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> MEGATOPIC: VEDOVA NERA - IL PROCESSO A KINGPIN, TBP VIRTUALE
 
ocramiggop
Inviato il: Mercoledì, 02-Ago-2017, 15:20
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STAN LEE AVREBBE VOLUTO PRESENTARE:

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: UN ALTRO INTERMEZZO COL DIAVOLO.

Un racconto di Marco Poggi, basato sui personaggi di Stan Lee e Frank Miller.

Ospedale Bellevue, notte fonda. Nella stanza buia dove sta dormendo Wilson Fisk, che ha appena avuto un difficile intervento, un uomo entra furtivo. Per un attimo, osserva silenzioso il corpulento boss del crimine che respira grazie alle attrezzature ospedaliere, poi estrae dalla tasca una siringa ed avanza verso il letto, toccando il tubicino che fa scorrere la medicina nelle vene. Sta per iniettare il veleno, quando un bastone vola per aria, disarma l’assassino, spezza in due la siringa e come un boomerang ritorna dal suo padrone. L’assassino si volta di scatto verso l’uomo che sta accovacciato alla finestra e, riconosciutolo, esclama:
- DEVIL! -
L’uomo senza paura balza addosso all’assassino bloccandolo al muro.
- Risposta esatta… avvocato Cornelius Bryant, detto lo “Squalo”, sono proprio Devil! – gli sussurra alle orecchie, frugandolo nelle tasche e gettando a terra una pistola automatica – Ora che sei completamente disarmato, scambiamo due chiacchiere…Ti va? – gli chiede, spingendolo verso una sedia.
- Ho i miei diritti, Devil, - protesta – non puoi trattarmi così! –
- Diritti? – ripete Devil – Sei lo stimato avvocato di Wilson Fisk, non un assassino di professione, Bryant! Quelli veri, i due uomini corpulenti che stavano di guardia alla porta, li hai mandati a farsi un giro poco fa, perché sei la voce più autorevole dopo Fisk nella sua organizzazione…Quindi smettila di fare il duro, “Squalo”, perché non sei in un’aula di tribunale dove puoi rigirare la frittata come vuoi! –
- Co…cosa vuoi da me, Devil? – balbetta.
- La verità, soltanto la verità! – sentenzia Devil – Perché hai tradito Kingpin, perché lo volevi uccidere? –
Bryant osserva, per un attimo il volto dell’uomo dalla maschera rossa, poi abbassa il capo ed ammette:
- Hai…hai ragione, Devil, sono un avvocato, non un assassino di professione…ma anche gli avvocati più prestigiosi possono cambiare, se messi alle strette! –
- Non mi dirai che Kingpin ricatta la tua famiglia, Bryant, perché lo so che sei divorziato! – gli dice Devil.
- No, no, lui non ricattava la mia famiglia…minacciava solo me, come fa con tutti quelli che sono al suo servizio. Ho una figlia adolescente, di nome Sarah, con un male incurabile, sai? Eccola qui, la vedi? - estrae la foto dal portafoglio e la mostra a Devil.
- Si…la vedo, Cornelius, - risponde Devil fingendo di vedere la ragazzina ritratta nella foto – e allora? –
- E’ vero, sono un uomo divorziato, ma amo davvero Sarah…la amo così tanto che farei di tutto per lei…di tutto! –
- Ma come? – si domanda Devil – Wilson Fisk ti paga uno stipendio faraonico per difenderlo in aula e tu cerchi di ucciderlo perché hai una figlia ammalata? –
- Faraonico? – ripete Bryant sogghignando e rimettendo la foto al suo posto – Sono sommerso dai debiti, Devil, la mia ex-moglie preme per avere gli alimenti e devo anche pagare la degenza in un ospedale di Ginevra della mia bambina, che deve sottoporsi ad un’operazione così costosa che non posso permettermi! Quando ho provato a chiedere a Fisk d’aumentarmi lo stipendio lui ha risposto: “Prima preoccupati ti tenermi fuori di prigione, Bryant, e poi discuteremo del tuo aumento di stipendio!”…Questo accadeva mesi fa e non ho visto aumentare la mia parcella di un dollaro, pur facendo un lavoro encomiabile…ma la mia bambina non può aspettare oltre, deve assolutamente sottoporsi a quell’operazione! –
