produttivi e distributivi.

dai tempi di alessandro pastore, che sostanzialmente ha 'inventato' il settore, nulla è cambiato nelle modalità, si è solo arricchito il panorama di nomi ed etichette, complicando quello che sarebbe dovuto essere un processo di maturazione del sistema.

chiunque abbia due soldi da investire (nel modo sbagliato, direi io!) si sente in dovere di giocare le sue carte in un ambito in cui evidentemente è facile cadere preda del miraggio di sentirsi capitani d'industria (nel paese dei ciechi...)

ne consegue ovviamente che le colpe dell'inevitabile disastro, che di solito sopraggiunge in tempi brevi, non possano mai essere le proprie.

e quindi viene naturale scaricarle sugli altri: le fumetterie, i distributori, gli editori, i lettori.

però non dovremmo mai dimenticare questa cosa, che siamo e purtroppo restiamo una massa di dilettanti che non hanno mai saputo guardare aldilà del recinto e che per anni, finché le cose
andavano tutto sommato dignitosamente, si sono accontentati, mentre ora che le cose vanno di merda cercano ognuno per conto suo di lasciare la barca che affonda.

per carità, probabilmente sarà da questo agitarsi sconnesso che verrà fuori un 'nuovo mondo coraggioso', ma non posso fare a meno di rimpiangere il tempo e le occasioni sprecate (sarà perché ho un'età!)

ad esempio, quando mai ci siamo preoccupati più di tanto di cercare nuovi lettori, visto che solo l'aumento delle vendite ai lettori veri (e non ai fumettari o ai distributori) potrebbe tirarci fuori dalla palude?

quanto tempo abbiamo perso a criticare gli allegati editoriali o l'uso del termine 'graphic novel' o le minuzie filologiche di questa o quella edizione senza renderci conto del fatto che tutta questa autoreferenzialità non ci porta da nessuna parte, mentre dovremmo prima di tutto preoccuparci di salvaguardare l'esistenza di uno straccio di sistema distributivo che renda facile ed economico il contatto tra pubblico e prodotto?





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preacher
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 12:26
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QUOTE (Gianfranco @ Venerdì, 15-Ott-2010, 10:05)
a questo punto io però, vorrei puntare il dito contro uno degli aspetti fondamentali e mai chiaramente espressi, che vengono fuori in trasparenza da questa e da altre discussioni analoghe, (come quelle che si svolgono sul forum dell'afui o che nascono da chiacchierate con clienti e fornitori e che troppo spesso si trasformano in sfoghi).

il fatto è che il nostro piccolo mondo, qui da noi in italia, non è da tempo (e ammesso che lo sia mai stato!) un'industria, un ambito merceologico definito o al limite un contesto in cui, in modo 'maturo', si produca e si diffonda arte!

mi pare piuttosto che ci si trovi da almeno vent'anni immersi nella palude del velleitarismo, dell'improvvisazione, dell'hobbistico, del 'far di necessità virtù'.

tralascio l'esame delle cause storiche di questo stato di cose, fatto sta che ancora oggi le fumetterie sono una specie di erbaccia cresciuta tra gli interstizi di altri sistemi produttivi e distributivi.

dai tempi di alessandro pastore, che sostanzialmente ha 'inventato' il settore, nulla è cambiato nelle modalità, si è solo arricchito il panorama di nomi ed etichette, complicando quello che sarebbe dovuto essere un processo di maturazione del sistema.

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ne consegue ovviamente che le colpe dell'inevitabile disastro, che di solito sopraggiunge in tempi brevi, non possano mai essere le proprie.

e quindi viene naturale scaricarle sugli altri: le fumetterie, i distributori, gli editori, i lettori.

però non dovremmo mai dimenticare questa cosa, che siamo e purtroppo restiamo una massa di dilettanti che non hanno mai saputo guardare aldilà del recinto e che per anni, finché le cose
andavano tutto sommato dignitosamente, si sono accontentati, mentre ora che le cose vanno di merda cercano ognuno per conto suo di lasciare la barca che affonda.

per carità, probabilmente sarà da questo agitarsi sconnesso che verrà fuori un 'nuovo mondo coraggioso', ma non posso fare a meno di rimpiangere il tempo e le occasioni sprecate (sarà perché ho un'età!)

ad esempio, quando mai ci siamo preoccupati più di tanto di cercare nuovi lettori, visto che solo l'aumento delle vendite ai lettori veri (e non ai fumettari o ai distributori) potrebbe tirarci fuori dalla palude?

quanto tempo abbiamo perso a criticare gli allegati editoriali o l'uso del termine 'graphic novel' o le minuzie filologiche di questa o quella edizione senza renderci conto del fatto che tutta questa autoreferenzialità non ci porta da nessuna parte, mentre dovremmo prima di tutto preoccuparci di salvaguardare l'esistenza di uno straccio di sistema distributivo che renda facile ed economico il contatto tra pubblico e prodotto?

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thekillingjoke
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 12:29
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Sidekick
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QUOTE (preacher @ Venerdì, 15-Ott-2010, 11:26)
QUOTE (Gianfranco @ Venerdì, 15-Ott-2010, 10:05)
a questo punto io però, vorrei puntare il dito contro uno degli aspetti fondamentali e mai chiaramente espressi, che vengono fuori in trasparenza da questa e da altre discussioni analoghe, (come quelle che si svolgono sul forum dell'afui o che nascono da chiacchierate con clienti e fornitori e che troppo spesso si trasformano in sfoghi).

