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> La lega degli straordinari gentlemen - CENTURY
 
ElCero
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 15:48
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Tessiragnatele
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eccolo

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Fedemone
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 15:54
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Asterix
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Capisco che il citazionismo di Moore sia una componente molto forte, ma sapere che tizio è il protagonista di un altro libro o altro, cambia veramente qualcosa? E' inseguire il dettaglio sbagliato: se lo sai bene, arricchisce, se non lo sai la lettura non è alterata. Quando ci sono grossi cambiamenti, Moore riesce cmq a far percepire quanto sia storpiato, sia dalla nostra realtà sia dal nostro immaginario. Oppure come invece "raddrizza" certe cose, ossia fa vedere cosa voglia veramente dire in realtà una situazione o un personaggio come quello immaginato.
Il citazionismo è un gioco, altrimenti anche Le Terre Desolate di Elliot sarebbe solo un riferimento continuo e incapibile ad altre opere. Questo rimando continuo inspessisce ma non sostituisce l'opera in sé.
la ricostruzione di un mondo intero con le sue devizioni che sono le nostre devizioni, uno dell'immaignario che recupera anche le bassezze e ignominie del mondo reale, anziché epurarle, come vuole la letteratura di evasione, non è solo meraviglioso, è come una riflessione sull'impossibilità di scappare da un certo destino.
Poi abbiamo una generazione perduta dalle droghe, il decadentismo dovuto all'immortalità, la profanazione di un culto mediatico come Harry Potter, una vera e propria blasfemia in UK e via dicendo.
Ci sono molte cose dette, oltre la pura e semplice trama e il puro e semplice citazionismo. Se ci si ferma da qualche parte, bene l'opera è effettivamente misera. Altrimenti, lo spessore c'è - anche se forse non più elegantemente esplicito come un tempo.
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nodisco
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 16:01
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Little Nemo
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QUOTE (Paolo Papa @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:42)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:26)
QUOTE (bgh @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:12)
QUOTE (Mr_Comics @ Lunedì, 27-Mar-2017, 13:51)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 08:41)
scusate se non c'entra molto con il century ma solo con la lega... ho visto l'albone enorme della IDW con le tavole in scala 1:1  dribble.gif sticazzi....

Se non sbaglio lo aveva annunciato sul mega la Lion, ormai quasi 2 anni fa... dry.gif

Di che volume state parlando? Su internet non trovo nulla a riguardo unsure.gif

eh non riesco a trovarlo nemmeno io, l'ho visto dal mio fumettaro. è l'edizione americana della IDW in scala 1:1 con le tavole in b/n con le correzioni, gli appunti, i tratti di matita sotto la china.

cercate sotto "artist edition"

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ElCero
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 16:26
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QUOTE (nodisco @ Lunedì, 27-Mar-2017, 15:01)
QUOTE (Paolo Papa @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:42)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:26)
QUOTE (bgh @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:12)
QUOTE (Mr_Comics @ Lunedì, 27-Mar-2017, 13:51)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 08:41)
scusate se non c'entra molto con il century ma solo con la lega... ho visto l'albone enorme della IDW con le tavole in scala 1:1  dribble.gif sticazzi....

Se non sbaglio lo aveva annunciato sul mega la Lion, ormai quasi 2 anni fa... dry.gif

Di che volume state parlando? Su internet non trovo nulla a riguardo unsure.gif

eh non riesco a trovarlo nemmeno io, l'ho visto dal mio fumettaro. è l'edizione americana della IDW in scala 1:1 con le tavole in b/n con le correzioni, gli appunti, i tratti di matita sotto la china.

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si come ho linkato sopra. ma quella che ho visto io è la regular edition senza cover di pelle marrone.

anche perchè quella marrone con slipcase è l'edizione limitata in soli 15 esemplari al costo di 600 dollari con firma e disegno originale in seconda di copertina.
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nodisco
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 16:35
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Little Nemo
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QUOTE (Fedemone @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:54)
Capisco che il citazionismo di Moore sia una componente molto forte, ma sapere che tizio è il protagonista  di un altro libro o altro, cambia veramente qualcosa? E' inseguire il dettaglio sbagliato: se lo sai bene, arricchisce, se non lo sai la lettura non è alterata.

