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> Tex Magazine 2018
 
Moreno Roncucci
Inviato il: Lunedì, 05-Feb-2018, 03:25
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Asterix
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Non ho molto da dire riguardo alle storie presenti in questo volume. Di entrambe mi sono piaciuti i testi e non mi sono molto piaciuti i disegni, le rubriche era leggibili, il bollino dei 70 anni è sempre inguardabile ma mi ci sono rassegnato. Non c'è insomma molto da dire...

...ma c'è una cosa, anche piccola, che magari molti non hanno notato, che mi ha dato un incredibile fastidio.
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Andate a pagina 20, 26, 27, 123, 139, 140, 141, 142, 143, 144... non notate niente di "sbagliato"?

In tutte queste pagine, viene riprodotta una vignetta o una pagina di Tex, originariamente in b/n, ma la versione riprodotta è quella "con la mano di vernice sopra" degli allegati a Repubblica.

Ora, non so voi, ma se in un libro su Laurel & Hardy trovassi solo ed unicamente fotogrammi dei loro film nella versione "colorata" settanta anni dopo per il passaggio televisivo, mi girerebbero le scatole. E infatti, per "le cose serie", un minimo di rispetto ce l'hanno: a pagina 23 c'è un immagine di Hatfield (interpretato da John Carradine) tratta da "Ombre Rosse". QUELLA non l'hanno colorata.

È sempre così negli albi Bonelli ultimamente. Il cinema, quello lo rispettano sempre. È una cosa seria. Tex invece evidentemente lo ritengono una cazzata che ha venduto un botto negli allegati solo perchè era a colori (e il fatto che ne siano convinti viene mostrato anche dal fatto che abbiano subito puntato al colore in gran parte delle nuove pubblicazioni)

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Brandino
Inviato il: Mercoledì, 07-Feb-2018, 20:25
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Little Nemo
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La cosa non mi ha infastidito particolarmente. Non la riesco proprio a interpretare come una mancanza di rispetto...
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Znort
Inviato il: Sabato, 10-Feb-2018, 19:02
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QUOTE (Moreno Roncucci @ Lunedì, 05-Feb-2018, 02:25)


È sempre così negli albi Bonelli ultimamente. Il cinema, quello lo rispettano sempre. È una cosa seria. Tex invece evidentemente lo ritengono una cazzata che ha venduto un botto negli allegati solo perchè era a colori (e il fatto che ne siano convinti viene mostrato anche dal fatto che abbiano subito puntato al colore in gran parte delle nuove pubblicazioni)

Ma non penso proprio che sia come dici: Tex è l'ammiraglia della Bonelli, la testata anche simbolo della casa editrice, perchè ne ha fatto anche la storia. Infatti anche adesso è la migliore testata Bonelli, per cui si cerca di avere la migliore qualità e tante iniziative.

Ultimamente in Bonelli sembrano convinti che il colore sia la panacea di tutti i mali: lo è solo in parte, perchè i nuovi lettori lo apprezzano abbastanza ma deve essere ben fatto e utilizzato in maniera efficace, espressiva. Altrimenti è solo un abbellimento, mnel migliore dei casi.
Funziona soprattutto nel caso di testate di fantascienza o davvero in albi particolari come i color.

Ma penso anche che questo innamoramento passerà, costa troppo anche ai lettori, le testate storiche come Tex e Zagor rimarranno in bianco e nero.
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Moreno Roncucci
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 08:34
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Asterix
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Parlo di "rispetto" proprio riguardo a questo "innamoramento del colore".

Sono sicuro che se vado a chiedere ai redattori della Bonelli cosa penserebbero del "colorare" con photoshop "Ombre Rosse" o "L'uomo che uccise Liberty Valance", inorridirebbero.

Colorare Tex, non solo nella CSAC, ma anche nei riferimenti bibliografici e TUTTE le volte che si cita una vecchia storia, NON GLI FA LO STESSO EFFETTO.