- La tua storia è melodrammatica, “Squalo”…ma vera! – gli risponde Devil, captando i battiti del cuore dell’avvocato – E ora, dimmi, a chi ti sei venduto? –
- Che t’importa di quel grassone che giace nel letto? – ribatte Bryant – Ha rovinato la tua vita, come la mia…Non lo vorresti fuori dei giochi una volta per tutte? –
- Non per la tua stupida vendetta, ma per giustizia…La giustizia di un’aula di tribunale, per questo voglio che viva, perché sconti le sue malefatte in una robusta cella imbottita! – gli vomita addosso Devil, prendendolo per la collottola del cappotto – Ed ora, te lo ripeto: chi ti paga per farlo fuori? CHI?
- S…Silvio Ma…Manfredi, ecco chi! – gli risponde Bryant.
- SILVERMANE? – si stupisce l’uomo vestito in rosso - Ma quello ora è più una macchina che un uomo. –
- I suoi soldi, però, sono verdi quanto quelli di Fisk...e forse di più…almeno lui non bada alla cifra, Devil. – confessa Bryant.
- Dici ancora la verità, “Squalo”. – sussurra Devil, percependo nuovamente i battiti del cuore di Bryant ed allentando la presa – Ora andiamo al distretto più vicino, perché devi raccontare alla polizia quello che mi hai appena confessato. –
Improvvisamente, Cornelius Bryant con uno scatto improvviso si libera dalla stretta di Devil, agguanta la pistola a terra e s’avvicina alla finestra.
- Bryant, - dice Devil con un tono di voce calmo – non fare follie, ormai è finita. –
- La mia carriera d’avvocato è finita se mi costituisco, Devil. - afferma Bryant agitando l’arma - Con questa pistola che tengo in mano potrei fare tre cose: sparare a Fisk e fuggire – col rischio, però, che tu mi catturi un istante dopo -, spararti, sparargli e fuggire – ed essere generosamente ricompensato anche per il tuo omicidio -, oppure… –
- Pensa a tua figlia…pensa a Sarah, non fare follie. – ripete Devil, temendo un gesto estremo.
- Ci penso…ci penso! Per questo, Devil, ho già scelto. – si punta l’arma alla testa e carica il cane – Sai, ho stipulato un’assicurazione sulla vita; se muoio, i dollari andranno tutti a beneficio di mia figlia, che potrà curarsi…anche senza di me. -
Cornelius Bryant, però, sottovaluta la velocità d’azione di Devil e prima che l’avvocato possa premere il grilletto e suicidarsi, la pistola gli vola via dalle mani, a causa di un veloce colpo di bastone che lo disarma.
- Spiacente, Bryant, ma non posso lasciartelo fare. – commenta Devil riprendendosi il manganello appena lanciato.
- Sei veloce quanto dicono, uomo senza paura…- mormora Cornelius Bryant massaggiandosi la mano dolorante – Ma sono sempre vicino alla finestra….Adddioooh! – e si getta giù di sotto.
- BRYANT, NO! – urla Devil, sfiorando con il laccio uscito fuori dal suo bastone il dito della mano sinistra dell’avvocato.
Devil si precipita verso la finestra per percepire un corpo caldo che si è sfracellato al suolo, ma…ne percepisce tre e vivi e vegeti: Elektra Natchios, Natasha Romanoff e…Cornelius Bryant.
- Scusa il ritardo, Devil…ma, prima di correre qua a darti man forte, Elektra ed io siamo passate nel mio attico per…un veloce cambio di costume e un rinnovo d’arsenale! – cerca di giustificarsi la Vedova Nera, affacciandosi alla finestra e tenendo avvinghiato a sé Bryant, mentre Elektra la segue poco più indietro come un’ombra silenziosa – Che cosa stava cercando di fare Corneius Bryant, prima che lo acchiappassi a mezz’aria, poco fa? -
- E’ una lunga storia, Natasha. - sorride Devil, lanciando una fune dalla finestra, spiccando il volo e raggiungendo le due alleate – Tienilo ben stretto, dobbiamo lasciarlo al distretto più vicino…Abbiamo un caso da archiviare! –

Prossimo numero: Prologo di Silvermane scatenato.