Beh, insomma... non è alterata fino ad un certo punto.
In "Nemo - Cuore di ghiaccio" ad esempio i protagonisti sono inseguiti da tre tizi: Frank Reade, Jack Wright e Tom Swift.
Sono tre personaggi letterari di fine '800/inizio '900, tutti e tre avventurieri ed inventori: non essendone io al corrente i dialoghi fra di loro mi erano quasi incomprensibili. O meglio: mi facevano capire che se li avessi conosciuti avrei potuto forse cogliere dei riferimenti alle loro storie, alle loro peculiarità, al loro carattere, boh.
O avrei almeno saputo che erano degli inventori.
Certo, è vero che il fumetto lo si può leggere lo stesso, semplicemente ignorando i riferimenti letterari (anche perché il fatto che quei tre fossero personaggi già esistenti qui non contava nulla, se anche Moore se li fosse inventati ai fini della storia non credo sarebbe cambiato niente), però io qui, quando sono arrivato alla fine dell'albo, non ho potuto evitare di pensare che mi sarei goduto di più la lettura con qualche nozione in più.
Sarebbe anche bastato - ora lo dico, sperando che Moore non mi legga e mi mandi una maledizione - mettere delle note all'inizio o alla fine con delle brevi note sui personaggi.
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ElCero
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 16:37
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QUOTE (nodisco @ Lunedì, 27-Mar-2017, 15:35)
QUOTE (Fedemone @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:54)
Capisco che il citazionismo di Moore sia una componente molto forte, ma sapere che tizio è il protagonista  di un altro libro o altro, cambia veramente qualcosa? E' inseguire il dettaglio sbagliato: se lo sai bene, arricchisce, se non lo sai la lettura non è alterata.

Beh, insomma... non è alterata fino ad un certo punto.
In "Nemo - Cuore di ghiaccio" ad esempio i protagonisti sono inseguiti da tre tizi: Frank Reade, Jack Wright e Tom Swift.
Sono tre personaggi letterari di fine '800/inizio '900, tutti e tre avventurieri ed inventori: non essendone io al corrente i dialoghi fra di loro mi erano quasi incomprensibili. O meglio: mi facevano capire che se li avessi conosciuti avrei potuto forse cogliere dei riferimenti alle loro storie, alle loro peculiarità, al loro carattere, boh.
O avrei almeno saputo che erano degli inventori.
Certo, è vero che il fumetto lo si può leggere lo stesso, semplicemente ignorando i riferimenti letterari (anche perché il fatto che quei tre fossero personaggi già esistenti qui non contava nulla, se anche Moore se li fosse inventati ai fini della storia non credo sarebbe cambiato niente), però io qui, quando sono arrivato alla fine dell'albo, non ho potuto evitare di pensare che mi sarei goduto di più la lettura con qualche nozione in più.
Sarebbe anche bastato - ora lo dico, sperando che Moore non mi legga e mi mandi una maledizione - mettere delle note all'inizio o alla fine con delle brevi note sui personaggi.

che però dovrebbe essere compito dell'editore più che di Moore.
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magoz
Inviato il: Lunedì, 27-Mar-2017, 16:54
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QUOTE (nodisco @ Lunedì, 27-Mar-2017, 15:01)
QUOTE (Paolo Papa @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:42)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:26)
QUOTE (bgh @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:12)
QUOTE (Mr_Comics @ Lunedì, 27-Mar-2017, 13:51)
QUOTE (ElCero @ Lunedì, 27-Mar-2017, 08:41)
scusate se non c'entra molto con il century ma solo con la lega... ho visto l'albone enorme della IDW con le tavole in scala 1:1  dribble.gif sticazzi....