Oggettivamente, anche se non se ne rendono conto e non lo "fanno apposta", indica che hanno meno rispetto del fumetto che non del cinema (compreso il rispetto per i lavori dei disegnatori, SEMPRE mortificati da una colorazione posticcia aggiunta dopo. NON ESISTE un caso in cui un fumetto nato per il b/n sia "abbellito" dal colore, è una castroneria madornale)
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Luca2
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 13:50
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Uomo Mascherato
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QUOTE (Moreno Roncucci @ Mercoledì, 14-Feb-2018, 07:34)
NON ESISTE un caso in cui un fumetto nato per il b/n sia "abbellito" dal colore, è una castroneria madornale)

beh, Il Grande Potere del Chninkel colorato non era venuto poi così male
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Luca2
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 13:52
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Uomo Mascherato
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E anche Torpedo nella versione Glénat, contro ogni aspettativa.
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Znort
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 15:30
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Uomo Mascherato
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QUOTE (Moreno Roncucci @ Mercoledì, 14-Feb-2018, 07:34)

Oggettivamente, anche se non se ne rendono conto e non lo "fanno apposta", indica che hanno meno rispetto del fumetto che non del cinema (compreso il rispetto per i lavori dei disegnatori, SEMPRE mortificati da una colorazione posticcia aggiunta dopo. NON ESISTE un caso in cui un fumetto nato per il b/n sia "abbellito" dal colore, è una castroneria madornale)

A mio parere ritengono, anche erroneamente, che il colore faccia vendere di più e possa attirare nuovi lettori, soprattutto colorando le storie di un tempo.
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logantony
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 20:25
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Sidekick
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Se il colore (intendo "ben colorato") fa vendere di più, ben venga su TUTTE le vecchie storie di TUTTA la produzione.
Non si vuole capire che è in ballo la sopravvivenza di un intero settore e se quello (il colore) lo si considera il male allora teniamoci pronti alla chiusura di più di una testata...
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Moreno Roncucci
Inviato il: Giovedì, 15-Feb-2018, 04:03
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Asterix
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QUOTE (Znort @ Mercoledì, 14-Feb-2018, 14:30)
QUOTE (Moreno Roncucci @ Mercoledì, 14-Feb-2018, 07:34)

Oggettivamente, anche se non se ne rendono conto e non lo "fanno apposta", indica che hanno meno rispetto del fumetto che non del cinema (compreso il rispetto per i lavori dei disegnatori, SEMPRE mortificati da una colorazione posticcia aggiunta dopo. NON ESISTE un caso in cui un fumetto nato per il b/n sia "abbellito" dal colore, è una castroneria madornale)

A mio parere ritengono, anche erroneamente, che il colore faccia vendere di più e possa attirare nuovi lettori, soprattutto colorando le storie di un tempo.
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E allora hanno ben poco rispetto dell'intelligenza dei loro lettori.

Magari potrebbero avere ragione dal punto di vista economico, ma sarebbe comunque un tirare a fregare un pubblico boccalone, quindi pochissimo rispetto comunque. A dare al pubblico "quello che vuole" si finisce a fare i programmi con la D'Urso, Tex è Tex anche perchè Bonelli faceva quello che piaceva a lui, anche se poi vendeva meno del Piccolo Sceriffo. E in ogni caso... io finora di questa "preferenza per il colore" del pubblico vedo poche prove, ANZI, basta vedere che la Cosmo campa da anni inondando le edicole di fumetti nati a colori e pubblicati in b/n...

Insomma, i supereroi Marvel in Italia è buona se vendono qualche migliaio di copie (una volta certe tirature le chiamavano "edizione limitata", adesso le chiamano "successone"...), Tex e Zagor li stracciano da sempre con storie in b/n... da dove viene questa sicurezza che ci siano orde di lettori innamorati del colore che comprerebbero Tex solo a colori?

