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> Le Storie #55 Fort Ticonderoga, (Puskin) - Paolo Morales/Fabio Ramacci
 
tom sawyer
Inviato il: Venerdì, 21-Apr-2017, 23:49
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Spirito con la Scure
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QUOTE (Blizzard @ Venerdì, 21-Apr-2017, 18:07)
E come ho già detto, inserire nel redazionale il rimando a Puskin è stato il minimo. Dopo quello che è successo in passato, senza quella nota e col fatto che si tratta di un classico, non di un film vietnamita, come minimo ci sarebbe stato chi avrebbe bruciato la sua copia  ohmy1.gif

A livello teorico hai ragione da vendere, a livello pratico, almeno nel caso specifico, un po' meno.

Confesso che ogni volta che si richiama lo "scandalo" de La Pattuglia mi dico "stavolta non devo intervenire, non devo intervenire, non devo intervenire"... e intervengo. Mi viene da farlo non tanto (o non solo) perché mi sento chiamato in causa perché fui all'epoca chi più "denunciò" la cosa (metto tante virgolette e parentesi per relativizzare il più possibile), ma perché mi sembra il caso più palese di argomento su cui molti hanno un'opinione che non tiene conto della brutalità dei fatti.
Parlando chiaro, mi sa che sono uno dei pochissimi, in questo forum, che quel film coreano lo ha in effetti visto. E sono convinto che averlo visto e non averlo visto sia la discriminante brutale per cui ancora si discute della cosa. Perché vederlo taglia le gambe a molte opinioni: il fumetto è la fedele trasposizione quasi scena per scena, personaggio per personaggio, colpo di scena per colpo di scena, a tratti quasi dialogo per dialogo, del film. E non è manco una parafrasi come quella della storia in oggetto o i citati film di Carpenter debitori di Un dollaro d'onore, essendo entrambe le due storie ambientate durante la guerra del Vietnam, con l'unica differenza del cambio di nazionalità dei protagonisti da coreani ad americani.

E insomma per me c'è un'enorme differenza tra rifare pari - pari una storia, non per forza originale (in fin dei conti il film è: luoghi comuni dei vietnamovie + horror orientale + Fantasmi da Marte), ma comunque peculiare, e parafrasare un classico della letteratura come quello di Puskin, magari oggi poco letto in Italia (però vedi già che siamo in due ad averlo fatto), ma comunque facente parte dell'immaginario collettivo, anche solo a livello di idee di base vista l'assoluta genericità della trama.

Poi anch'io come te sono un po' tanto deluso dalla scarsa inventiva e mancanza di originalità di molte Storie.
Cavolo, tu, autore bonelliano finalmente libero dalle pastoie del personaggio seriale, puoi finalmente scrivere una storia per una collana in cui puoi finalmente spaziare in ogni genere e non trovi di meglio che ispirati pedissequamente al tal film o al tal romanzo? Come se una casa di produzione di Hollywood desse la possibilità e il budget ai suoi registi per girare il loro film dei sogni tenuto nel cassetto per tanti anni, e molti decidessero di continuare comunque a girare i soliti remake e le solite imitazioni.
Poi all'epoca del numero 6 (che resta un caso limite e spero unico) la cosa mi deludeva di più, perchè "credevo" di più nella collana e nelle sue potenzialità. Oggi che le ambizioni della serie si sono malinconicamente ridimensionate la cosa mi lascia più indifferente.
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henry angel
Inviato il: Sabato, 22-Apr-2017, 07:23
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Asterix
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QUOTE (tom sawyer @ Venerdì, 21-Apr-2017, 14:29)
Comunque, "La figlia del capitano" e' un capolavoro (come tutto quello scritto da Puskin), ma la trama di base e' quella di un milione di altre storie d'avventura. Puskin a suo volte si rifaceva charamente a Fenimore Cooper e Walter Scott. Mi ricordo che quando lo lessi pensai che sembrava un western di John Ford. Giusto e onesto aver citato la fonte.

