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> POLITICA ITALIANA, vol. XVI, BUNGA BUNGA!!!
 
Sommo Zotnam
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 14:00
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Pur di attaccare Saviano (e l'eutanasia), Antonio Socci (su Libero) è disposto persino a usare come "scudo umano" la figlia. Per questo lo ritengo un individuo abietto e schifoso, e confido che la sua "tanasia" sia molto poco "eu".

Qui l'oscenità:
QUOTE
Caro Roberto,

vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina.

Ti accoglierò a braccia spalancate e se magari ne tirerai fuori l’idea per un articolo, potrai devolvere un po’ di diritti alle migliaia di bambini lebbrosi che sto aiutando tramite i miei amici missionari i quali li curano nel loro lebbrosario (in un Paese del terzo mondo).

Vieni senza telecamere, ma con il cuore e con la testa con cui hai scritto “Gomorra”, lasciandoti alle spalle i fetori dell’odiologia comunista (a cui tu non appartieni) che si respira in certi programmi tv.

Mi scrivesti – ti ricordi ? -  quando io ti difesi su queste colonne per il tuo bel libro.

Ora io, debole, scrivo a te forte e potente, io padre inerme in lotta con l’orrore (e in fuga dalla tv) scrivo a te, star televisiva osannata, io cristiano controcorrente da sempre, scrivo a te che stimo: vieni a guardare negli occhi mia figlia venticinquenne che sta coraggiosamente lottando contro un Nemico forse più tremendo di quei quattro squallidi buzzurri che sono i camorristi.

Lei non si arrende all’orrore, come non ci si arrende alla camorra. Vieni a vedere il suo eroismo e quello di tanti altri come lei, che – come dice Mario Melazzini, rappresentante di molti malati di Sla – sono silenziati dal regime mediatico del ‘politically correct’ nel quale tu, purtroppo, hai accettato di diventare una stella.

Vieni. Vedrai gli occhi di Caterina, ben diversi da quelli arroganti e pieni di disprezzo delle mezzecalzette o dei tromboni che civettano nei salotti intellettuali e giornalistici.

Magari potrai vedere addirittura la felicità dentro le lacrime e forse eviterai di straparlare sull’eutanasia, sulla malattia o sul fine vita (come hai fatto lunedì scorso) imponendo il tuo pensiero unico, perché i malati, i disabili che implorano di essere aiutati e sostenuti, nel salotto radical-chic tuo e di Michele Serra, non hanno avuto diritto di parola.

Come non ce l’hanno – in questa dittatura del pensiero unico – i bambini non nati o i cristiani macellati da ogni parte e disprezzati o condannati a morte per la loro fede: è il caso della giovane Asia Bibi.

Vedi, a me non frega niente della tua diatriba col ministro Maroni: siete due potenti e avete gli strumenti a vostra disposizione per battervi. Non c’è bisogno di galoppini che osannino l’uno o l’altro.

A me importa dei deboli, dei malati, dei piccoli, dei poveri che sono ignorati, silenziati e umiliati in televisione. A cominciare dal programma di Michele Serra dove recitate tu e Fazio. Dove si taglia a fette il disprezzo per la Chiesa.

Per la Chiesa che tu sai bene – caro Roberto – ha lottato contro la camorra e la mafia ben prima di te e con uomini inermi e poveri che ci hanno pure rimesso la pelle.

La Chiesa che conosce i sofferenti e i miseri, li ama e quasi da sola soccorre tutti i disperati della terra, un po’ più di Michele Serra di cui ho sentito parlare solo nei salotti giornalistici, non in lebbrosari del Terzo Mondo o nei bassifondi di Calcutta (di Fabio Fazio neanche merita occuparsi).

E’ un peccato che tu metta il tuo volto a far da simbolo di un establishment intellettuale che non ha mai letto il tuo e mio Salamov e non ha mai combattuto l’orrore rosso che lui denunciò e contro cui morì.

Quello sì che sarebbe anticonformismo: andare in tv a raccontare Kolyma che è con Auschwitz l’abisso del XX secolo, ma che – a differenza di Auschwitz – non è mai stata denunciata nella nostra cultura e nella nostra televisione!

Abbiamo visto nel tuo programma lo spettro del (post) comunismo che legittimava lo spettro del (post) fascismo. Dandoci a bere che loro hanno “i valori”. Anzi: solo loro. Visto che solo loro sono stati ritenuti degni di proclamarli.

Il rottame dell’odiologia del Novecento che ha afflitto l’umanità e in particolare l’Italia è davvero quello che oggi ha i titoli per sdottoreggiare di valori?

Mi par di sentire mio padre minatore cattolico – che lottò in  vita contro il comunismo e contro il fascismo – che, quando era ancora fra noi, si ribellava davanti a questa tv e gridava: “Andate al diavolo!”.

Quelli come lui – che hanno garantito a tutti noi la libertà e il benessere di cui godiamo – non ce li chiamate a proclamare i loro valori.

Perché sono state le persone comuni come lui a capire la grandezza di un De Gasperi e ad aiutarlo, ricostruendo l’Italia. Invece gli intellettuali italiani del Novecento sono andati dietro ai pifferi di Mussolini e di Togliatti (e di Stalin).

E dopo questo tragico abbaglio l’establishment intellettuale di oggi ancora pretende di indicare la via, gigioneggiando su tv e giornali.

Pretendono di fare la rivoluzione (etica naturalmente) con tanto di contratto o fattura (sacrosanta retribuzione per la prestazione professionale, si capisce).

