Benvenuto Visitatore ( Connettiti | Registrati )

Cerca nel forum
Loading
Ricerca avanzata



  Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussioneNuovo Sondaggio

> Il manga di Ghost in the Shell è...pesante
 
Zinzun
Inviato il: Domenica, 15-Apr-2018, 15:42
Quote Post


Little Nemo
*

Gruppo: Members
Messaggi: 205
Utente Nr.: 7011
Iscritto il: 11-Ott-2011
Città:



Allora, ho provato dopo anni a leggere per la prima volta il manga di Ghost in the Shell.
Premetto che ho visto i primi due film della serie (che mi sono piaciuti abbastanza nonostante fossero MOLTO pesanti in alcuni frangenti, soprattutto il secondo, di certo di non facile accessibilità), e mi sono piaciuti, complice soprattutta la stupenda visionarietà del tutto nonchè la colonna sonora.

Ho visto la serie Arise su Netflix, che mi ha fatto schifo. Ho provato a vedere la serie Stand Alone Complex su Tim Vision, e l'ho mollata a metà: troppo noiosa.

Ho quindi deciso, causa un amico che ce l'aveva in libreria, di dare una chance al manga: dopotutto è la fonte di origine del tutto e, per una questione sia d'interesse che "filologica" ho deciso di provarlo.

E beh, l'ho mollato a metà. Il tutto è veramente noioso e frammentario. Il primo film, se vogliamo, può essere considerato una versione "condensata" del manga, proponendo appunto solo la storia del Marionettista.
Il manga è invece una collezione di episodi in genere autoconclusivi con la questione del Marionettista sullo sfondo. La cosa strana è che ho trovato questi episodi decisamente poco interessanti, prolissi, poco chiari, dispersivi o talvolta troppo tecnici. Shirow non tratteggia mai i vari personaggi della squadra adeguatamente, semplicemente sono lì e fanno cose. La stessa protagonista è diversissima dall'anime: se nell'anime troviamo praticamente un automa, un personaggio freddissimo che pare appena umano (e di qui tutta la dicotomia di fondo di Ghost in the Shell), nel manga la protagonista è quasi caricaturale, ha momenti di serietà intervallati dai molti più numerosi siparietti comici, si intrattiene in orge femminili nel tempo libero e cose così.
I disegni poi mi son sembrati abbastanza brutti: se le tavole a colori sono veramente suggestive da vedere, quelle in b/n fanno vedere quanto grezzo sia il tratto dell'autore, troppo "deformed" per i miei gusti.

Sono convinto perciò che il successo di Ghost in the Shell si debba più al primo film di Oshi che all'opera al quale è ispirato che, se da un lato tratta temi avveniristici per l'epoca (e ancora oggi), dall'altro fallisce nel raccontare una buona storia. E non perchè sia complessa (le storie complesse se hanno struttura sono ottime), quanto perchè il tutto mi è parso come una pila di informazioni ed eventi accatastati gli uni sugli altri è sbattuti in faccia al lettore senza mezzi termini, che deve fare opera di discernimento per seguire la vicenda di fondo senza perdersi troppo.

Voi che ne pensate?
PMEmail Poster
Top
 
nodisco
Inviato il: Lunedì, 16-Apr-2018, 16:20
Quote Post


Sidekick
*

Gruppo: Members
Messaggi: 360
Utente Nr.: 10737
Iscritto il: 30-Gen-2015
Città: Forli



Temo che leggere oggi per la prima volta il manga di GITS possa portare ad una reazione come la tua, principalmente perché quel tipo di immaginario fantascientifico ormai si è visto in tantissimi altri film, fumetti ed anime, mentre all'epoca era molto innovativo.

E' un fumetto della fine degli anni '80 arrivato qui nel 1992, quando ancora non c'era nemmeno internet (o comunque era conosciuta e usata solo da pochissime persone) ed il concetto di una rete globale di comunicazione ed interazione era per molti (me compreso) solo una teoria fantasiosa.
Io quando ho letto il primo capitolo in quel numero di Kappa Magazine sono rimasto assolutamente sbalordito, non mi era mai capitato un fumetto così particolareggiato, incasinato e difficile da capire, certi passaggi dovevo veramente rileggerli più volte per riuscire a comprenderli ed entrare nella logica dell'autore. Per certi versi mi sembrava una trasposizione a fumetti del mondo del romanzo Neuromante o, ovviamente, di Blade Runner, ma ancora più complessa e cervellotica, e la cosa mi piaceva tantissimo.

Il film di Oshii (che è un capolavoro) è sostanzialmente ispirato al fumetto, non ne è una trasposizione fedele (lo è molto di più Stand Alone Complex) e la prima volta che l'ho visto non dico che sono rimasto deluso ma un minimo interdetto sì.

Quindi insomma, non so bene cosa dirti: se il manga non ti è piaciuto come speravi c'è poco da fare. Ti consiglierei giusto di finirlo perché da quel che ricordo i vari episodi non sono tutti così scollegati come sembra inizialmente, c'è un nesso fra di loro.
PMEmail Poster
Top
Adv
Adv









Città:





Top
 
Fedemone
Inviato il: Lunedì, 16-Apr-2018, 16:46
Quote Post


Uomo Mascherato
**

Gruppo: Members
Messaggi: 1267
Utente Nr.: 4485
Iscritto il: 20-Apr-2009
Città: Milano



QUOTE (nodisco @ Lunedì, 16-Apr-2018, 15:20)
Temo che leggere oggi per la prima volta il manga di GITS possa portare ad una reazione come la tua, principalmente perché quel tipo di immaginario fantascientifico ormai si è visto in tantissimi altri film, fumetti ed anime, mentre all'epoca era molto innovativo.