Marco "Doc Ock" Poggi


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Marco Poggi
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ocramiggop
Inviato il: Mercoledì, 02-Ago-2017, 15:24
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Marco "Doc Ock" Poggi


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Inviato il: Giovedì, 03-Ago-2017, 15:37
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Questo capitolo è molto devilcentrico, infatti l'alter-ego di Matt Murdock si prende lo spazio che merita per rivelarci chi ha tradiito Kingpin dei suoi e perché. Spero vi piaccia E se no, scrivetelo lo stesso, accetto tutte le critiche e risponderò per dare spiegazioni.
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Marco "Doc Ock" Poggi
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Peter Parker
Inviato il: Venerdì, 04-Ago-2017, 18:27
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ocramiggop
Inviato il: Sabato, 05-Ago-2017, 12:31
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QUOTE (Peter Parker @ Venerdì, 04-Ago-2017, 10:27)
Avvincente.
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E dire che quest'ultimo capitolo doveva essere solo un prologo alla scontro finale con Silvermane...Sai che mi porto l'immagine dell'avvocato di Kingpin dai tempi delle medie, quando facevo fumetti maldisegnati con l'Uomo Ragno protagonista? Lì, Bryant era solo un leccapiedi, qui, invece, emerge come personaggio più problermatico e sfaccettato, essendo una storia della Vedova Nera e di Devil. Bell'evoluzione, no?

Marco "Doc Ock" Poggi
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ocramiggop
Inviato il: Mercoledì, 09-Ago-2017, 15:38
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STAN LEE AVREBBE VOLUTO PRESENTARE:

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: PROLOGO DI SILVERMANE SCATENATO

Un racconto di Marco Poggi, basato sui personaggi di Stan Lee e Frank Miller.

Nella villa fuori New York del boss del Maggia Silvio Manfredi, alias il ciborg Silvermane, una fortezza quasi impenetrabile e super-sorvegliata, è improvvisamente calato il buio, mettendo in agitazione il boss e le sue guardie del corpo. I responsabili del black out sono il vigilante cieco Devil, la ninja in rosso Elektra e la letale spia Vedova Nera che, con una facilità disarmante, penetrano nell’ufficio del boss e mettono fuori combattimento i suoi uomini, facendolo intervenire di persona nella battaglia.
- COME OSATE…COME OSATE VOI ESSERI IN COSTUME PROVOCARE UN BLACK OUT E PENETRARE NELLA MIA VILLA? COME OSATE SFIDARE L’IRA DI SILVERMANE? – domanda il boss prendendo, con il suo braccio potenziato, il bavero del costume della Vedova Nera e scagliandola contro Elektra che lo stava per attaccare con i suoi Sai.
- Ci sono dei testimoni pronti a giurare che sei tu il mandate degli attentati a Wilson Fisk, Silvermane, - interviene Devil, prendendolo a calci - le stesse persone che hai assunto per tentare d’ucciderlo durante il suo processo e la degenza in ospedale. –
- Ahh! – impreca Silvermane per il colpo di bastone in testa che lo fa indietreggiare di alcuni metri – Venderò cara la mia pelle, maledetto vigilante! –
- Cara? – ripete Elektra, rialzandosi e tornando all’attacco – Vediamo se puoi ancora sanguinare, macchina di morte. – e lo sfregia con il suo Sai.
- Prendi, Silvermane! – esclama la Vedova Nera, sparandogli contro una scarica laser dai suoi bracciali d’oro.
- Sei finito, Silvermane, la tua resistenza è allo stremo. – dice Devil, sferrandogli un pugno che lo atterra.
- Aaargh! -
- E’ mio! – esclama Elektra, saltandogli addosso e puntando le lame delle sue daghe vicino i suoi bulbi oculari – Scommetto che ti farebbero molto male, vecchio! –
- Fermati, Elektra. – dice la Vedova Nera, bloccandole il braccio – Ricordati che lo vogliamo vivo. – poi, si volta verso Devil e, vedendolo dubbioso, gli chiede – Cosa c’è, qualcosa non va? –
- Il suo battito cardiaco…il rumore del metallo dell’armatura, l’odore di…plastica che emana dalla pelle…RAGAZZE…QUESTO NON E’ SILVERMANE, MA UN IMPOSTORE… STRAPPATEGLI L’ARMATURA E LA MASCHERA!
Senza perdere un minuto, Elektra e la Vedova Nera obbediscono e, dopo aver gettato via l’imbracatura e tolto via la maschera dal volto dell’impostore, riconoscendolo urlano all’unisono:
- MA…MA…MA E’ IL CAMALEONTE!
- Al vostro servizio, signore…Eh, eh, eh! – se la ride l’uomo dalla faccia bianca – Spero d’avervi intrattenuto bene. Ouch! –
- Stai zitto, idiota! – gli sferra un pugno Elektra.
- Po…Potete pure torturarmi, però me ne andrò in prigione felice! - continua a ghignare il Camaleonte – Felice d’aver ingannato l’uomo senza paura…Sii, questa è la mia più grande vittoria, la mia più grande performance! –
- Credi, Camaleonte? – lo squadra Devil – In verità, m’aspettavo una mossa del genere da uno come Silvermane…Vedova, fagli vedere. –
- Ai tuoi ordini, Devil…Protocollo termico 567218 attivato. – e, dopo essersi data quest’ordine, la Vedova Nera si auto-distrugge, sciogliendosi come neve al sole.
- Co…Com’è possibile? E’…è un Life Model Decoy…un dannato Life Model Decoy! – impreca il Camaleonte.
- Già, la vera Vedova Nera non è qua! – confessa Devil – Sospettavo che Silvermane mi potesse giocare un brutto tiro, così ho chiesto in prestito alla Vedova Nera uno dei suoi robot-sosia. –
- Davvero? – non si da per vinto il Camaleonte – A quest’ora, la tua rossa troverà solo l’odore di un jet partito dall’aeroporto, ormai. Siiiii…arriverà in ritardo, perché Silvermane sa come non farsi catturare da gente come voi! -
- Elektra, fallo tacere, per favore. –
- Con piacere. – e alzatasi in piedi, Elektra stordisce il Camaleonte con un calcio in faccia – Il Camaleonte non ha tutti i torti, Devil, Silvermane sarà ormai lontano dal paese. –
- No, Elektra, lo conosco troppo bene, so dov’è Silvermane e, quindi, so anche dov’è la Vedova Nera. – e così dicendo, Devil prende il suo cellulare e compone un numero.