Sono il regime e pretendono di spacciarsi per l’eresia, incarnano la pesantezza del conformismo e si atteggiano a dissidenti, sbandierano le regole per gli altri e se ne infischiano di quelle che dovrebbero osservare loro, predicano la tolleranza e non tollerano alcune diversità culturale e umana.

Come se non bastasse proclamano l’antiberlusconismo etico e antropologico e con l’altra mano (molti di loro) firmano contratti con le aziende di Berlusconi come Mondadori, Mediaset o Endemol (di o partecipate da Berlusconi).

Pensa un po’ Roberto, io pubblico con la Rizzoli e lavoro per la Rai. Ti assicuro che si può vivere dignitosamente anche senza lavorare con aziende che fanno capo al gruppo Berlusconi, visto che (a parole) viene così schifato da questa intellighentsia.

Caro Roberto, l’altra sera mia figlia Caterina stava ascoltando un cd con canti polifonici che lei conosce bene (perché li cantava anche lei). Era molto concentrata ad ascoltare una laude cinquecentesca a quattro voci che s’intitola: “Cristo al morir tendea”.

In essa Maria parla di Gesù ai suoi amici, agli apostoli. E quando le sue struggenti parole – cantate meravigliosamente – hanno sussurrato “svenerassi per voi” (si svenerà per voi), Caterina – che non può parlare – è scoppiata a piangere.
Questa commozione per Gesù – che nei salotti che oggi frequenti è disprezzato come nei salotti di duemila anni fa – ha cambiato il mondo e salva l’umanità.

E’ la stessa commozione di Asia Bibi, la giovane madre condannata a morte perché – a chi voleva convertirla all’Islam – ha risposto: “Gesù è morto per me, per salvarmi. Maometto cos’ha fatto per voi?”.

Ecco, caro Roberto, questa commozione per un Dio che ama così è il cristianesimo.

E tu hai conosciuto uomini che per l’amicizia di Gesù, per amare gli esseri umani come lui, hanno scommesso la vita, hanno dato se stessi. Quando si sono visti quei volti come si può sopportare di vivere in un mondo di maschere e di recitare nei loro teatrini?

Ti abbraccio,



Antonio Socci


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Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 14:07
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Fini: “Non bisogna indignarsi se si dice che la mafia esiste anche al nord”
Il presidente della Camera parla da Novara dove partecipa a un incontro sulla legalità organizzato da un gruppo di studenti.
"La mafia - dice - sta dove ci sono i soldi".

di Redazione Il Fatto Quotidiano


Il tema è caldo. La mafia al nord da tre giorni dalle aule dei tribunali ha invaso il traballante scenario politico nazionale.
E così dopo lo scrittore Roberto Saviano e il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al dibattito partecipa anche il presidente della Camera.
“Non capisco come ci si possa indignare se qualcuno dice guardate che la mafia c’è anche al nord”.
Queste le parole di Gianfranco Fini durante un incontro sulla legalità a Novara. “Non è una polemica contro un partito o un’area geografica – ha proseguito il leader di Futuro e libertà – perché la mafia c’è anche in Germania”.

“Pensare che la mafia – ha sottolineato Fini – sia solo un fenomeno calabrese o siciliano significa non avere letto una riga delle centinaia di migliaia di pagine degli atti giudiziari”.
La lettura del presidente della Camera è tanto semplice quanto chiara: ”La mafia è ovunque si muovano dei soldi, le organizzazioni criminali cercano di prosperare in ogni parte d’Italia e d’Europa”.
E ancora: “La mafia è un fenomeno globale, quindi evitiamo polemiche inutili”. Anche perché, prosegue e conclude Fini “dalle inchieste emergono tentativi di infiltrazioni mafiose nel mondo delle banche, della politica, delle istituzioni. Io mi meraviglio di chi si meraviglia”.

Riferimento ben poco velato alla polemica tra il capo del Viminale e l’autore di Gomorra. La cronaca è ormai nota. Al centro c’è l’incontro tra il consigliere regionale leghista Angelo Ciocca e il boss della ‘ndrangehta pavese Pino Neri.
Su questo Saviano alza il tiro e lancia un giusto allarme sulle infiltrazioni dei padrini in Lombardia. Il politico però non è indagato.
E tanto basta a Bobo Maroni per controattaccare sulle presunte falsità di Saviano.

Ora, però, le parole di Fini più che dare un senso di realtà alla questione sembrano l’ennesima frecciata polemica al centrodestra berlusconiano. Che proprio su Saviano ha squinzagliato i suoi giornali.
Eppure lo scontro frontale non sembra unire il fronte della maggioranza.
Soprattutto all’interno della Lega nord dove il caso Ciocca, esploso a luglio si protrae ancora oggi.
Con il ministro Roberto Calderoli che ne sponsorizza la cacciata, aprendo così una pericolosa spaccatura soprattutto in chiave di tenuta del governo.


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Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 14:32
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Esempio di onestà intellettuale e disonestà intellettuale.

1)Onestà intellettuale: Antonio Borghesi, che risponde nel merito a tutte le accuse di Sonia Alfano (nell'articolo precedentemente postato sempre qui su ComicUs):

QUOTE
Rispondo al fango infame di Sonia Alfano
Antonio Borghesi
   
E’ doveroso da parte mia rispondere alla valanga di fango (anzi di m…) che con un metodo di dossieraggio, che credevo pratica diffusa di giornalisti prezzolati, la signora Sonia Alfano ha ritenuto di gettarmi addosso nel suo intervento su “Il Fatto Quotidiano”. La mia colpa era di aver osato chiedere a Luigi De Magistris, rinviato a giudizio per omissione di atti di ufficio nella sua qualità di magistrato, di autosospendersi (non di dimettersi) così come previsto dal Codice etico di Italia dei Valori. Né più né meno quanto anche Marco Travaglio aveva chiesto di fare dalle colonne del “Fatto”.