Se non sbaglio lo aveva annunciato sul mega la Lion, ormai quasi 2 anni fa... dry.gif

Di che volume state parlando? Su internet non trovo nulla a riguardo unsure.gif

eh non riesco a trovarlo nemmeno io, l'ho visto dal mio fumettaro. è l'edizione americana della IDW in scala 1:1 con le tavole in b/n con le correzioni, gli appunti, i tratti di matita sotto la china.

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aboccaperta.gif lo voglio dribble.gif
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Stone cold
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Yellow Kid


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QUOTE (nodisco @ Venerdì, 24-Mar-2017, 11:54)




Il Black Book e Century li ho trovati sì ben fatti e inizialmente persino avvincenti, ma durante la lettura mi rendevo conto che il mio interesse primario non era tanto seguire gli sviluppi della trama ma cercare di riconoscere ed individuare i personaggi e cogliere le tante citazioni letterarie, musicali, storiche, eccetera, e mi è un po' scesa la catena, come si dice dalle mie parti: la componente "citazionistica" di un testo può anche essere uno degli ingredienti più speziati e caratteristici di un'opera, ma quando diventa preponderante e gli altri elementi mi perdono di interesse mi vien da pensare che forse l'autore si è un po' lasciato prendere la mano dal suo "e vediamo di infilarci anche questo, dai!" e sia un tantinello passato al di là dei limiti.
O forse, più semplicemente, questa sua opera non fa per me.

Guarda, è il mio stesso sentimento riguardo i due volumi che citi. Ecco perchè trovo che il primo sia il migliore. C'era il giusto equilibrio tra la storia che si voleva raccontare e le citazioni
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Fedemone
Inviato il: Martedì, 28-Mar-2017, 09:16
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Asterix
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QUOTE (nodisco @ Lunedì, 27-Mar-2017, 15:35)
QUOTE (Fedemone @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:54)
Capisco che il citazionismo di Moore sia una componente molto forte, ma sapere che tizio è il protagonista  di un altro libro o altro, cambia veramente qualcosa? E' inseguire il dettaglio sbagliato: se lo sai bene, arricchisce, se non lo sai la lettura non è alterata.

Beh, insomma... non è alterata fino ad un certo punto.
In "Nemo - Cuore di ghiaccio" ad esempio i protagonisti sono inseguiti da tre tizi: Frank Reade, Jack Wright e Tom Swift.
Sono tre personaggi letterari di fine '800/inizio '900, tutti e tre avventurieri ed inventori: non essendone io al corrente i dialoghi fra di loro mi erano quasi incomprensibili. O meglio: mi facevano capire che se li avessi conosciuti avrei potuto forse cogliere dei riferimenti alle loro storie, alle loro peculiarità, al loro carattere, boh.
O avrei almeno saputo che erano degli inventori.
Certo, è vero che il fumetto lo si può leggere lo stesso, semplicemente ignorando i riferimenti letterari (anche perché il fatto che quei tre fossero personaggi già esistenti qui non contava nulla, se anche Moore se li fosse inventati ai fini della storia non credo sarebbe cambiato niente), però io qui, quando sono arrivato alla fine dell'albo, non ho potuto evitare di pensare che mi sarei goduto di più la lettura con qualche nozione in più.
Sarebbe anche bastato - ora lo dico, sperando che Moore non mi legga e mi mandi una maledizione - mettere delle note all'inizio o alla fine con delle brevi note sui personaggi.

Ti dirò, io non conosco i personaggi letterari che stanno alla base di costoro e ho Nemo l'ho letto in inglese. Eppure, la mia comprensione non era particolarmente inficiata. O meglio, si capiva che c'era qualcosa tra di loro, un rapporto complesso di ammirazione e di antipatia, di sudditanza e di sfida.

Insomma è una relazione complessa che emerge dal dialogo stesso più che dal loro background. Il background serve a svelare un mondo più grande di quanto non abbiamo immaginato, ma avendo storpiato i personaggi originali, conoscere l'originale dà un contributo relativo - esattamente come è stato del tutto "superfluo" sapere di dettagli del Gulliwoog.