Prossimo numero: Silvermane Scatenato.

Marco "Doc Ock" Poggi


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Inviato il: Mercoledì, 09-Ago-2017, 15:49
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Mi sono accorto che mancavano solo due storie alla conclusione della saga e siccome la penultima aveva un prologo sostanzioso, ho preferito rallentare la storia e posticipare quindi la fine fra due settimane, per non finire a Ferragosto, ma una settimana dopo...o forse due. Nel frattempo, ditemi, come vi sembra questa storia che cita indirettamente una trovata di "SPIDER-MAN, THE ANIMATED SERIES" (in quella serie animata, il Camaleonte si travestiva da Kingpin e faceva fuggire il ciccione dalle maglie della giustizia, qui si trasveste da Silvermane versione cyborg per gabbare Devil e socie)?

Marco "Doc Ock" Poggi


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Inviato il: Mercoledì, 23-Ago-2017, 16:29
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STAN LEE AVREBBE VOLUTO PRESENTARE:

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: SILVERMANE SCATENATO.

Un racconto di Marco Poggi, basato sui personaggi di Stan Lee e Frank Miller.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Ho seguito la limousine nera per tre lunghe ore. Stanotte, Silvermane mi ha fatto girare per mezza città e, come prevedeva Matt, l’auto si è fermata nei pressi del Bellevue di Manhattan. Dalla cima d’un palazzo vicino, osservo il ciborg con un trench color crema addosso ed un cappello nero in testa entrare dentro l’ospedale. Sorrido, chiamo Matt al cellulare e poi scendo giù per occuparmi degli uomini che il boss ha lasciato di guardia in macchina (la parte più facile della mia missione). Mentre sono intenta a mostrare ai miei avversari i miei calci rotanti migliori, attivo l’auricolare per trovare Silvermane (recentemente ho disseminato di microspie ogni stanza dell’ospedale, vestita da infermiera) e ci riesco. Sento che è entrato nella camera privata di Wilson Fisk e, come se potessi vedere la scena, immagino Silvermane avvicinarsi alla sua vittima mentre mormora davanti al suo letto:
- Ciao, Wilson…Non avrai creduto che me ne sarei andato via da questa città senza salutarti. Ti ho sempre invidiato, ciccione, quand’ero umano eri più forte di me, lo riconosco. Ora, però sono cambiato, posso affrontarti da pari a pari, anche se avrei preferito vederti in forma, anziché attaccato a queste macchine ed in un letto d’ospedale. Peccato non possa aspettare di più, ti spezzerò il tuo grasso collo adesso, tanto i tuoi uomini non possono aiutarti e gli infermieri sono stati ben pagati perché facciano altrove il loro giro di notte. –
- Mi permetto di dissentire, vecchio fossile! – esclamo, mentre irrompo dalla finestra e lo colpisco con un doppio calcio in faccia.
- Aaargh! – impreca il boss cadendo a terra - Vedova Nera…Credevo d’aver messo fuori pista sia te che Devil. -
- Credevi male. – affermo puntandogli contro i miei “Morsi di Vedova” – Non ti muovere vecchio, o sparo. –