Solo che la stessa cosa detta da me ha scatenato la violenta reazione della signora Alfano. Io penso che “le regole siano regole”, che “le regole che un partito si dà siano legge” per chi ne fa parte, e che “la legge sia uguale per tutti” e che dunque non sia possibile che per qualcuno non valga ed in particolare per chi sta in alto. Altrimenti è giusto cambiare le regole per tutti!. Ciò vale per De Magistris, rinviato a giudizio, per Porfidia , indagato, (“nostro” ex deputato perché eletto nelle liste Idv così come De Magistris e la Alfano), e per tutti coloro(per fortuna pochi) che in questi mesi, disciplinatamente, si sono adeguati al codice etico.
Ho 61 anni, mi sono avvicinato alla politica per la prima volta nel 1995, quando ne avevo 46, e dunque ho costruito la mia vita nella società civile (sono professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese nell’Università). Sono un uomo fortunato perché non c’è nulla, ma proprio nulla, di ciò che ho fatto nella mia vita da rinnegare o di cui debba vergognarmi. Ho commesso errori, perché errare è umano, ma quando è stato necessario li ho sempre riconosciuti e ho cercato di porvi rimedio.
Chiunque può leggere sulla mia biografia, presente sul sito www.antonioborghesi.it, che nel 1995 sono stato eletto Presidente della Provincia di Verona, come indipendente, a capo di una giunta formata da Lega Nord, Partito Popolare, Verdi e Patto Segni. Successivamente ho aderito alla Lega Nord, partito dal quale me ne sono andato nel novembre 1998 non condividendone le scelte secessioniste. Vorrei solo ricordare a tutti che in quegli anni Bossi girava le piazze del Nord scagliandosi contro Berlusconi, identificato come “il mafioso di Arcore” ed inneggiava a Di Pietro ed al lavoro di “Mani Pulite”. Il mio giudizio sulla Lega xenofoba, razzista e secessionista é facilmente individuabile in molti miei interventi nell’aula della Camera, a partire dal 2006 quando vi sono stato eletto.
Nel 2000, cioè circa due anni dopo essermene andato dalla Lega ed essere ritornato al mio lavoro nella società civile, ho incontrato Antonio Di Pietro ed insieme a lui ho contribuito alla costruzione di questo partito, come dirigente locale e nazionale. Come si vede è del tutto scorretto e falso parlare di me come di un voltagabbana o di uno che ha ri-acquistato la verginità perduta, grazie a Idv.
Nell’autunno del 1997 sono stato indagato per “abuso d’ufficio e turbativa d’asta” in relazione alla vendita di una azienda agricola di proprietà della “Fondazione Barbieri”, che presiedevo in quanto Presidente della Provincia di Verona. Come si può leggere nei resoconti verbali del Consiglio Provinciale (che tengo a disposizione di chiunque li desideri) all’epoca fui io stesso a comunicare ai consiglieri provinciali che avevo ricevuto notizia di essere indagato, che non sentendomi colpevole di nulla avrei chiesto immediatamente al magistrato di essere interrogato, e che in ogni caso, ove mai fossi stato rinviato a giudizio, un minuto dopo mi sarei dimesso da Presidente . Dopo qualche mese, nella primavera del 1998, il Pubblico Ministero chiese l’archiviazione dell’indagine per non aver commesso né abusi di ufficio né turbative d’asta (tengo a disposizione l’atto per chi lo desideri). E’ dunque totalmente falsa l’affermazione della signora Alfano che io sarei stato rinviato a giudizio. Tra l’altro ricevetti nell’occasione i complimenti del magistrato poiché, grazie alla mia azione, la Fondazione incassò dalla vendita 600 milioni in più, e, dopo una sostanziale inattività durata vent’anni, sei mesi dopo inaugurò la prima casa-famiglia, destinata alle persone spastiche.
Premesso che io sarei d’accordo che le impronte digitali siano prese a tutti, italiani e non (ma è l’Idv che in passato lo ha affermato compreso Antonio Di Pietro), la magistratura e le forze di polizia hanno in passato scoperto numerose bande di Rom che consapevolmente ed in modo criminale utilizzavano i loro bambini, in quanto non penalmente punibili, per effettuare furti nelle abitazioni. In quella occasione ho dichiarato, e non me ne pento, che avrebbero dovuto essere prese le impronte digitali a quei bambini, ma perché quella era la strada per riconoscere e catturare i loro mandanti, cioè i loro genitori. Ricordo per altro che in quel comunicato stampa dissi anche ''le problematicità di una decisione del genere sono molte'' e che ''cautela e sensibilità devono andare di pari passo con i controlli''. (Riporto in calce per intero il comunicato stampa)
Per tornare alla questione del codice etico di Idv, ricordo a tutti che mai, da quando esiste il partito Italia dei Valori, Antonio Di Pietro è stato rinviato a giudizio. Tutti ricorderanno altresì che Antonio Di Pietro per il solo fatto di essere “indagato” (non rinviato a giudizio) si dimise nel 1996 da Ministro dei Lavori Pubblici.
Quanto a Luigi De Magistris, che ha risposto al mio invito in modo tecnico, anche se opinabile, come del resto ha fatto con Marco Travaglio, egli si è ben guardato dall’usare i vergognosi e putridi metodi di lotta politica ai quali ricorre la signora Alfano. La mia stima nei suoi confronti risale a tempi non sospetti, come è facilmente dimostrato dai post presenti sul mio sito quando egli era ancora magistrato (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=59&Itemid=1) (oppure http://www.antonioborghesi.it/index.php?op...d=132&Itemid=1) e quando accolse la candidatura in Italia dei Valori.
Quanto alla signora Alfano, che si rivolge a me in modo così violento ed inqualificabile, ritengo che non potrà mai essere trovata una mia dichiarazione o un mio atto che possa in qualche modo risultare offensivo nei suoi confronti. Eppure reca a me una offesa paragonabile a quella che lei potrebbe provare se qualcuno le dicesse che sta sfruttando la morte di suo padre.
Quanto infine alla “area auto evidente nel partito”, alla quale io apparterrei secondo la signora Alfano, mi è facile ribadire che io non appartengo ad alcuna corrente perché finora per fortuna questo partito ne è stato indenne. Ho sempre combattuto e sempre combatterò “le correnti” o “aree di diversa sensibilità”, come qualcuno le ha chiamate, poiché penso che siano il vero motivo della disgregazione di una organizzazione. Può dire lo stesso la signora Alfano che pone invece in essere da sempre comportamenti volti alla creazione di queste aree? Ad esempio tentando sistematicamente, come ha fatto nei recenti congressi regionali, di mettere il cappello sui candidati alternativi a quelli istituzionali?
NOMADI:IMPRONTE;BORGHESI (IDV), IDENTIFICARE ANCHE BIMBI ROM 20080630 05932 ZCZC1098/SXR R CRO S0A S41 QBXV NOMADI:IMPRONTE;BORGHESI (IDV), IDENTIFICARE ANCHE BIMBI ROM (ANSA) - VENEZIA, 30 GIU - ''Di fronte a episodi come questi, mi sembra giusto il rilevamento delle impronte digitali dei nomadi rom, anche per i bambini''. E' quanto afferma l'on.Antonio Borghesi, coordinatore regionale veneto dell'Italia dei Valori, commentando l'arresto da parte della Questura di Verona di otto nomadi di nazionalita' croata accusati di aver costretto i propri figli a compiere furti. Il parlamentare dell'Idv sottolinea tuttavia che ''le problematicita' di una decisione del genere sono molte'' e che ''cautela e sensibilita' devono andare di pari passo con i controlli''. ''Episodi del genere - prosegue Borghesi - dimostrano che i delinquenti che usano i bambini per i loro turpi traffici non hanno nessun rispetto dell'eta', dell'innocenza e dei diritti dei piu' piccoli. Per loro i minori sono solo un mezzo, una scorciatoia per l'impunita'. Di fronte a questa situazione - conclude - bisogna contrastare l'illegalita', anche se le problematiche di una misura simile sono innegabili e le procedure dovranno essere molto prudenti e attente quando si trattera' di identificare i bambini''. (ANSA). BOG/FC 30-GIU-08 17:17 NNNN