Anche " I Pionieri del nuovo mondo" inizia con un giovanotto scapestrato spedito dallo zio a raggiungere un Forte, che incontra una ragazza...E pure " Lo Sparviero"comincia con un fattaccio che...Ugualmente Lester Cockney... tongue1.gif
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Blizzard
Inviato il: Sabato, 22-Apr-2017, 10:55
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Little Nemo
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Tom vorrei precisare che le mie parole non erano in alcun modo un attacco a te o un chiamarti in causa.
Il credito di cui godi verso di me per avermi fatto appassionare a john fante non mi permetterebbe di darti torto neanche se mi dicessi che il sole ruota attorno alla terra. Oddio forse di fronte ad una simile affermazione proverei a farti ragionare ma di sicuro non partirei con attacchi e insulti. smile.gif

Fatta questa premessa condivido gran parte delle tue parole.
E condivido anche che nel numero 6 ci sia stato ben altro tipo di situazione ben più triste. Perchè come detto, in questo caso è stata citata la fonte, l'attesa è sicuramente inferiore rispetto ai primi tempi e ultimo ma non ultimo, un conto è ispirarsi ad un classico, altro ricalcare un film che in Italia non arriverà mai e pensare di "farla franca" perchè tanto "chi vuoi che possa essere a conoscenza della sua esistenza". Non entro nel merito di quella discussione, ma hai la mia massima solidarietà. Per giunta, alla luce di quanto accaduto con un numero successivo, ho trovato la replica di difesa quanto mai inopportuna. Ma come si dice.. la miglior difesa è l'attacco. Ma qui si parla d'altro. E giusto per chiudere il cerchio, io ci credo quando dice che non ha mai letto il libro.. perchè magari avrà visto il film! Resta comunque un peccato perchè si tratta di un autore che reputo molto intelligente e meritevole di stima.

L'unico aspetto su cui non concordo con te è quello relativo al considerare questo caso un mero parafrasare la storia originale. Con Topolino capita spesso di vedere storie simili. Ma si chiamano I Promessi Paperi, Paperodissea, etc. Il rimando è chiaro e forte. Se questo numero fosse stato intitolato La figlia del capitano non avrei detto una sola parola.
Ma se lo nomini fort ticonderoga e ti limiti a cambiare nomi e location, parlando della cosa nel redazionale, allora per me non va.
Noi frequentatori di forum probabilmente siamo tra i lettori più rompiballe ed andiamo a leggerci anche i crediti, chi fa il lettering, se la registrazione della testata al tribunale ha cambiato numero o giù di lì. Ma conosco diversi lettori che il redazionale lo saltano a piè pari.

Se fossi nella redazione disney e scrivessi un fumetto e lo chiamassi Papereo e Paperetta e raccontassi la storia di due giovani paperi che si innamorano ma appartengono a due famiglie rivali, vada per la parafrasi. Di storie con un incipit simile ce ne sono tante e comunque ti sto anche informando del rimando all'altra opera in maniera chiara. E soprattutto lo sto facendo per far avvicinare i lettori più giovani ad un classico.
O per dire dylan top.. So chiaramente che è ispirato a dylan e da lettore di dylan me lo vado anche a comprare e mi fa piacere.

Ma se intitolo il romanzo Gli antipodi e ti racconto la storia di Arturo e Carolina. Figli di due famiglie di Padova. Due famiglie in faida tra loro. E ricalco passo passo ogni scena cambiando i nomi allora ribadisco, dov'è l'atto creativo?

Quindi per chiudere il cerchio, sono convinto che non c'è stato in questo caso il tentativo di "farla franca", come si può presumere sia accaduto in passato, (E ripeto, presumere.) ma resta il fatto che personalmente se devo leggere storie che ricalcano un classico, preferisco leggermi l'originale. Spendo la stessa cifra, anzi a volte anche meno, perchè ahimè, sulle bancarelle te li tirano dietro e spesso vengono snobbati da chi preferisce spendere il proprio tempo guardando reality o dedicandosi ad altre attività discutibili, e leggendo sono io a crearmi nella mente la mia sceneggiatura, cosa che mi crea molta più soddisfazione, e non ha nulla da invidiare a molti prodotti che finiscono in stampa.