- Potevi intimidirmi così quand’ero un umano, bellezza…- si mette a ridere come un folle - MA ORA SONO CAMBIATO E LE DONNE COME TE NON MI FANNO PIU’ PAURA! – e, gettato via il trench, rivela il suo corpo cibernetico, spingendo me e sé stesso fuori dalla finestra da cui sono entrata.
Mentre cadiamo verso il basso, lui mi tempesta di colpi molto forti e veloci…Vuole farmi sfracellare sul tettuccio della sua limousine e scappare via. Senza perdere un istante, con una mossa veloce, riesco a capovolgermi e a far sì che l’unico a distruggere la capote della sua auto sia Silvermane stesso, il quale, ovviamente, non si fa niente essendo corazzato.
- Mi hai fatto male. – affermo, asciugandomi il sangue dalle labbra con il braccio – Credevo che un italiano come te trattasse bene le donne, “don Silvio”! -
- Smettila di prendermi in giro, maledetta spia! – urla Silvermane avventandosi su di me come una furia.
- Silvermane, cosa c’è? Sei lento, forse? Avanti, sono qui, cosa aspetti a colpirmi di nuovo? – continuo a sfotterlo saltando qua e là, prima che mi colpisca di nuovo.
- Stai solo ritardando l’inevitabile, Vedova Nera. – mi dice Silvermane sferrando un pugno che scanso a fatica – Tu e il tuo amico Devil non riuscirete a portarmi in un’aula di tribunale…Non ho mai subito un processo da umano, figuriamoci adesso che sono una macchina per uccidere! Ehi, ma dove scappi? Co…Cosa fai? –
- Si chiama capriola, Silvermane…ed ora sono sopra di te! – gli dico, subito dopo aver compiuto l’acrobazia ed aver bloccato le sue braccia meccaniche con una forte stretta di gambe.
- Ehi, scendi subito, dannata…SUBITO, HO DETTOOOOO!
- Non prima d’aver fatto…questo! – e, posizionando i miei “Morsi di Vedova” sopra le sue tempie, li attivo alla massima potenza e gli mando il cervello in pappa.
- AAARGH! – urla Silvermane, cadendo a terra svenuto.
- …e così crollò il grande capo del Maggia! – commento ad alta voce, dopo aver compiuto un’altra capriola verso terra.
- Bel lavoro, Vedova Nera, temevo che non ce l’avresti fatta, ma…ben fatto! – dice una voce alle mie spalle, battendo le mani.
- Devil! – esclamo felice, voltandomi indietro e riconoscendolo – ma da quando sei qui? -
- Da quando ti sei messo a sfottere il tuo avversario in strada, “vecchietta”. – interviene Elektra, che stava dietro al rosso.
- Ah, ci sei anche tu, “ragazzina”, pensavo te ne fossi andata via, visto la taglia che pende su di te…Sei appena evasa da un carcere di massima sicurezza e ciò è contro la legge. –
- Pensa agli affari tuoi, Natasha. – mi sussurra a denti stretti.
- Sarà meglio legare Silvermane con questa resistente corda di Adamantio, prima che si svegli. – afferma Devil, tirandola fuori dal suo costume, come per magia.
- Così gli hai fritto il cervello, eh, Vedova? – mi chiede, ironica, la ninja greca.
- Friggere? – ripeto – A proposito di friggere, sono le tre di notte ed ancora non ho cenato…Che ne dite d’andare al “Coffee Bean” dietro l’angolo, subito dopo aver consegnato Silvermane alla polizia, per farci un’omelette con il beacon? – e ci mettiamo tutti e tre a ridere.

Prossimo numero: Il risveglio Kingpin - L’eroe e il boss.

