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> It, di Andrés Muschietti
 
fiocotram
Inviato il: Martedì, 10-Set-2019, 23:11
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So bene che sai cos'è un jumpscare nel cinema, il fatto è che l'apparizione dei mostri nel libro non è l'equivalente di un "BUH", che sia creato per mezzo della scrittura piuttosto che del mix tra suono e inquadrature improvvise e il paragone (è solo la mia opinione eh) non regge. Le apparizioni nel romanzo sono raccontate di volta in volta in modi diversi. Anche perché sono diversi i caratteri di coloro che le subiscono. C'è quello analitico che inizia ad analizzare quel che appare davanti ai suoi occhi, coi particolari incongruenti (e spaventosi) che aumentano via via che elabora i dettagli guardando meglio, c'è quello che si lascia subito prendere dal panico, c'è l'apparizione che spaventa per come si sovrappone alle voci interiori che assillano chi la subisce, eccetera. Quel che succede nel film invece, oltre a essere scontato come modo per fare paura, è terribilmente ripetitivo.
Poi ho citato il film di Shining, solo perché volevo evidenziare il fatto che (sempre secondo me) i tempi narrativi del King letterario e quelli del cinema in generale siano radicalmente diversi.


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"Il fascista e' qualcuno che pretende di parlare per un'intera nazione o per un intero gruppo, si disinteressa dei diritti altrui e usa la violenza o qualsiasi altro mezzo per raggiungere i propri scopi". (Madeleine Albright)

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Estrella
Inviato il: Mercoledì, 11-Set-2019, 00:34
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Little Nemo
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Beh, quando King provava a spiegare perchè non gli piacesse lo Shining cinematografico, lo considerasse essenzialmente freddo, una bellissima Cadillac senza motore, e pensasse che Kubrick avesse peccato di superbia accostandosi a un genere (l'horror) che, a suo modo di vedere, non capiva veramente, il vecchio Steve citava ad esempio la famosa scena del "mattino ha l'oro in bocca".
Una scena che non c'è nel libro ma che King trovava potenzialmente molto bella. Rovinata, però, da Kubrick, secondo lui.
Wendy si avvicina alla postazione di lavoro di Jack e, nonostante lui le avesse proibito di farlo, si mette a frugare tra le sue cose, sfogliando le pagine del romanzo che sta scrivendo, per vedere cosa ha prodotto in tutti quei giorni. Ma Jack ha scritto un'unica frase, ripetuta ossessivamente per decine e decine di pagine, e Wendy scopre così che il marito ha perso completamente la ragione. E comincia ad avere paura.
A questo punto è ovvio che arriverà Jack e la coglierà in flagrante, con le mani nella marmellata. Tutti se lo aspettano.
E infatti Kubrick stacca con la camera e, mentre Wendy continua a rovistare tra le cose del marito, ci mostra Jack che la osserva alle sue spalle. Quando Jack si palesa, chiedendo alla moglie se le piace il suo romanzo, Wendy fa un balzo di terrore. Noi no. Perchè sapevamo già che Jack era là.
Ecco, quello stacco di camera lì, King non lo sopporta proprio. Lo trova un errore marchiano. Un peccato di presunzione da parte di Kubrick. King voleva che l'arrivo di Jack cogliesse di soprpresa anche il pubblico. Che anche il pubblico balzasse sulla sedia. King VOLEVA il jump scare.

King adora l'horror in tutte le sue sfumature e non ha nessun tipo di prevenzione verso i mezzucci per far spaventare il pubblico (anzi, non ha mai nascosto i suoi gusti essenzialmente semplici). Jump scare compresi.
Poi che non li usi nei suoi libri perchè impossibilitato dal mezzo, è un altro discorso. Ma non è che non ci provi qualche volta, eh.