2)Disonestà intellettuale: Sonia Alfano, che estrapola pezzi del post di Borghesi (SENZA LINKARLO, ovviamente, sennò la gente se lo leggeva per bene e magari dava ragione a Borghesi) senza rispondere nel merito alle sue obiezioni sensate.
Mi preoccupano molto i commenti dei suoi fan beoti, con toni berluschini, che la esaltano senza se e senza ma.
Mi preoccupano MOLTISSIMO.

QUOTE
Borghesi e i candidati istituzionali
Bene, molto bene. Finalmente, opportunamente sollecitato dalle mie parole, Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, ha vuotato il sacco e ha detto agli italiani cosa pensa di me e di conseguenza dei cittadini che mi hanno mandato al Parlamento Europeo. Certo, lo ha detto con un linguaggio e una forma che non voglio riprodurre, dei quali il momento più alto è la definizione che da delle mie parole: “palate di m….”. Assolutamente non commentabile da parte di un parlamentare dell’Idv, sarebbe stato invece comprensibile da parte di un leghista.

Come, pur provandoci, non riesco a commentare l’affermazione su mio padre: “reca a me una offesa paragonabile a quella che lei potrebbe provare se qualcuno le dicesse che sta sfruttando la morte di suo padre”. Informo Borghesi che nemmeno i miei più acerrimi “nemici” politici hanno mai trovato il coraggio di usare contro di me un’arma così subdola come quella dell’insinuazione, che in sè non ha nemmeno il coraggio dell’insulto esplicito. Per fortuna ho imparato ormai da tempo ad ignorare tutte le cattiverie che vengono diffuse su mio padre e alla mercificazione che farei della sua memoria. Il mio dolore ho imparato a tenerlo per me e non lo auguro nemmeno a chi si permette di dire cose simili.

Sulla questione politica invece voglio rispondere alle invettive borghesiane. Il vice capogruppo mi accusa di spaccare il partito e creare correnti “ad esempio tentando sistematicamente, come ha fatto nei recenti congressi regionali, di mettere il cappello sui candidati alternativi a quelli istituzionali”. Candidati istituzionali? Ma che concetto ha della democrazia Borghesi? In una competizione democratica non esiste un candidato istituzionale e uno alternativo, ma due o più concorrenti che competono tra loro partendo da una base di identici diritti e possibilità di vittoria. Se i congressi dell’Italia dei Valori sono eventi democratici aperti a tutti e a molteplici mozioni, cosa vuol dire la sinistra definizione di “candidato” istituzionale? Il candidato che DEVE vincere? Tutto ciò è inquientante. Questa mentalità non mi è nuova. In due anni di partecipazione agli esecutivi nazionali IDV l’ordine del giorno è sembrato essere la critica alla mia attività e quella di Luigi de Magistris, i nostri incontri, il nostro rapporto con le persone. E proprio Borghesi me lo ricordo durante il primo esecutivo dopo la mia elezione, il 15 giugno 2009, quando debuttò sottolineando una criticità in quel grande passo avanti elettorale dell´IDV : “Su sette eletti al Parlamento europeo, ben cinque sono del Sud”. Stupita, replicai chiedendomi se fosse un esecutivo dell’IDV o una convention della Lega.