Marco "Doc Ock" Poggi


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Inviato il: Mercoledì, 23-Ago-2017, 16:47
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Resa dei conti fra Silvermane e la Vedova Nera...finalmente, la saga ha una sua (quasi) conclusione. Spero vi piaccia. E ai detrattori che dicono che Devil e Elekta non ci sono dico: quresta è una serie fan fiction sulla Vedova Nera e l'eroina dev'essere lei...specialmente lei. Comunque, Devil avrà il suo spazio nel prossimo episodio che intervalla fra questa storia e il finale vero e proprio.
Che ne dite?

Marco "Doc Ock" Poggi


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IL RISVEGLIO DI KINGPIN - L’EROE E IL BOSS.

Un racconto tie-in di Marco Poggi, basato sui personaggi di Stan Lee.

Ospedale Bellevue, stanza 304. Il noto mercante di spezie Wilson Fisk, alias Kingpin, lo zar del crimine di New York ha ripreso conoscenza, dopo essere sopravvissuto a ben tre attentati alla sua vita e ad una lunga operazione, dove gli hanno estratto diversi mini-proiettili dal petto. Senza perdere tempo, il nerboruto boss si è messo ad abbaiare ordini non solo ai suoi sottoposti, ma anche ai medici e alle infermiere facendo diventare la sua camera da letto una seconda versione del suo ufficio privato. In attesa di essere dimesso, mentre è indaffarato a leggere dei documenti a letto, e mentre le sue guardie del corpo sorvegliano l’entrata della sua stanza, Kingpin sente come una brezza di vento leggero accarezzargli le guance paffute.
- Buongiorno, Devil, o devo dire avvocato Matthew Murdock? – inizia a dire con tono pacato, senza voltarsi - Perché te ne stai lì accovacciato alla finestra in silenzio; vieni dentro e parliamo come due persone civili, ti va? -
- Complimenti, Fisk, hai un udito molto acuto. – risponde Devil, facendo un balzo e una capriola dalla finestra ai piedi del letto – E dire che, fra noi due, il cieco sono io. –
- Non ti stupire, Murdock, – ribatte Fisk – dopo tutti questi anni, ti conosco fin troppo bene. Se non volevi farti sentire, non ti avrei notato, invece volevi che io mi accorgessi di te. –
- Hai ragione. - annuisce Devil – Voglio parlarti faccia a faccia. –
- Bene – sorride il boss in maniera maligna – Prima, però, lascia che ringrazi te, la Vedova Nera e Elektra per avermi salvato la vita…per ben tre volte. –
- Facciamo parte dei tuoi avversari, Fisk, è vero, ma, a differenza di Silvermane e di altri boss del crimine di questa città, noi non vogliamo che tu venga ucciso, perché devi scontare a vita i tuoi crimini in una robusta cella. – gli risponde Devil.
- Dici questo per seguire il tuo senso di giustizia, non è così? – afferma Kingpin – Sei così scontato, Murdock che quasi mi diverti. A proposito, ti faccio i miei complimenti; sei anche riuscito a convincere un’assassina come Elektra ad aiutarti e a non toccarmi, si vede che il legame che vi lega è ancora forte. Spero che tu in quei bastoni non nasconda un mini-registratore, proprio ieri ho fatto ripulire questa stanza e tutto l’ospedale dalle “cimici” che aveva nascosto la Vedova Nera. –
- Maledetto. – digrigna fra i denti Devil, stringendo il suo bastone – Ti sei anche sbrigato a mandarmi, in ufficio, un tuo “presente”, dai tuoi legali. -
- Credevi che quel verme di Cornelius Bryant fosse l’unico a rappresentarmi? – ribatte Kingpin – L’avevo detto, quel giorno in aula, che avrei querelato la “Nelson & Murdock” per avermi perseguitato e l’ho fatto…legalmente, come piace a te, Murdock...Sarà facile, per me, ottenere un rinvio dell’udienza a data da destinarsi…un rinvio molto lungo. – Kingpin fa un grosso respiro e poi continua - Ho permesso a te e a Nelson di trascinarmi in tribunale per farvi godere i vostri “15 minuti di popolarità”, ma, come si dice, il gioco è bello finché dura poco…Eh, eh, eh! –
- Dimentichi Silvermane e Cornelius Bryant, Fisk. – gli ricorda Devil.
- Silvermane prima di essere un boss del crimine, è un italiano, quindi sa che cosa significa la parola omertà. – gli risponde Fisk – E poi, da quando è diventato un ciborg ha certe “crisi d’energia” che, poverino, da umano non aveva. Si, lui mi detesta e mi vuole fuori dai giochi, ma detesta più te che me, e, di certo, penserà ad una scappatoia per evitare il processo…Se non lui, lo faranno certamente i suoi legali. Quanto a Bryant, – cambia tono – è un pesce piccolo, forse ben sorvegliato nella sua cella, è vero, ma non per questo non raggiungibile...è solo una questione di tempo. Che cosa credi? Che io abbia paura d’andare in prigione? Che con me in cella, finisca il regno del crimine di Kingpin? Sei un illuso, dentro o fuori, la città di New York la comando io! –
- E’ una minaccia, o cosa? -
– Solo un avvertimento, Murdock. – dice Fisk - Comunque, ora mi stai solo annoiando. Quindi, prima che chiami le mie guardie del corpo per sbatterti fuori con la forza, dimmi: qual è il vero scopo di questa tua visita in ospedale? -
Devil si avvicina al letto, tira fuori una fotografia dalla tasca e la mostra a Kingpin, che la prende con una delle sue gigantesche mani.
- Salvala. – gli ordina Devil.
Il boss del crimine osserva la foto in silenzio per alcuni istanti, riconosce la persona ritratta e cambia espressione del viso.
- No, Murdock, non mi puoi chiedere d’aiutare proprio lei. – afferma.
- Devi farlo…Sei costretto a farlo…Mi devi tanto, troppo per rifiutare! – ribatte Devil con tono aspro.
Allora, Wilson Fisk, messo alle strette, prende il suo cellulare e compone un numero.