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fiocotram
Inviato il: Mercoledì, 11-Set-2019, 01:23
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Umanamente comprendo un po' King: in fin dei conti quel che ha reso celebre il film al cinema è una storia diversa da quella che lui aveva scritto. Tutti hanno piacere a vedere trasportato il proprio mondo in un contenitore che vedranno più persone, ma Kubrick ha fatto un'operazione diversa, servendosi della storia base per fare un film. fortemente psicanalitico Il Jack Torrance cartaceo invece è un padre imperfetto, divorato dai fallimenti e dalla lotta contro il demone dell'alcool. Nel libro King ci fa entrare dentro la SUA testa, il suo punto di vista e ci troviamo a simpatizzare talvolta con lui perché in fondo tenta di sottrarsi dalla discesa nel baratro e le presenze spettrali dell'hotel-che nel romanzo sono palesi e non ambigue- giocano un ruolo importante nel farlo soccombere e contro le quali cercherà di lottare. Il Torrance di Kubrick è invece il padre-Lupo che terrorizza l'infanzia, il punto di vista è quello della vittima e dello spettatore. Il "tempo" in cui si sviluppano le storie è diverso. Non solo perché, banalmente, sono due media diversi, ma perché è proprio la storia a esserlo. Del resto il fascino di quella storia, come altre scritte da King, non deriva tanto dagli elementi sovrannaturali quanto dalla estrema umanità e familiarità con il lettore. So bene che King ha gusti decisamente "popolari" in fatto di cinema, è cresciuto coi film venduti due al prezzo di uno. Però per quel che mi riguarda potrebbe benissimo scrivere una storia con un Frankenstein ripreso paro paro dai film Hammer, con un finale che rispettasse tutti i crismi dell'horror commerciale anni Cinquanta, esplosione finale compresa...perché so già che la cosa migliore di quel racconto si troverebbe nei personaggi e negli ambienti della provincia americana che sa così brillantemente descrivere. Il vero nocciolo del problema comunque sta nel fatto che IT è una trasposizione infima, le scelte che sono state fatte nel film in alcun modo volevano seguire una qualche aderenza al libro o alle atmosfere cinefile predilette da King. ma solo seguire i dettami dei film horror per i grande pubblico, abusi di salti sulla potrona compresi.



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missi
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QUOTE (Estrella @ Martedì, 10-Set-2019, 23:34)

Ecco, quello stacco di camera lì, King non lo sopporta proprio. Lo trova un errore marchiano. Un peccato di presunzione da parte di Kubrick. King voleva che l'arrivo di Jack cogliesse di soprpresa anche il pubblico. Che anche il pubblico balzasse sulla sedia. King VOLEVA il jump scare.

King adora l'horror in tutte le sue sfumature e non ha nessun tipo di prevenzione verso i mezzucci per far spaventare il pubblico (anzi, non ha mai nascosto i suoi gusti essenzialmente semplici). Jump scare compresi.
Poi che non li usi nei suoi libri perchè impossibilitato dal mezzo, è un altro discorso. Ma non è che non ci provi qualche volta, eh.

Sacrosanto.

Hai espresso benissimo quello che intendevo io.

PS. e questo conferma che gli autori spesso non sono i migliori giudici su se stessi ne su lavori tratti dalle proprie opere.
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Inviato il: Mercoledì, 11-Set-2019, 14:33
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QUOTE (missi @ Mercoledì, 11-Set-2019, 12:20)
QUOTE (Estrella @ Martedì, 10-Set-2019, 23:34)

Ecco, quello stacco di camera lì, King non lo sopporta proprio. Lo trova un errore marchiano. Un peccato di presunzione da parte di Kubrick. King voleva che l'arrivo di Jack cogliesse di soprpresa anche il pubblico. Che anche il pubblico balzasse sulla sedia. King VOLEVA il jump scare.

King adora l'horror in tutte le sue sfumature e non ha nessun tipo di prevenzione verso i mezzucci per far spaventare il pubblico (anzi, non ha mai nascosto i suoi gusti essenzialmente semplici). Jump scare compresi.
Poi che non li usi nei suoi libri perchè impossibilitato dal mezzo, è un altro discorso. Ma non è che non ci provi qualche volta, eh.