Non dico che l'opera sia semplice da fruire o non sia esente da difetti, è stato difficile capire cosa accadesse anche per me. Ma personalmente ho trovato una situazione dove nessuno ti spiega niente e niente è dato per scontato, non perché conoscere i correspettivi letterari mi avrebbe spiegato chissà che (perché che i tre fossero inventori lo capivo) visot che i corrispettivi letterari dubito si siano mai e poi mai incontrati e scontrati.

Leggere Dracula o Le Miniere di Re Salomone è stato necessario per godersi il primo volume della lega? Lo stesso uomo invisibile o Edward Hyde sono esattamente identici ai corrispettivi letterari, e quindi leggere le opere originali fu assolutamente indispensabile?
Quanti hanno saputo leggere i riferimenti scenografici della luna sopra soho e le citazioni delle canzoni di Kurt Weil? Eppure il tutto fila liscio perché il valore della citaizone non sta esclusivamente nel rimando ma sono personaggi, cose, luoghi e situaiozni che sono affascinanti di per sé. E quindi meritevoli di essere ripresi. E ripresi non per quel che furono, ma per quel che avrebbero potuto essere se certi personaggi fossero esistiti veramente.

Paradassolamente potrei dire che il "vero problema" sia proprio il contrario, ossia che i riferimenti letterari sono fin troppo deboli e troppo calati nella "realtà". Mina Harker non è una eroina gotica, Griffin è solo vigliacco, Gulliwoog è solo un arrapato e via dicendo. Ossia la decostruzione del mito nella sua accezione più criticabile, si potrebbe dire, la stessa che Moore ha criticato in passato.

Poi ognuno è libero di farsi piacere quel che gli pare, ma la Lega non è solo un gioco di citazioni, è un nuovo revisionismo supereroistico e fermarsi alla superifcie è oggettivamente castrante. Ovvio che poi sotto quella luce risultino solo de raccontini che puzzano di snobismo intellettuale - quando in realtà sono una epopea nell'immaginazione, e il crollo delle illusioni, contornate da vicende umane che - fossero state esaltate meglio (O Neill è molto bravo nel ricreare il casino, ma non molto lo spessore psioclogico) - sarebbero state esemplari.
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magoz
Inviato il: Martedì, 28-Mar-2017, 10:58
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QUOTE (Fedemone @ Martedì, 28-Mar-2017, 08:16)
QUOTE (nodisco @ Lunedì, 27-Mar-2017, 15:35)
QUOTE (Fedemone @ Lunedì, 27-Mar-2017, 14:54)
Capisco che il citazionismo di Moore sia una componente molto forte, ma sapere che tizio è il protagonista  di un altro libro o altro, cambia veramente qualcosa? E' inseguire il dettaglio sbagliato: se lo sai bene, arricchisce, se non lo sai la lettura non è alterata.

Beh, insomma... non è alterata fino ad un certo punto.
In "Nemo - Cuore di ghiaccio" ad esempio i protagonisti sono inseguiti da tre tizi: Frank Reade, Jack Wright e Tom Swift.
Sono tre personaggi letterari di fine '800/inizio '900, tutti e tre avventurieri ed inventori: non essendone io al corrente i dialoghi fra di loro mi erano quasi incomprensibili. O meglio: mi facevano capire che se li avessi conosciuti avrei potuto forse cogliere dei riferimenti alle loro storie, alle loro peculiarità, al loro carattere, boh.
O avrei almeno saputo che erano degli inventori.
Certo, è vero che il fumetto lo si può leggere lo stesso, semplicemente ignorando i riferimenti letterari (anche perché il fatto che quei tre fossero personaggi già esistenti qui non contava nulla, se anche Moore se li fosse inventati ai fini della storia non credo sarebbe cambiato niente), però io qui, quando sono arrivato alla fine dell'albo, non ho potuto evitare di pensare che mi sarei goduto di più la lettura con qualche nozione in più.
Sarebbe anche bastato - ora lo dico, sperando che Moore non mi legga e mi mandi una maledizione - mettere delle note all'inizio o alla fine con delle brevi note sui personaggi.