Prossimo numero: Appuntamento sopra l’Empire State Building.

Marco "Doc Ock" Poggi


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Doveva esserci il finale con la Vedova Nera, è vero, ma credevo fosse giusto parlare di Kingpin che riapre gli occhi ed è costretto a venire a patti con il suo avversario di sempre, Devil. E così è stato. Spero vi piaccia.

Marco "Doc Ock" Poggi

P.S.: Scusate il ritardo.
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STAN LEE AVREBBE VOLUTO PRESENTARE:

PROLOGO


“Buonanotte, New York, sono Jennifer Flanagan e questo è il notiziario delle ore 11 di Canale 4. I giorni di convalescenza all’ospedale Bellevue di Wilson Fisk, il mercante di spezie sospettato d’essere Kingpin, lo zar del crimine di questa città, scampato ad un recente attentato alla sua vita mentre si svolgeva un processo a suo carico, sono terminati. Accompagnato dalle sue guardie del corpo, Fisk è apparso in forma all’uscita dall’ospedale, anche se ha rilasciato un “no comment” circa il suo coinvolgimento sulla morte dell’ex-boss di Hell’s Kitchen Salvatore”Sal” Calogero e la visita del vigilante in rosso Devil nella sua stanza alcuni giorni dopo la sua operazione. Fisk è apparso abbastanza contrariato, prima d’entrare nella sua limousine e andarsene. Il noto avvocato di Fisk, Cornelius Bryant è stato arrestato e rinchiuso in una cella d’isolamento ben sorvegliata del penitenziario di Ryker’s Island, dopo aver attentato, anche lui, alla vita del suo datore di lavoro, per conto del boss Silvio Manfredi, detto Silvermane. “L’ho fatto per mia figlia”, ha tuonato Bryant ai nostri microfoni con un sorriso triste. Quanto a Silvermane, il suo corpo cibernetico è stato trasferito alla “Volta”, il carcere per supercriminali, ma non si è ancora ripreso dall’ultimo scontro avuto con la nota supereroina e spia Vedova Nera. Ancora latitante la ninja Elektra Natchios, evasa subito dopo l’attentato a Fisk. Si teme non abbia lasciato traccia di sé, anche se qualcuno afferma di averla vista in azione come mercenaria-assassina in Congo e a Tokyo, con grande delusone degli avvocati Matthew Murdock e Franklin Nelson della “Nelson & Murdock”che l’avevano convinta a testimoniare al processo Fisk.”

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: APPUNTAMENTO SOPRA L’EMPIRE STATE BUILDING.
Un racconto di Marco Poggi, basato sui personaggi di Stan Lee.