Dalle storie non chiedo capolavori assoluti. E forse mi dispiace ma neanche mi strappo i capelli per il suo virare rispetto alle premesse. Mi basta divertirmi e godermi quella mezz'ora di lettura. Accetto anche serenamente se mi metti esordienti, anzichè calibri da novanta che nelle regolari sono incatenati dai vincoli di certi personaggi. Ma almeno un minimo di sforzo creativo devi darmelo.
Altrimenti davvero non ha più senso. E questo è anche peggio che fare il compitino perchè c'è la scadenza mensile da rispettare: diviene un ricalcare sul vetro della finestra l'immagine che c'è sotto.
Sono stato da sempre uno dei sostenitori di questa collana nonostante gli enormi difetti che tutti conosciamo. E trovo i redazionali utili per istruire il pubblico su cose della cui esistenza magari in molti sono all'oscuro. E se leggi i miei commenti agli altri numeri degli ultimi anni, solo con balaklava ho dato parere completamente negativo.
Quindi non sono qui a far polemica "tanto per".
E non voglio tornare sempre sugli stessi argomenti. Ma se mi aumenti pure il prezzo per darmi prodotti per certi versi "riciclati", io non ci sto. Non per i 20 centesimi, ma per la fiducia che viene a mancare.
Chiariamo: non sto parlando di diritti d'autore. Possono fare quanto è stato visto, ma io da lettore posso decidere di non comprare cose simili.

Quando uno chiude l'albo, se non conosce la figlia del capitano non può che dire: wow che bravo l'autore. Davvero storia godibilissima. Fortuna che ce ne sono altre di sue in previsione.
Ma chi è stato ad inventare questa storia?

Comunque, a meno che non venga chiamato in causa a sproposito, la stoppo qui. Come ho già sostenuto nel mio primo intervento, non amo tirare in causa chi purtroppo non può più "difendersi" esponendo il suo punto di vista.
Ormai è chiaro che sono deluso. C'è chi non lo è .
Posso solo augurarmi che non vi sia qualcuno che parla a sproposito che si metta a strumentalizzare questa discussione magari creando qualche post nel suo blog in cui appunto per sparare a zero sulla Bonelli si metta a raccontare fatti in maniera del tutto inventata.

Continuerò a comprarlo comunque fino a quando sarà in edicola. Credo.
Ed ora chi vuole torni a parlare dell'albo.




QUOTE (henry angel @ Sabato, 22-Apr-2017, 07:23)
QUOTE (tom sawyer @ Venerdì, 21-Apr-2017, 14:29)
Comunque, "La figlia del capitano" e' un capolavoro (come tutto quello scritto da Puskin), ma la trama di base e' quella di un milione di altre storie d'avventura. Puskin a suo volte si rifaceva charamente a Fenimore Cooper e Walter Scott. Mi ricordo che quando lo lessi pensai che sembrava un western di John Ford. Giusto e onesto aver citato la fonte.

Anche " I Pionieri del nuovo mondo" inizia con un giovanotto scapestrato spedito dallo zio a raggiungere un Forte, che incontra una ragazza...E pure " Lo Sparviero"comincia con un fattaccio che...Ugualmente Lester Cockney... tongue1.gif

Ed oltre a questi, altri millemila racconti che potremmo non conoscere, iniziano così. Ma proseguono con il giovanotto scapestrato che parte con il vecchio precettore? (Per dire.. poteva essere di mezza età il precettore!) Lungo la strada per il forte incontrano un vagabondo ed il ragazzo scapestrato lo aiuta e gli regala un oggetto per coprirsi? Tutti i millemila raggiungono il forte ad orario di cena? E mi fermo qui...
L'incipit sarà simile nei casi da te citati, ma qui è tutto il soggetto ad essere identico. E' questo il punto. sad1.gif
PM
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