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The Hedge Editor
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 12:40
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QUOTE (thekillingjoke @ Venerdì, 15-Ott-2010, 04:29)
QUOTE (preacher @ Venerdì, 15-Ott-2010, 11:26)
QUOTE (Gianfranco @ Venerdì, 15-Ott-2010, 10:05)
a questo punto io però, vorrei puntare il dito contro uno degli aspetti fondamentali e mai chiaramente espressi, che vengono fuori in trasparenza da questa e da altre discussioni analoghe, (come quelle che si svolgono sul forum dell'afui o che nascono da chiacchierate con clienti e fornitori e che troppo spesso si trasformano in sfoghi).

il fatto è che il nostro piccolo mondo, qui da noi in italia, non è da tempo (e ammesso che lo sia mai stato!) un'industria, un ambito merceologico definito o al limite un contesto in cui, in modo 'maturo', si produca e si diffonda arte!

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e quindi viene naturale scaricarle sugli altri: le fumetterie, i distributori, gli editori, i lettori.

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" - Perchè? Cosa sono io per loro?
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super tizio
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 12:49
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non concordo con tutto, ma ti amo anche io smile.gif)

gianfranco for president!


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Silver Surfer
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Barbaro Cimmero
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Riccardo Corbò
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 15:26
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A me fate schifo tutti.

Dico delle cose in ordine sparso.

Le fumetterie e le librerie di varia sono due cose diverse nell'immaginario collettivo.

Non perche' solo siano alla base, o debbano esserlo, ma perche' lo sono diventate e lo sono nella pratica.

Le fumetterie sono il luogo dove si vendono manga, qualche super eroe, le statuine e le carte di magic. Questo perche' gran parte del suo pubblico e' nato cosi' o lo e' diventato, o il proprietario della fumetteria e'/era un appassionato di queste cose.
Per il resto del mondo esterno, tutto questo e' un coacervo di nerditudine dal quale rimanere lontani o fuggire.

Nessun adulto medio, non appassionato di manga o di super eroi o Magic, in grado di intendere e di volere, entrera' mai piu' di una volta in una Fumetteria.

Non e' il suo ambiente, non lo capisce, si trova a disagio con una serie di nerd puzzolenti, brutti, brufolosi, che emettono suoni gutturali, accanto a lui.

Questo porta ovviamente ad un circolo vizioso in cui le fumetterie diventano per forza di cose ghetto, per assecondare il suo unico pubblico nerdoso.

Questo tipo di gestione e' aumentato dalla nerditudine del proprietario, che spesso e' stato un nerdone appassionato di fumetti nei primi anni 90, c'era il boom del settore all'epoca, ha pensato che potesse essere il lavoro della sua vita, invece di morire alle Poste o come bidello, e si e' buttato. Capacita' come appassionato: 100.0000. Capacita' come imprenditore: 0. Quindi cambiato il mercato e scemata dopo 20 anni la sua passione, sono pari a zero le capacita' o la voglia di ristrutturarsi in maniera seria per un nuovo pubblico e nuovi prodotti.

Il tutto all'interno di un mercato fatto da nerd o da squali, sia nella distribuzione, sia nell'editoria, dove la cosa principale era esserci, sentirsi un capetto, piuttosto che avere un serio piano industriale. Con tutto quello che ne consegue, riguardo investimenti, credibilita'....


Discorso condizioni di vendita rispetto alle librerie di varia. In realta' l'editore di fumetti subisce queste condizioni, ma nel panico totale da invenduto e da mercato che gli si restringe addosso, e' disposto a cercare e a sottostare a qualunque vessazione pur di sperare di esserci ancora l'anno prossimo. Ovviamente di sua volonta', a meno che non gli rapite i figli e non lo minacciate, non accettera' di fare la stessa calata di braghe con le fumetterie.

Altri mercati per il fumetto. E' ovvio che l'editore se li cerchi come e quando gli pare, come e' ovvio che la fumetteria rosichi e gli tagli le ordinazioni.
Avrebbe anche senso in un mercato sano.
Con i soggetti di cui sopra, diventa uno "gne gne" tra compagnucci delle elementari capricciosi.
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Silver Surfer
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 15:35
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Barbaro Cimmero
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Quindi per te riccardo non c'è soluzione?
Non vale nemmeno la pena tentare qualche correttivo?

incoraggiante per Giancarlo e Francesco. cool1.gif


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Riccardo Corbò
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 15:43
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QUOTE (Silver Surfer @ October 15, 2010 07:35 am)
Quindi per te riccardo non c'è soluzione?
Non vale nemmeno la pena tentare qualche correttivo?

incoraggiante per Giancarlo e Francesco.  cool1.gif

Correttivo non so sinceramente. Forse la selezione naturale...

Io ad essere cinico e professionale, dico che la maggior parte delle fumetterie verra' spazzata via, perche' retaggio di un'epoca commerciale ormai non piu' esistente e non rispondente alle richieste del mercato.

Le migliori si specializzeranno ulteriormente, diventanto o luogo di raduno per ubernerds, quindi solo materiali per giochi di ruolo e qualche raro manga del momento, o libreria di varia tendente al fantastico, ripulita dalle cose troppo barocche.

Gli editori in tanti chiuderanno (hanno gia' chiuso, la maggior parte della gloriosa guardia degli anni 90) e si creeranno nuovi blocchi di grandi editori, che si spargeranno nelle librerie nuova generazione, nelle librerie di varia, nelle edicole come service dei grandi editori, su Ipad, sul web, su fracazzodavelletriphone, e chissa' dove...
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preacher
Inviato il: Venerdì, 15-Ott-2010, 15:44
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QUOTE (Silver Surfer @ Venerdì, 15-Ott-2010, 14:35)
Quindi per te riccardo non c'è soluzione?
Non vale nemmeno la pena tentare qualche correttivo?

incoraggiante per Giancarlo e Francesco. cool1.gif

non mi sembra che volesse fornire una soluzione, quanto in realtà un quadro disincantato della situazione.


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