Allibita di fronte a simili ragionamenti di apparato, proseguo nel mio percorso politico e sociale e ribadisco il mio netto “no” ai signori delle tessere e alla politica vissuta e praticata con logiche commerciali e aziendali. Rimango innamorata del confronto democratico, aspro e vivace, che rende un partito politico l’anima del potere in mano ai cittadini. Borghesi continui pure la sua “guerra” all’interno del partito, una guerra per fortuna semi-solitaria che si scontra con il sostegno che molti invece nell’Italia dei Valori ci garantiscono, in primis lo stesso Antonio Di Pietro; noi nel frattempo continueremo a far partecipare la gente, la società civile, cosa che sembra dare più fastidio delle ortiche. Altro che candidati istituzionali, altro che palate.


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QUOTE (Sommo Zotnam @ November 19, 2010 05:24 am)
QUOTE (Chas @ Giovedì, 18-Nov-2010, 12:20)
QUOTE (preacher @ Giovedì, 18-Nov-2010, 17:53)
QUOTE (mrmozo @ Giovedì, 18-Nov-2010, 16:49)
QUOTE (Professor Zoom @ Giovedì, 18-Nov-2010, 15:35)
Prove tecniche di "guerra civile".

Su Repubblica Marco Bracconi dà con gentilezza a Beppe Grillo del bugiardo, con questo articolo:
"Le primarie, che schifo. I partecipanti al voto? Nemmeno un quartiere semiperiferico. I candidati a Milano? Tutti coi capelli bianchi, solo slogan e manifesti.  ”I milanesi hanno potuto scegliere solo i loro faccioni, e non il programma”. Insomma, “elezioni posticcie”

Puntuale, arriva il Grillo-pensiero sulle consultazioni del centrosinistra nel capoluogo lombardo. Con il quale il comico-blogger compie un deciso e importante salto di qualità: dal vaffanculo alle bugie. 

Dice il sito ufficiale grillino che gli elettori hanno votato solo facce e slogan. “Questa non è democrazia”, si scandalizza la home page dei nuovi rivoluzionari. E ancora:  ”Prendono solo per i fondelli gli elettori”.

Eppure basta cliccare un paio di volte su Google (Grillo ne dovrebbe essere capace) per scoprire che sul sito web di Boeri c’è un programma completo suddiviso in quindici schede tematiche. Magari è un programma orrendo, ma è online da settimane. Lo stesso sul sito di Giuliano Pisapia. Anche lì si tratterà certamente di proposte vecchie e da sfanculare seduta stante, ma basta cliccare e si trovano schede tematiche dagli anziani alle periferie, dalla casa alla cultura.

Evidentemente, dalle parti del Movimento Cinque stelle,  si pensa ormai in grande. Prima si crea una schiera di fan con il mix ”buone idee più antipolitica”. Poi, creata la platea, gli si dà in pasto la pura propaganda.

Un bravo comico, dal palcoscenico di un teatro tenda, direbbe che questo sistema somiglia sinistramente a quello dello psiconano. E che il passo dall’antipolitica alla politica, quella peggiore, qualche volta è proprio breve."

L'articolo di Grillo criticato dal giornalista di Repubblica è questo:
"A Milano si sono svolte le Primarie del Pdmenoelle. C'era la pioggia, non c'erano i votanti. solo 90.000 persone, l'equivalente di un quartiere semiperiferico. Si sono confrontati quattro signori il cui comune denominatore erano i capelli bianchi e un ricco passato. Ha perso l'architetto di Ligresti, Stefano Boeri, candidato (con linearità e coerenza) dalla sinistra del cemento e del nucleare sicuro, ma anche di EXPO 2015 e dei grattacieli di City Life. Le urne erano presenti anche dal parrucchiere Coupe de Cheveux in via Correnti 19, tra un colpo di sole e un riccio ribelle, dove ha votato per primo un sedicenne. Ma questi sono dettagli.
La cosa STUPEFACENTE è che i milanesi hanno potuto scegliere solo delle facce, non il programma. Le Primarie dei faccioni. Elezioni posticce di leaderini. Ai cittadini va presentato, spiegato, il programma nei minimi particolari, nelle motivazioni, nei vantaggi. L'elettore deve poter votare il programma, non un volto, ed essere messo in grado di controllare la sua attuazione attraverso la Rete. Non ha alcun senso presentare faccioni sui manifesti di persone dello stesso raggruppamento se poi il programma è lo stesso con differenze (se esistono) bizantine, impercettibili. Chi vota alle primarie vota uno slogan, la fotografia di un signore o di una signora, di solito la migliore della loro vita, un cartellone pubblicitario. Questa è democrazia? Il cittadino è trattato come un materiale inerte, una persona senza cervello. Le primarie i partiti se le facciano in casa, chiedano agli iscritti di votare il Franceschini o il Bersani di turno e non sprechino i soldi e gli spazi pubblici per prendere per i fondelli gli italiani. Non possiamo decidere cosa deve fare il politico, il nostro dipendente, ma ci è data la possibilità di scegliere tra una rosa di nomi che faranno esattamente le stesse cose, decise dal partito o dalle logiche di appartenenza, come gli inceneritori.
Il MoVimento 5 Stelle non farà primarie sui nomi di "candidati leader" delle proprie liste comunali o regionali. Il portavoce della lista sarà scelto dalla lista al suo interno. Nel caso più liste si presentino in un Comune o in una Regione, solo allora si farà una votazione on line da parte degli iscritti in quel Comune o in quella Regione. Va eletto il programma, non un leader che non esiste. Quando gli italiani lo capiranno sarà sempre troppo tardi. Le Primarie sono operazioni di facciata, anzi, di faccioni."