Ti dirò, io non conosco i personaggi letterari che stanno alla base di costoro e ho Nemo l'ho letto in inglese. Eppure, la mia comprensione non era particolarmente inficiata. O meglio, si capiva che c'era qualcosa tra di loro, un rapporto complesso di ammirazione e di antipatia, di sudditanza e di sfida.

Insomma è una relazione complessa che emerge dal dialogo stesso più che dal loro background. Il background serve a svelare un mondo più grande di quanto non abbiamo immaginato, ma avendo storpiato i personaggi originali, conoscere l'originale dà un contributo relativo - esattamente come è stato del tutto "superfluo" sapere di dettagli del Gulliwoog.

Non dico che l'opera sia semplice da fruire o non sia esente da difetti, è stato difficile capire cosa accadesse anche per me. Ma personalmente ho trovato una situazione dove nessuno ti spiega niente e niente è dato per scontato, non perché conoscere i correspettivi letterari mi avrebbe spiegato chissà che (perché che i tre fossero inventori lo capivo) visot che i corrispettivi letterari dubito si siano mai e poi mai incontrati e scontrati.

Leggere Dracula o Le Miniere di Re Salomone è stato necessario per godersi il primo volume della lega? Lo stesso uomo invisibile o Edward Hyde sono esattamente identici ai corrispettivi letterari, e quindi leggere le opere originali fu assolutamente indispensabile?
Quanti hanno saputo leggere i riferimenti scenografici della luna sopra soho e le citazioni delle canzoni di Kurt Weil? Eppure il tutto fila liscio perché il valore della citaizone non sta esclusivamente nel rimando ma sono personaggi, cose, luoghi e situaiozni che sono affascinanti di per sé. E quindi meritevoli di essere ripresi. E ripresi non per quel che furono, ma per quel che avrebbero potuto essere se certi personaggi fossero esistiti veramente.

Paradassolamente potrei dire che il "vero problema" sia proprio il contrario, ossia che i riferimenti letterari sono fin troppo deboli e troppo calati nella "realtà". Mina Harker non è una eroina gotica, Griffin è solo vigliacco, Gulliwoog è solo un arrapato e via dicendo. Ossia la decostruzione del mito nella sua accezione più criticabile, si potrebbe dire, la stessa che Moore ha criticato in passato.

Poi ognuno è libero di farsi piacere quel che gli pare, ma la Lega non è solo un gioco di citazioni, è un nuovo revisionismo supereroistico e fermarsi alla superifcie è oggettivamente castrante. Ovvio che poi sotto quella luce risultino solo de raccontini che puzzano di snobismo intellettuale - quando in realtà sono una epopea nell'immaginazione, e il crollo delle illusioni, contornate da vicende umane che - fossero state esaltate meglio (O Neill è molto bravo nel ricreare il casino, ma non molto lo spessore psioclogico) - sarebbero state esemplari.

tutto giusto però... io anche il BD ho trovato "appassionante", in modo diverso rispetto alla prima miniserie, più impegnativo, ma comunque appagante.
E' proprio lo spin-off di Nemo che ho trovato di una noia mortale e ho fatto una fatica bestia a finire di leggere, mi sembra che il primo volume(ino) me lo sono trascinato per una settimana perché puntualmente mi abbioccavo dopo poche pagine.
Detto questo comunque il quarto ed ultimo volume si prende lo stesso... rolleyes.gif
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Fedemone
Inviato il: Martedì, 28-Mar-2017, 13:40
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Guarda, che ci sia i difetti mi trovi concorde, di Nemo soprattutto il primo è abbastanza confusionario, come se avesse avuto bisogno di più pagine ma ha davotuo mettere tutto assieme alla bell'e meglio. Ma tutti i difetti che ci sono, e ci sono, non rientrano nel campo "citazionismo". Tutto qua.