Parla la Vedova Nera i persona: Stasera non volevo mettermi il costume nero ed uscire fuori, volevo solo starmene sdraiata a letto con addosso solo una camicia da notte trasparente, facendo la ricca signora russa annoiata nel mio lussuoso attico nel centro di Manhattan. Volevo oziare davanti alla tv, vedere la maratona dei film anni’40 che adoro, bere champagne e mangiare caviale del Volga, spalmato sui cracker. Invece, Devil mi ha chiamato al cellulare, mi ha detto di raggiungerlo in cima all’Empire State Building e sono accorsa da lui, perché, anche se io e Matt abbiamo troncato da una vita, Matt resta sempre il mio più caro amico. Corro a perdifiato e salto di tetto in tetto, finché non raggiungo la cima dell’edificio dove lo scimmione King Kong si è arrampicato, prima d’essere abbattuto dagli aerei. Davanti a me, c’è Devil con il suo riconoscibile costume.
- Grazie d’essere venuta, Natasha. – sorride il rosso, salutandomi con la mano - Dopo giorni grigi come questo, è bello sapere che tu sei mia amica e che rispondi sempre quando ti cerco. -
- Il piacere è mio, Devil, che cosa c’è? –
- Foggy ed io siamo stati tempestati di telefonate nel nostro ufficio e abbiamo ricevuto anche delle lettere…da Wilson Fisk. –
- Da Wilson Fisk…Kingpin? – ripeto – Perché mai? –
- E’ il suo modo per “ringraziarci” d’avergli salvato la vita da Silvermane…Come aveva minacciato in tribunale, ha fatto causa al nostro ufficio legale ed ora siamo sommersi dai debiti. In più, - sbuffa Devil – ha trovato il modo di rinviare il suo processo a data da destinarsi! –
- MADRE VOLGA! – esclamo.
- Abbiamo anche ricevuto telefonate dai legali di Silvermane e, anche loro, ci vogliono far causa. – continua Devil – Inoltre, sembra che per “ricaricarlo” ci vorranno dei mesi. – abbassa la testa, Devil.
- …E dire che l’ho arrestato io! – poi cambio tono e chiedo – E Arcade? –
- Sparito! – risponde seccamente - Sembra che in cella, al suo posto, le guardie abbiano trovato uno dei suoi robot. Stessa cosa dicasi per la sua complice, miss Locke. –
- E l’avvocato…Cornelius Bryant, detto lo “Squalo”? –
- E’ nella sua cella, ben sorvegliato, ma vuole delle solide garanzie per testimoniare. –
- Quali, la figlia che dev’essere operata in Svizzera…Sarah, si chiama così? –
- No, altre. – scuote la testa - La questione della figlia, forse, l’ho risolta io, andando a far visita a Kingpin, prima che lo dimettessero dal Bellevue, ricordandogli che gli ho salvato la vita e che mi deve qualcosa in cambio. –
- Lo zar del crimine newyorchese che paga le spese per l’operazione della figlia dell’uomo che l’ha tradito e che intendeva ucciderlo? – sorrido – E’ giustizia poetica. –
- Starò meglio solo quando saprò che la ragazzina sarà fuori pericolo. – afferma – Io, però, non mi rassegno, voglio nuovamente portare Wilson Fisk in un’aula di tribunale. –
- Anch’io non mi rassegno, “uomo senza paura”! – e con un guizzo, lo abbraccio e lo bacio, come se fossimo ancora insieme.
- Ehi, Natasha…che ardore! – esclama Devil, un po’ imbarazzato – Perché? –
- Perché? – ripeto, come un’adolescente alla prima cotta – Perché non sono come Elektra (sono gelosissima di lei con te) e non t’abbandono, Matt Murdock…Sei la persona che avrei voluto essere da sempre e meriti che le cose ti vadano per il meglio! –
- Natasha Romanoff, sei una donna impagabile…ti adoro! – contraccambia il mio bacio e poi alza lo sguardo e dice – Seguimi, rossa, facciamo finta che questi anni che ci hanno visti separati non siano mai esistiti. – e balza verso l’altro palazzo, appeso alla sua fune.
- Guarda, Matt, che ti prendo in parola! – gli sorrido, seguendolo nella sua crociata notturna.

FINE

Marco "Doc Ock" Poggi


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Inviato il: Mercoledì, 06-Set-2017, 15:14
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Il finale della saga non è che un epilogo visto con gli occhi della Vedova Nera. Alcune cose sono state già dette nel dialogo fra Kingpin e Matt, ma siccome era un fuori serie ho dovuto anche riscrivere un pò le medesime cose (più altre) per chiudere in bellezza la sga, che spero vi sia piaciuta. Attendo i commenti finali.

Marco "Doc Ock" Poggi


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