E' un fumetto della fine degli anni '80 arrivato qui nel 1992, quando ancora non c'era nemmeno internet (o comunque era conosciuta e usata solo da pochissime persone) ed il concetto di una rete globale di comunicazione ed interazione era per molti (me compreso) solo una teoria fantasiosa.
Io quando ho letto il primo capitolo in quel numero di Kappa Magazine sono rimasto assolutamente sbalordito, non mi era mai capitato un fumetto così particolareggiato, incasinato e difficile da capire, certi passaggi dovevo veramente rileggerli più volte per riuscire a comprenderli ed entrare nella logica dell'autore. Per certi versi mi sembrava una trasposizione a fumetti del mondo del romanzo Neuromante o, ovviamente, di Blade Runner, ma ancora più complessa e cervellotica, e la cosa mi piaceva tantissimo.

Il film di Oshii (che è un capolavoro) è sostanzialmente ispirato al fumetto, non ne è una trasposizione fedele (lo è molto di più Stand Alone Complex) e la prima volta che l'ho visto non dico che sono rimasto deluso ma un minimo interdetto sì.

Quindi insomma, non so bene cosa dirti: se il manga non ti è piaciuto come speravi c'è poco da fare. Ti consiglierei giusto di finirlo perché da quel che ricordo i vari episodi non sono tutti così scollegati come sembra inizialmente, c'è un nesso fra di loro.

Hai espresso perfettamente il nocciolo della questione.
All'epoca il film era così diverso dal manga che rimasi molto molto perplesso.
Anche perché il film riprende un'idea vecchia di decenni: quale è il confine tra uomo e macchina? Le macchine hanno un'anima? Roba da PKD.
Il manga proponeva una cosa assolutamente "scandalosa", e ancora oggi è avantissimo: premesso che il futuro così non ci scappi, il problema rimasto è politico. Quali saranno i diritti e i riconoscimenti spettanti? Non a caso una parte del manga è dedicato ai tribunali, ma il problema filosofico è l'evoluzione stessa. Il fantasma della macchina non è un dubbio, è una certezza (Motoko è ampiamente umana, come avrai notato, perché E' umana, anche se il suo corpo non lo è). Quindi diventa una questione ontologica di esplorazione di nuovi esseri, una evoluzione senza il vincolo della materia (essenzialmente nell'ultimo numero ma anche tutta la quesitone dell'albero e del corvo nel 2.0).

Che sia cervellotico e poco chiaro, è un problema enorme di Shirow, che sembra vere chiare molte cose che non sono chiare a noi... Quindi, se non piace, non c'è rimedio, tutta la sua produzione è così.

Il tratto... E' un miglioramento rispetto Appleseed (primo volume almeno) ma rimane molto spigoloso e volutamente. Le vertigine urbanistiche ed il particolare meccnaico rimangono però impareggiabili, per certi versi superiori ad Akira, che amplia una visione molto anni '70/'80. Shirow si proietta veramente in un futuro dove le cose sono radicalmente diverse perché diverso è il modo di pensare sia gli ambienti urbani (ma anche le armi, con i caricatori posizionati in maniera del tutto diversa dai fucili classici) alle persone.
PMEmail Poster
Top
 
rimatt
Inviato il: Lunedì, 16-Apr-2018, 18:17
Quote Post


Detective dell'Impossibile
**

Gruppo: Members
Messaggi: 2730
Utente Nr.: 5271
Iscritto il: 23-Mar-2010
Città: Verona



QUOTE (nodisco @ Lunedì, 16-Apr-2018, 15:20)
Io quando ho letto il primo capitolo in quel numero di Kappa Magazine sono rimasto assolutamente sbalordito

Io rimasi molto più colpito dal secondo. aboccaperta.gif
PMEmail Poster
Top
 
nodisco
Inviato il: Martedì, 17-Apr-2018, 19:15
Quote Post


Sidekick
*

Gruppo: Members
Messaggi: 360
Utente Nr.: 10737
Iscritto il: 30-Gen-2015
Città: Forli



QUOTE (Fedemone @ Lunedì, 16-Apr-2018, 15:46)
Il manga proponeva una cosa assolutamente "scandalosa", e ancora oggi è avantissimo: premesso che il futuro così non ci scappi, il problema rimasto è politico.

E' verissimo, il tema principale del manga in sostanza non è tanto la dicotomia uomo/macchina come in parte nell'anime (e nell'orrendo film con la Johansson), ma il ruolo ed il riconoscimento delle nuove entità individuali che si vengono a creare, con tutti gli annessi risvolti politici e sociali.
Le parti che mi risultavano più ostiche nella lettura erano infatti quelle legate alla politica ed alle varie gerarchie istituzionali, non tanto quelle tecnico/informatiche.

Era avantissimo in quegli anni e lo è ancora adesso, è vero.
Peccato che poi Shirow si sia fermato ed abbia deciso di passare il tempo disegnando donnine discinte (che mica mi dispiacciono, eh, però mi sarebbe anche piaciuto leggere il continuo di Appleseed...)
PMEmail Poster
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 1 (1 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :

Topic Options Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussioneNuovo Sondaggio

 



[ Script Execution time: 0.0494 ]   [ 21 queries used ]   [ GZIP Abilitato ]