Sacrosanto.

Hai espresso benissimo quello che intendevo io.

PS. e questo conferma che gli autori spesso non sono i migliori giudici su se stessi ne su lavori tratti dalle proprie opere.

ok, questo con King è praticamente assodato (basterebbe ricordare il "suo" shining banghead.gif ), cmq vi siete fatti capire benissimo sulla questione. 21vs.gif

se posso dire la mia, ci sono scene da "brivido" e scene da "jump scare", imho la seconda si sgama per qualsiasi "abituè" dell'horror, la prima è invece quella che ti "infilza", più efficace e che non si esaurisce diciamo... dunno.gif


tornando IT (ahahahaha mellow.gif ) io già nel primo capitolo avevo ravveduto un uso un pò "beceretto" della paura, ma pare che in questo secondo abbiano proprio aperto i portoni...assurdo se si pensa al fior fiore di cast ed ad una conclusione "catartica"...unsure.gif


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mentre un franchising spera che lo spettatore torni, un universo cerca di fare in modo che non se ne possa mai andare
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missi
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QUOTE (Cap.Crumb @ Mercoledì, 11-Set-2019, 13:33)


se posso dire la mia, ci sono scene da "brivido" e scene da "jump scare", imho la seconda si sgama per qualsiasi "abituè" dell'horror, la prima è invece quella che ti "infilza", più efficace e che non si esaurisce diciamo... dunno.gif



senza dubbio.

proprio l'esempio che portava Estrella prima, Jack nicholson che balza fuori e spaventa la protagonista verrebbe equiparato ad un horror qualunque. Venendo inquadrato prima e rimanendo in vista noi non urliamo, ma quanto ci è rimasto in testa quanto fosse malato Nicholson in quel fim?

Il fatto è che in Shining di Kubrick funziona molto bene la scelta fatta, perchè tutto il film è girato per creare quel tipo di inquietudine - ed è un orrore non molto kinghiano ma molto di Kubrick.
Per questo secondo me King se l'è presa molto. Non è tanto la trama diversa (in tutte le trasposizioni ce ne sono di differenze) ma è proprio l'atmosfera che secondo me è palpabilmente diversa.

Esempio ulteriore.
Le chiaccherate al bar che si fa Torrence si può dire che fanno paura?
Però ti mettono una tensione addosso....
la mia impressione è che spesso l'horror di King sia più basico e diretto.
E' uno straordinario affabulatore, e la sua qualità migliore PER ME, è il caratterizzare quasi tutti i personaggi anche quelli più insignificanti.
Ma spesso e volentieri l'effettaccio lo usa e lo gradisce.

Ricordo ad esempio le siepi che si muovono nel libro e nella sua trasposizione di Shining, le doccie che si animano in It mi pare, e idem l'estintore che si anima sempre nel libro di Shining.... ma tanti altri... sono trovate da horror di serie B anni 50 che abbiamo accettato e apprezzato.

PS. Forse uno dei King recenti meno King è quello di Revival.
Un buon romanzo, rovinato da un protagonista davvero poco ispirato, ma parecchio inquietante (molto Lovecraftiano).
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missi
Inviato il: Mercoledì, 11-Set-2019, 15:38
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Mi sa che sto andando OT.
Nel caso riposto altrove....

Una delle scene più inquietanti del King scrittore (questa non da JS ma sottile)
(click to show/hide)


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Murdock
Inviato il: Giovedì, 12-Set-2019, 10:48
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Nessuno mette in dubbio che King nella sua immensa produzione usi anche effettacci e bassa macelleria, ci mancherebbe.

A ben vedere per questo film la parola jumpscare è vagamente impropria, in realtà il regista lo mescola con la suspance.