BD è un gioco più che di citazionismo puro, di ricerca, di decostruzione e ricostruzione da zero dell'immaginario di tutto il '900. Abbiamo visto il denso e lento dipanarsi dell'800, il vorticante ed esuberante '900 ed infine nell'ultimo volume vedremo proprio la corruzione de lo spirito dei tempi recenti.
Il lavoro colossale non è tanto conoscere a menadito le fonti (che si possono o meno leggere, Moore sottolinea che sono un'ottima lettura) ma soprattutto che ci si possa costruire un intero mondo alternativo. Non una piccola distopia, ma interi universi su universi su universi, dove il meraviglioso è di casa e il male è banale.
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nodisco
Inviato il: Martedì, 28-Mar-2017, 18:44
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QUOTE (Fedemone @ Martedì, 28-Mar-2017, 08:16)
Il background serve a svelare un mondo più grande di quanto non abbiamo immaginato, ma avendo storpiato i personaggi originali, conoscere l'originale dà un contributo relativo - esattamente come è stato del tutto "superfluo" sapere di dettagli del Gulliwoog.

Non dico che l'opera sia semplice da fruire o non sia esente da difetti, è stato difficile capire cosa accadesse anche per me. Ma personalmente ho trovato una situazione dove nessuno ti spiega niente e niente è dato per scontato, non perché conoscere i correspettivi letterari mi avrebbe spiegato chissà che (perché che i tre fossero inventori lo capivo) visot che i corrispettivi letterari dubito si siano mai e poi mai incontrati e scontrati.

Leggere Dracula o Le Miniere di Re Salomone è stato necessario per godersi il primo volume della lega? Lo stesso uomo invisibile o Edward Hyde sono esattamente identici ai corrispettivi letterari, e quindi leggere le opere originali fu assolutamente indispensabile?
Quanti hanno saputo leggere i riferimenti scenografici della luna sopra soho e le citazioni delle canzoni di Kurt Weil? Eppure il tutto fila liscio perché il valore della citaizone non sta esclusivamente nel rimando ma sono personaggi, cose, luoghi e situaiozni che sono  affascinanti di per sé. E quindi meritevoli di essere ripresi. E ripresi non per quel che furono, ma per quel che avrebbero potuto essere se certi personaggi fossero esistiti veramente.

Paradassolamente potrei dire che il "vero problema" sia proprio il contrario, ossia che i riferimenti letterari sono fin troppo deboli e troppo calati nella "realtà". Mina Harker non è una eroina gotica, Griffin è solo vigliacco, Gulliwoog è solo un arrapato e via dicendo. Ossia la decostruzione del mito nella sua accezione più criticabile, si potrebbe dire, la stessa che Moore ha criticato in passato.

E' vero, i personaggi sono stati giusto "prelevati" da altre opere e poi i loro comportamenti sono stati storpiati, quindi il conoscere gli originali non è poi fondamentale, non posso che essere d'accordo.

Forse - l'ho pensato ora - una parte della mia delusione nasce dal fatto che io sapendo che i protagonisti della League sono personaggi di altre storie mi sono approcciato alla lettura già nell'ottica di doverli individuare per potermela godere. In parte può essere così.
Nella parte finale del primo Nemo, infatti, quando ci sono tutti quelle specie di pinguini e quei mostri non mi sono posto nessun problema e me la sono letta piacevolmente: solo dopo ho saputo che quei cosi erano tratti da Lovecraft (o Poe? Su di loro sono del tutto ignorante, perdonatemi).

Interessante il punto della problematicità legata alla "troppa realtà" dei personaggi... mi chiedo però se si sarebbe potuta costruire una storia mantenendo le caratteristiche letterarie degli originali, senza ottenere qualcosa che oggigiorno risulterebbe forse un po' ridicolo o troppo forzato. Non so.
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