Benvenuto Visitatore ( Connettiti | Registrati )

Cerca nel forum
Loading
Ricerca avanzata



Pagine : (6) « Prima ... 4 5 [6]   ( Vai al primo messaggio non letto ) Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussioneNuovo Sondaggio

> Le Bizzarre Avventure di JoJo, Prossimamente su Netflix (?)
 
Green Loontern
Inviato il: Lunedì, 30-Mar-2020, 15:41
Quote Post


Uomo Mascherato
**

Gruppo: Members
Messaggi: 1460
Utente Nr.: 3907
Iscritto il: 17-Giu-2008
Città:



QUOTE (fiocotram @ Venerdì, 20-Mar-2020, 22:45)
QUOTE (Neutron @ Lunedì, 16-Mar-2020, 06:42)
quoto, la terza serie è lo spartiacque.
dalla terza in avanti tutta la saga prende un po quella direzione lì.

cambiano ambientazioni e personaggi (anche di molto, ma molto) ma gli Stand diventano centrali e si abbandonano le precedenti atmosfere per sfociare in roba sempre più pazza e psichedelica.

la prima e seconda sono ,de facto, un esperimento abbandonato in corsa.

Piu' la prima che la seconda, per me. La seconda inizia gia' a testare le caratteristiche che avranno le serie future, come la comicita' delirante e la componente strategica degli scontri. Ricordo che da bambino rimasi stupefatto dalla svolta surreale del
combattimento tra Joseph e Acidecy, quando nel bel mezzo di una lotta serrata d violenta il nemico di Jojo scoppia a piangere come un bambino piccolo. Cose del genere non le vedevo ne' in Jen il Guerriero ne' nei cavalieri! Purtroppo Jojo sconta lo stesso problema di tutte le storie che hanno fatto da capostipite, come il Signore degli Anelli giunto al cinema solo decenni dopo che fantasy e fantascienza ne avevano saccheggiato gli archetipi. I fan cresciuti e abituati da manga venuti DOPO Jojo non sanno che e' stato questo manga a dare l'avvio a elementi oggi molto comuni. Il fatto stesso che e' stato uno dei primi Shonen di Jump ad avere protagonisti non giapponesi, il fatto di citare un frullato di riferimenti pop tratti da musica e cinema, in un momento in cui non esiste a il citazionismo postmoderno. O la componente ragionata dello scontro, perche' nei manga di fine anni Settanta e Ottanta, se si eccettua qualche precursore da noi poco noto, come il manga di Babil Junior, tutto era risolto da supermosse e crescita dei poteri. Oggi tra One Piece, Naruto, One PUNCH Man, Hunter XHunter, non e' una novita' ne' l'umorismo surreale ne' la strategia... ma li ha portati Araki.

Verissimo.

Anche secondo me solo la prima è la serie di rodaggio. Molto derivativa da Ken il guerriero.
La seconda ha ancora su quello stile, ma come dice Fioco introduce già tutta la parte strategica e surreale che era davvero nuova al tempo.
Poi sì, il "vero" JoJo inizia solo con la terza.

C'è da dire anche che Araki è uno che cambia idea mooolto spesso, anche in corsa.
Nella terza la forzatura più palese è il fatto che Joseph quasi non usi mai le onde, che potevano comunque tornare utili in vari momenti, perché ormai Araki si voleva concentrare solo sulla novità degli stand. Idem Dio che quasi non usa i suoi poteri da vampiro della prima stagione.
Ma anche Abdul
(click to show/hide)



--------------------
In blackest day or brightest night
Watermelon, cantaloupe, yadda-e-yadda
Erm...superstitious and cowardly lot
With liberty and justice for all!

- Duck Dodgers Lantern Oath
PM
Top
 
fiocotram
Inviato il: Lunedì, 30-Mar-2020, 19:48
Quote Post


Uberlogorrea
********

Gruppo: Members
Messaggi: 41427
Utente Nr.: 26
Iscritto il: 30-Giu-2004
Città:



Sul cambiare spesso idea dobbiamo considerare un fattore importante.
Questi manga apparivano tutti su Shonen Jump, a ritmo di un episodio a settimana. E Shonen Jump si caratterizza come una rivista che ha sempre tenuto in forte considerazione l'opinione dei lettori. Tutti i manga presenti vengono infatti sottoposti a sondaggi periodici in cui il pubblico esprime il gradimento su storia e personaggi (poi se ascoltate la chiaccherata di Doc Manhattan con lo storico Linetti che vi ho già segnalato capirete che questa cosa non è solo una strategia editoriale, ma qualcosa di profondamente radicato nel modo di sviluppare l'arte in Giappone, vedi la storia delle stampe giapponesi). Questo fa sì che i redattori tengano molto in considerazione i pareri del pubblico. E un autore che pubblica su rivista, compreso Araki (la politica di Shonen Jump vale sia per gli esordienti che per gli autori di successo), viene sottoposto alle direttive del redattore che gli si affianca. E' un po' come coi fumetti americani, spesso si viene a sapere come determinate storie e spunti narrativi siano decisi in tandem con i supervisori editoriali, per i giapponesi è così (Araki oltretutto il suo editor lo ringrazia più volte anche all'interno del manga) e si aggiunge l'aggravante per Shonen Jump di essere costantemente "valutati".


Quindi per concludere, premesso che Araki è abbastanza folle che potrebbe aver benissimo cambiato idea per i fatti suoi, non possiamo escludere che la resurrezione repentina di Abul e determinate svolte repentine della vicenda non siano state orientate dal feedback dei lettori e dalla necessità di piegare la storia a quel che poteva suscitare maggior gradimento.