La scena della signora Kersh è un esempio lampante. Nel romanzo noi ci immedesimiamo totalmente in Bev, viviamo con lei gli eventi, soffriamo la sua stessa inquietudine che diventa poi terrore. Questo perché come dicevo King scrive spesso in semisoggettiva, cioè terza persona soggettiva. Più semplicemente la narrazione non anticipa il personaggio. La vecchietta sembra davvero una normale vecchietta. Fioco direbbe, e ragione, che è una sequenza abbastanza lynchiana.

Nel film è il contrario. Noi capiamo subito, molto prima di Bev, che la vecchia è IT dalla sua espressione. E nel caso non fosse chiaro, il regista continua a ribadirlo, c'è la scena con Bev in primo piano e dietro il mostro che si muove scoordinato (a proposito quanto è ridicola la "danza" di IT, a un certo punto persino i personaggi la prendono in giro). Noi sappiamo che quello è IT e aspettiamo il momento del boom. Non è esattamente un jump scare, inteso come sorpresa, ma più un meccanismo di suspance, quell'effetto tipico horror quando guardi una scena con le mani sugli occhi perché sai che comparirà il mostro di lì a poco.

Non c'è nulla di male in se, l'horror ha una componente di prevedibilità, lo spavento è quasi catartico. In questo film però c'è solo questo, è una catena di blocchi totalmente schematica che replicano tutti lo stesso effetto.

Sul King commentatore di film o addirittura regista mi interessa poco. L'esempio fatto sulla scena di Shining al contrario di quanto ho scritto auspica il jump scare puro, mentre Kubrick fa la stessa scelta di Muschietti, per così dire. King però rimproverava un'altra cosa a Shining, e cioè che Nicholson apparisse come psicopatico tipo dalla prima scena (e questo è vero e forse ha pure senso nella narrazione circolare del film). Nel libro Jack è un uomo normale, mite, con i suoi demoni l'alcolismo e la violenza sul figlio, ma assolutamente positivo che scivola progressivamente nella follia.


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"Oh, big, big mistake. Really huge. Didn't anyone ever tell you? There's one thing you never put in a trap. If you're smart, if you value your continued existence, if you have any plans about seeing tomorrow, there is one thing you never, ever put in a trap. Me".

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Inviato il: Giovedì, 12-Set-2019, 15:38
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QUOTE (Murdock @ Giovedì, 12-Set-2019, 09:48)
Nel libro Jack è un uomo normale, mite, con i suoi demoni l'alcolismo e la violenza sul figlio, ma assolutamente positivo che scivola progressivamente nella follia.

Questa critica di King la ricordavo pure io.
Non conoscevo invece la critica di Estrella, non è che sono due appunti diversi?
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Murdock
Inviato il: Giovedì, 12-Set-2019, 19:57
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QUOTE (missi @ Giovedì, 12-Set-2019, 07:38)
QUOTE (Murdock @ Giovedì, 12-Set-2019, 09:48)
Nel libro Jack è un uomo normale, mite, con i suoi demoni l'alcolismo e la violenza sul figlio, ma assolutamente positivo che scivola progressivamente nella follia.

Questa critica di King la ricordavo pure io.
Non conoscevo invece la critica di Estrella, non è che sono due appunti diversi?
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Quella che dico io è in Dance macabre, l'unico testo teorico utile secondo me per capire l'idea di horror di King.


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QUOTE (missi @ Giovedì, 12-Set-2019, 14:38)
QUOTE (Murdock @ Giovedì, 12-Set-2019, 09:48)
Nel libro Jack è un uomo normale, mite, con i suoi demoni l'alcolismo e la violenza sul figlio, ma assolutamente positivo che scivola progressivamente nella follia.