Letto tutto? Vi pare una critica corretta?
Non essendo un grillino o grillista, non parto prevenuto a favore del Beppe nazionale. Intravedo però da tempo nei giornalisti di area Piddina la paura, forse fondata, che con il suo modo di fare politica Grillo stia drenando voti proprio da quell'area. Voti che non vanno al PD e che indeboliscono qualunque coalizione di CS. Se la Regione Piemonte è andata a Cota per me è evidente che i voti che mancavano alla Bresso li ha presi Grillo. Tutto democraticamente corretto, ma visto il risultato finale, ossia Cota Presidente del Piemonte, forse sarebbe stato meglio evitare. Ma qui sta la differenza tra un moderato di sinistra che crede nel compromesso, e forse nel meno peggio, come me, ed un popolo che non trova più riscontri nei partiti tradizionali e cerca nuove strade.
E' evidente anche che Grilo non riusciranno a farlo entrare, con tutti i suoi voti (3-4%? Sono tantissimi in un'elezione che si preannuncia combattuta), in una coalizione di CS. Allora forse è meglio iniziare a trattarlo come avversario. D'altronde, non è quiesto che fa da anni Grillo con il "Pdmenoelle"? E magari anche iniziare a fare proprie alcune di quelle battaglie che evidentemente hanno appeal su una parte dell'elettorato (come ha scritto Travaglio qualche giorno fa).
Ciao Ciao  smile.gif

letto tutto e do totalmente ragione al tizio di Repubblica

anche io.

idem

Mi accodo anche io.
Zoom, ma l'hai letto il post di Grillo?

E certo che l'ho letto, se no che postavo a fare i due articoli?
Però intuisco che tu pensi che io dia ragione a Grillo.
Niente di più sbagliato, basta andare a rileggere un paio delle mie risposte successive a quel post, con tanto di critica al ragionamento di Bracconi.
La mia era davvero (immagino la cosa possa sembrare strana) una domanda.
Io non vivo a Milano, non ho alcuna idea di come siano andate le cose, se i candidati abbiano provato a spiegare il programma o si siano limitati a lasciarlo in rete.
Mi è stato detto che così non è stato, e quindi ho concluso che Grillo ha torto.Dal dubbio alla conclusione logica, no? wink_old.gif
Se poi dobbiamo discutere sul perché abbia vinto Pisapia contro il candidato "istituzionale" Boeri io qualche idea me la sono fatta.
Ciao Ciao smile.gif


--------------------
"Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare,
a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare.
Ma il calabrone non lo sa
e perciò continua a volare"
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Crisi, Fini nega frenate: "Siamo al pit stop"
Bossi: "Ha solo paura di andare a votare"

Il Senatur: "Fiducia sia alla Camera che al Senato. Altrimenti si vota". Governo tecnico? "Napolitano è saggio, non lo permetterà". Granata: "Se non si tiene conto della grande questione politica, non potremmo che schierarci contro l'esecutivo". Consolo: "Resto con Fli". Il presidente di Confindustria torna a chiedere stabilità politica.


ROMA - All'indomani del videomessaggio di Gianfranco Fini e delle voci che danno una pattuglia di finiani poco sicuri di votare la sfiducia al governo, il presidente della Camera usa una metafora sportiva per fotografare la situazione: "Non faccio il gran premio, adesso siamo al pit stop". Ma da Umberto Bossi arriva una frecciata: "Fini e la sinistra hanno paura del voto". Poi il leader leghista azzarda una previsione sul voto di metà dicembre: "Penso che avremo la fiducia sia alla Camera che al Senato. Altrimenti si vota". Ma il Senatur non si ferma. E, nell'ipotesi di un governo tecnico, tira in ballo il capo dello Stato: "Napolitano è saggio, non lo permetterà". Anche perché, taglia corto Bossi: "Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte".

I finiani. Poco prima era stato Fabio Granata, uno dei "falchi" vicino al presidente della Camera, a provare a fugare i sospetti sui tentennamenti finiani. Tentando di scacciare l'interpretazione delle prime pagine dei giornali che parlando di secco colpo di freno da parte del presidente della Camera. "Nessuna retromarcia. Se il percorso sarà quello di arrivare in Aula a maggioranza invariata e se, peggio ancora, continua questo tentativo di garantirsi una striminzita maggioranza numerica, senza tenere conto della grande questione politica posta da Fini, non potremmo che votare la sfiducia. Abbiamo ritirato la delegazione dal governo e ci comporteremo di conseguenza con la sfiducia".


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fiocotram
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 16:52
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Uberlogorrea
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Una mia personale teoria sulla "logica del leghista medio", inerente al problema mafia e al discorso su Saviano. Il leghista oggi si trova in una posizione di predominanza politica all'interno del motore economico del paese (il Nord). Per leghista intendo il militante, magari in buona fede, convinto di rappresentare una strada innovativa rispetto al resto del paese. Per certi versi è così: la Lega è un partito "giovane", che solo da pochi anni sta cominciando ad assumere un potere non soltanto basato sul consenso, ma su una certa influenza economica e gestionale. Quindi cosa fa? Magari i leghisti per primi hanno una paura FOTTUTA delle infiltrazioni mafiose. Sanno che esistono, e non sottovalutano di certo i discorsi di Saviano (magari dicono che fa osservazioni "scontate", come se il fatto di dire cose percepite come vecchie faccia andar via il problema).