--------------------
"Questo post sarà riassunto in forma ridotta in meno di otto righe da Filippo1 "



http://fiocotram.wordpress.com/
PMUsers WebsiteMSN
Top
 
fiocotram
Inviato il: Martedì, 31-Mar-2020, 07:16
Quote Post


Uberlogorrea
********

Gruppo: Members
Messaggi: 41427
Utente Nr.: 26
Iscritto il: 30-Giu-2004
Città:



QUOTE (Green Loontern @ Lunedì, 30-Mar-2020, 07:41)
QUOTE (fiocotram @ Venerdì, 20-Mar-2020, 22:45)
QUOTE (Neutron @ Lunedì, 16-Mar-2020, 06:42)
quoto, la terza serie è lo spartiacque.
dalla terza in avanti tutta la saga prende un po quella direzione lì.

cambiano ambientazioni e personaggi (anche di molto, ma molto) ma gli Stand diventano centrali e si abbandonano le precedenti atmosfere per sfociare in roba sempre più pazza e psichedelica.

la prima e seconda sono ,de facto, un esperimento abbandonato in corsa.

Piu' la prima che la seconda, per me. La seconda inizia gia' a testare le caratteristiche che avranno le serie future, come la comicita' delirante e la componente strategica degli scontri. Ricordo che da bambino rimasi stupefatto dalla svolta surreale del
combattimento tra Joseph e Acidecy, quando nel bel mezzo di una lotta serrata d violenta il nemico di Jojo scoppia a piangere come un bambino piccolo. Cose del genere non le vedevo ne' in Jen il Guerriero ne' nei cavalieri! Purtroppo Jojo sconta lo stesso problema di tutte le storie che hanno fatto da capostipite, come il Signore degli Anelli giunto al cinema solo decenni dopo che fantasy e fantascienza ne avevano saccheggiato gli archetipi. I fan cresciuti e abituati da manga venuti DOPO Jojo non sanno che e' stato questo manga a dare l'avvio a elementi oggi molto comuni. Il fatto stesso che e' stato uno dei primi Shonen di Jump ad avere protagonisti non giapponesi, il fatto di citare un frullato di riferimenti pop tratti da musica e cinema, in un momento in cui non esiste a il citazionismo postmoderno. O la componente ragionata dello scontro, perche' nei manga di fine anni Settanta e Ottanta, se si eccettua qualche precursore da noi poco noto, come il manga di Babil Junior, tutto era risolto da supermosse e crescita dei poteri. Oggi tra One Piece, Naruto, One PUNCH Man, Hunter XHunter, non e' una novita' ne' l'umorismo surreale ne' la strategia... ma li ha portati Araki.

Verissimo.

Anche secondo me solo la prima è la serie di rodaggio. Molto derivativa da Ken il guerriero.
La seconda ha ancora su quello stile, ma come dice Fioco introduce già tutta la parte strategica e surreale che era davvero nuova al tempo.
Poi sì, il "vero" JoJo inizia solo con la terza.

C'è da dire anche che Araki è uno che cambia idea mooolto spesso, anche in corsa.
Nella terza la forzatura più palese è il fatto che Joseph quasi non usi mai le onde, che potevano comunque tornare utili in vari momenti, perché ormai Araki si voleva concentrare solo sulla novità degli stand. Idem Dio che quasi non usa i suoi poteri da vampiro della prima stagione.
Ma anche Abdul
(click to show/hide)

Aggiungo anche che l'influenza di Ken il Guerriero permeava il modo di visualizzare i corpi e l'azione nella prima serie di Jojo e nei precedenti Baoh e Gorgeous Irene, che erano fumetti figli SIA delle tecniche marziali venate di body horror da Ken il Guerriero, SIA in generale della fascinazione della cultura anni Ottanta per il cinema splatter e la nuova carne di cronenberg (il corpo che muta dolorosamente attraverso una storia).... mentre la componente umoristica non è affine tanto/solo a Ken quanto a un manga molto famoso in quegli anni su Shonen Jump, ossia Sakigake! Otoko Juku (pubblicato, in ritardo e con meno successo , anche da noi come Classe di Ferro) che ideò un esilarante mix tra i ragazzoni alla Kenshiro, i cazzotti e la commedia demenziale. Di suo in Battle Tendency Araki mette soprattutto l'amore per i trucchi di prestidigitazione e la strategia, cose che ebbe l'idea di introdurre già in tempi non sospetti, in uno dei suoi primi manga, Mashonen BT (in cui, nonostante lo stile acerbo, possiamo vedere un prototipo di Koichi). E anche quel perverso e strano modo di descrivere la morale dei suoi personaggi.

Sicuramente la prima e seconda serie, nel loro complesso, sono le uniche in cui possiamo vedere un'influenza fortissima degli altri autori pubblicati nella rivista. Diciamo che tra la prima e seconda serie vediamo un Araki che, pur portando avanti le proprie idee, segue un po' i filoni elaborati da altri. Mentre dalla terza serie in poi inizia a imporre i propri.


--------------------
"Questo post sarà riassunto in forma ridotta in meno di otto righe da Filippo1 "



http://fiocotram.wordpress.com/
PMUsers WebsiteMSN
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 1 (1 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :

Topic Options Pagine : (6) « Prima ... 4 5 [6]  Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussioneNuovo Sondaggio

 



[ Script Execution time: 0.0227 ]   [ 21 queries used ]   [ GZIP Abilitato ]