Questa critica di King la ricordavo pure io.
Non conoscevo invece la critica di Estrella, non è che sono due appunti diversi?
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Su Shining, King ne ha dette tante nel corso degli anni (anche perchè i giornalisti, ben conoscendo il suo pensiero, continuano a fargli domande in proposito, per vivacizzare le interviste). Tra le altre cose, ha criticato anche la rappresentazione che il film dà di Wendy, mostrandola succube e indifesa, mentre King l'ha sempre vista come una donna forte nonostante tutto. Per questo è arrivato a definire il film "misogino".
Conoscevo anche la critica su Nicholson, l'ho citata nel topic su Doctor Sleep.

La critica alla scena del "mattino ha l'oro in bocca" la lessi in un Ciak, credo, molti anni fa. King poi faceva una tirata sul jump scare (che all'epoca manco chiamavano così, sulla rivista), descrivendolo come un momento molto importante nei film horror, qualcosa che aspetti con ansia, perchè sai che arriverà ma non sai quando e con quale intensità. E, con la delicatezza che l'ha sempre contraddistinto, lo paragonava all'orgasmo maschile, facendo l'esempio di una ragazza che fa... ehm, insomma, che dà una mano al proprio ragazzo in auto, ecco. Vabbè, ci siamo capiti pallafieno.gif


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fiocotram
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La differenza tra il Torrance del libro e quello del film mi ero affannato a ricordarla anch'io. E l'ho fatto perché:

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Per questo secondo me King se l'è presa molto. Non è tanto la trama diversa (in tutte le trasposizioni ce ne sono di differenze) ma è proprio l'atmosfera che secondo me è palpabilmente diversa.


era quello che intendevo anch'io fin dall'inizio.


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La critica alla scena del "mattino ha l'oro in bocca" la lessi in un Ciak, credo, molti anni fa. King poi faceva una tirata sul jump scare (che all'epoca manco chiamavano così, sulla rivista), descrivendolo come un momento molto importante nei film horror, qualcosa che aspetti con ansia, perchè sai che arriverà ma non sai quando e con quale intensità. E, con la delicatezza che l'ha sempre contraddistinto, lo paragonava all'orgasmo maschile, facendo l'esempio di una ragazza che fa... ehm, insomma, che dà una mano al proprio ragazzo in auto, ecco. Vabbè, ci siamo capiti


Il problema è come lo usi.

La differenza tra i libri di King e il modo in cui Muschietti in questo "IT" abusa dei jumpscare è la stessa che passa tra stantuffare il proprio ragazzo e prenderlo a pugni nei maroni.

Con un'aggravante. In un romanzo di King noi possiamo godere della storia da un punto di vista privilegiato. Diciamo che King ci mette proprio sul sedile del ragazzo e ci collega direttamente ai suoi centri del piacere.

Muschietti invece ci dà la solita poltrona, non particolarmente comoda né messa in una visuale particolarmente migliore di altre. E poi, siccome non ha fiducia nelle sue capacità di tenere alta la tensione e farla esplodere quando serve (che è quello che dovrebbe fare un buon horror, a prescindere dalle tecniche usate), continua a farci BUH! da dietro lo schienale, tentando di aiutare meccanicamente il film a farci paura.

E' per questo che nella storia del cinema horror i jumpscare sono finiti per essere accostati all'horror di bassa lega: è un espediente che può usare e di cui facilmente puà abusare chiunque.


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QUOTE (Murdock @ Giovedì, 12-Set-2019, 18:57)
QUOTE (missi @ Giovedì, 12-Set-2019, 07:38)
QUOTE (Murdock @ Giovedì, 12-Set-2019, 09:48)
Nel libro Jack è un uomo normale, mite, con i suoi demoni l'alcolismo e la violenza sul figlio, ma assolutamente positivo che scivola progressivamente nella follia.

Questa critica di King la ricordavo pure io.
Non conoscevo invece la critica di Estrella, non è che sono due appunti diversi?
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Quella che dico io è in Dance macabre, l'unico testo teorico utile secondo me per capire l'idea di horror di King.

Prima o poi lo leggerò.
grazie dell'indicazione.
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