Però si convincono che serrandosi l'uno attorno all'altro, ribadendo la propria purezza, tracciando un confine netto tra "noi" e "loro, riusciranno a combattere la mafia in modo più efficace rispetto al Sud. D'altronde è l'unico strumento di lotta che conoscono. La Lega è un partito che è cresciuto ed è prosperato proprio speculando sul concetto di identità e negazione dei problemi tipici dell'Italia. E' cresciuta dicendo alla gente: "Se ci emancipiamo, diventeremo DIVERSI. Nel paradiso del nordest non esisterà la corruzione, perché è un problema di Roma Ladrona. Noi siamo la Brava Gente del Nord.
Convinciamoci di questo.
Convinciamoci che non esistono evasori fiscali in Veneto, ma solo tasse ingiuste, e che se fossimo indipendenti la gente pagherebbe di buon grado le tasse locali, piuttosto che pagare quelle dello stato centralista.
Ma negare il problema è ESATTAMENTE quel che ha permesso alla mafia di vincere e spadroneggiare in Sicilia e nel resto d'Italia.

Io sono siciliano, e conosco bene la "mentalità mafiosa". MAGARI fosse soltanto una questione di appartenenza.
Certe cose sono difficili da spiegare per chi è convinto di esserne fuori.
Perfino certi estimatori di Gomorra che vivono nel NordItalia non hanno mai capito completamente la lezione di quel libro.

Penso che la Lega, Maroni e soci, proprio nel momento in cui si convincono che la mafia si combatte con la negazione, sono destinati a ripetere gli STESSI errori del resto del paese.

Finché anche da loro non arriverà un altro Roberto Saviano.
A quel punto inizieranno a dargli ragione.
Magari sarà un Saviano nato a Busto Arsizio, o a Verona, o a Milano.
E magari grazie al suo accento verrà compreso e capito maggiormente dai suoi corregionali.
Ma a quel punto sarà troppo tardi.


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"Il fascista e' qualcuno che pretende di parlare per un'intera nazione o per un intero gruppo, si disinteressa dei diritti altrui e usa la violenza o qualsiasi altro mezzo per raggiungere i propri scopi". (Madeleine Albright)

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Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 17:04
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Tessiragnatele
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Analisi perfetta, Fioco: te la rubo.


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crisgras
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Clint Barton
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Sono i rischi del mercatino rionale del parlamento asd.gif


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Clint Barton
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Maroni lunedi a "Vieni via con me"
Anche il ministro leggerà un elenco

"Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini ha accolto la richiesta" spiega una portavoce. Soddisfatto il dg della Rai, Mauro Masi. Intanto, Fini si schiera con Saviano. Bossi ai giornalisti: "Non indignarsi? Fanculo". Di Pietro: in un giorno 20mila adesioni su Facebook all'appello "La penso come Saviano".


TORINO - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni avrà il suo spazio a Vieni via con me. Accadrà nella prossima puntata, lunedi 22 novembre.
La portavoce di Maroni, Isabella Votino, esprime in una nota la soddisfazione del ministro per "la risposta del direttore di Raitre, Paolo Ruffini, che ha accolto la sua richiesta di intervenire" in trasmissione.
In precedenza, Ruffini aveva negato che vi fosse stata una "clamorosa rottura" con Maroni e ribadito un punto: "Vieni via con me non è un talk show. Se Maroni non intende fare una precisazione, ma leggere un elenco in veste di ministro degli Interni, attenendosi al linguaggio del programma, sarà anche in questo caso il benvenuto".

Soddisfazione dal direttore generale della Rai, Mauro Masi.
"Ringrazio il ministro Maroni per la sensibilità dimostrata e sono lieto che abbia accettato di partecipare al programma. Colgo l'occasione - aggiunge Masi - per segnalare il lavoro concreto svolto in questa occasione dal direttore di Raitre Paolo Ruffini, che ha sempre tenuto informata questa direzione generale".

In mattinata, il presidente della Camera Gianfranco Fini era intervenuto nella polemica tra Maroni e lo scrittore Roberto Saviano, che durante la seconda puntata di Vieni via con me ha detto che la 'ndrangheta al nord interloquisce con la Lega. "Non capisco come qualcuno si possa indignare se c'è chi dice che la mafia è anche al Nord. Non è una polemica contro un partito o contro un territorio nazionale. La mafia è ovunque c'è un interesse".

"Pensare che la mafia - ha sottolineato Fini - sia solo un fenomeno calabrese o siciliano significa non avere letto una riga delle centinaia di migliaia di pagine degli atti giudiziari. La mafia è ovunque si muovano dei soldi, le organizzazioni criminali cercano di prosperare in ogni parte d'Italia e d'Europa. La mafia è un fenomeno globale, quindi evitiamo polemiche inutili". "Dalle inchieste - ha aggiunto - emergono tentativi di infiltrazioni mafiose nel mondo delle banche, della politica, delle istituzioni. Io mi meraviglio di chi si meraviglia".

In quest'ottica, Fini dice di aver molto apprezzato le parole del titolare del Viminale, che ha detto di non voler alimentare nuove polemiche con Saviano.
"Non hanno ragione d'essere perché nessuno può contestare a Saviano un forte impegno contro la mafia", ha sottolineato il presidente della Camera. "Lo stesso Saviano - ha aggiunto - ha detto che il ministro Maroni è un ministro fortemente e positivamente impegnato contro la mafia", ha concluso.

Una risposta a Fini arriva da Umberto Bossi. Parlando ai giornalisti che gli chiedono un commento alle parole del presidente della Camera, secondo cui non bisogna indignarsi quando si dice che al nord c'è la mafia, il Senatur risponde: "Fanculo".
Poi però sembra ammettere che il tema esiste: "Siamo sempre stati contrari all'invio di mafiosi al nord per soggiorno obbligato. Hanno creato una situazione negativa e la situazione più negativa è in Brianza. Però - assicura il leader del Carroccio - la Lega è lontana. Non riescono ad avere agganci con noi".

Intanto si moltiplicano le adesioni all'appello lanciato da Antonio Di Pietro su Facebook ''La penso come Saviano, Maroni quereli anche me''.
Ne sono arrivate 20mila in un giorno, fa sapere l'Italia dei Valori.
''E' la dimostrazione - spiega Di Pietro - di come il Paese abbia tutti gli anticorpi per reagire a questa brutta deriva antidemocratica del governo. Saviano è il cane da guardia della democrazia e i cittadini sono con lui. La nostra battaglia continua, grazie a tutti''.


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Clint Barton
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 18:25
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La Carfagna vuole lasciare governo e Pdl
Bossi: "Silvio lasci anche se avrà la fiducia"

Il ministro delle Pari Opportunità a un passo dall'addio per contrasti con i vertici del partito, soprattutto in Campania. Pressing del Senatur su Berlusconi: "Dovrebbe fare come Fanfani. Se torna alle urne prende un sacco di voti in più". Fini: "Il voto non ci fa paura"

ROMA - Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è sul punto di dimettersi dal governo e dal Pdl. Lo riporta l'agenzia Ansa. La Carfagna starebbe valutando l'ipotesi di lasciare l'esecutivo ed il partito, all'indomani della votazione di fiducia al governo prevista per il 14 dicembre, a causa di insanabili contrasti con i vertici campani del Pdl e per "l'incapacità" dei coordinatori nazionali di affrontare i problemi interni al partito in Campania. A quanto si apprende, alla base della scelta anche "gli attacchi volgari e maligni" di esponenti del partito come Giancarlo Lehner, Alessandra Mussolini e Mario Pepe.

Intanto, all'indomani del videomessaggio di Gianfranco Fini e delle voci che danno una pattuglia di finiani poco sicuri di votare la sfiducia al governo, il presidente della Camera usa una metafora sportiva per fotografare la situazione: "Non faccio il gran premio, adesso siamo al pit stop".
Ma da Umberto Bossi arrivano una serie di bordate a avvertimenti che surriscaldano il clima.
"Fini e la sinistra hanno paura del voto" attacca il leader leghista che azzarda una previsione sul voto di metà dicembre: "Penso che avremo la fiducia sia alla Camera che al Senato. Altrimenti si vota". Immediata la replica di Fini: "Non ho paura del voto ma non serve all'Italia".

In realtà quella delle urne sembra essere la strada preferita dal leader del Carroccio. A prescindere da come andrà in Aula il 14 dicembre.
"Una volta Fanfani ebbe la fiducia e poi si dimise. Io la penso così, mancano i numeri, tutte le volte devi andare a chiedere i numeri - spiega Bossi - Berlusconi però è combattivo sempre, anche quando il combattimento prevede eventualmente la ritirata, non è una parola nel suo lessico, attacca sempre".
Il Senatur non si ferma. Dice che il premier con un ritorno alle urne prenderebbe molti più voti di quanto ne ha adesso. E nell'ipotesi di un governo tecnico, tira in ballo il capo dello Stato: "Napolitano è saggio, non lo permetterà". Anche perché, taglia corto Bossi: "Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte".


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mrmozo
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 19:13
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Paraculo
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QUOTE (Clint Barton @ Venerdì, 19-Nov-2010, 17:25)
La Carfagna vuole lasciare governo e Pdl

s'è slogata la mascella


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l'ultima cena moderatoria

Salman Rushdie: “‘Respect for religion’ has become a code phrase meaning ‘fear of religion,’” he concluded. “Religions, like all other ideas, deserve criticism, satire, and, yes, our fearless disrespect.” io ci avrei aggiunto un eventually dopo yes, ma il concetto e' quello

Magic is the cheat codes for the world.”
― Warren Ellis, Planetary, Vol. 2: The Fourth Man
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Neutron
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 19:45
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fini continua a perdere voti ma acquista "parlamentari"

mha...più tempo passa più è facile che il papi torni a vincere
avete notato che la bomba ruby è già esaurita?
quanto è durata?due settimane?tre?
già tutto a tacere di nuovo

i rifiuti?quanto è durato?una settimana?due?
alluvione?una settimana?
pompei?una settimana?3-4 giorni?


ragazzi non c'è niente da fare,a meno che non si sfrutti una bomba grossa come lo era rudy per farlo cadere in meno di un mese o diamoci a mucchio.
Può mettere a tacere qualunque cosa nel giro di poco e con poche telefonate.
La gente ha la memoria troppo corta


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"Neutron ragioni come uno appena uscito da un centro sociale."
"Le parole dell'utente Neutron sono piene di odio represso."
"rilevo che l'utente neutron volutamente risponde provocando e offendendo."
"mi è sembrato giusto rilevare come i tuoi post trasudino offese e livore."
"E' un troll comunista."
"tu sei di animo fascista/stalinista"

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1° post di pagina 112 - 2° post di pag. 117 - 2° post di pag.123 - penultimo post di pagina 131 di diurne
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lasec
Inviato il: Venerdì, 19-Nov-2010, 20:00
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Signore di Latveria
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Em...

Purtroppo l'affaire rifiuti non è finito.
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