La CSAC aveva il vantaggio che era TEX (quando l'hanno fatta con Dylan Dog è stato un mezzo flop), non che era a colori. Il fatto che era a colori poteva essere un vantaggio per il fatto che anche chi aveva già la storia in b/n poteva volerne una versione diversa, ma sull'inedito?

Vende più Tex Color o il Tex Gigante? Mi sa che sappiamo tutti la risposta...

Questa "mania del colore" più che un operazione commerciale basata su fatti, cifre ed esperienze, mi pare un idea fissa da nerd che vorrebbero tanto pubblicare supereroi invece di Tex.

Quindi... che senso ha colorare le immagini delle storie vecchie nel magazine? Davvero c'è qualcuno che non l'avrebbe comprato con qualche vignetta pubblicata nell'originale b/n senza alterazioni posticce fatte con photoshop? La prossima volta gli disegnano i baffi sopra a Tex nelle vecchie vignette citate?
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juan velasco
Inviato il: Giovedì, 15-Feb-2018, 08:27
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Asterix
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Che la SBE non abbia più rispetto dei lettori di Tex è un dato di fatto... il colore non è neanche il peggiore della patologica ricerca di sfinire chi per tanto tempo ha mantenuto in piedi la baracca...
Quando non si sa più cosa fare ci si copiano gli altri, venendo meno alla propria identità...
Tex in b/n ha sempre funzionato... primo perché il b/n, se fatto bene, è stupendo e non ha nulla da invidiare al colore... secondo... i texiani sono, anche a causa dell’eta media, tradizionalisti... siamo cresciuti senza il technicolor e potremmo farne a meno, specie se dannoso come quello del color...
e terzo... almeno lasciamo in pace il periodo d’oro... Galep, Letteri, Nicolò, Muzzi e Ticci, come i testi originali di GLB non andrebbero toccati... è come mettersi ad imbrattare adesso un quadro del cinquecento perché i gusti del pubblico sono cambiati... è un delitto...
La collezione storica ha colori ha venduto tanto perché all’inizio riproponeva Tex! Quello di Bonelli Senior e degli storici disegnatori... era quello il vero ingrediente speciale, che ora non puoi rimpiazzare con nulla...

il risultato di queste straordinarie strategie è che le tirature stanno colando a picco... anche grazie a storieline ridicole come quella di Faraci di questo Magazine e d’altronde se si devono pubblicare sempre più albi è inevitabile che non si possa fare troppo gli schizzinosi...
provate a colorarlo e a rimetterlo sugli scaffali delle edicole e vedrete quanti se ne vendono...
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Blizzard
Inviato il: Giovedì, 15-Feb-2018, 12:05
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Little Nemo
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Le due storie, soprattutto quella di Tiger, accettabili. Nel senso che ho letto di peggio.
Anche se devo dire che quando leggo il Tex di Faraci (almeno nelle ultime uscite) sembra sempre di trovarsi in una parodia. Le scenette con Carson mi portano alla memoria ambientazioni da spaghetti western. Certe volte la cosa è disturbante per me.
Tuttavia la sufficienza stiracchiata gliela concedo almeno stavolta.

Le rubriche. Ho sempre trovato utile il fatto che venissero segnalate determinate cose che alcuni potrebbero essersi persi o non conoscere affatto, spesso dando spunti interessanti.
Per quanto non sia possibile avere una conoscenza enciclopedica di tutto lo scibile, ho sempre avuto la sensazione che chi scriveva avesse visto/letto/avuto a che fare direttamente con ciò che veniva segnalato. E la cosa non mi ha mai meravigliato perchè in Bonelli ce ne sono di eccellenze tra redattori/curatori etc. Anche perchè se non ho visto/letto qualcosa come posso segnalarlo ad altre persone basandomi solo sulla trama (che qualcun altro ha scritto)?
Invece quest'anno per la prima volta ho avuto la sensazione che probabilmente nella redazione degli articoli ci si fosse affidati non (solo) alla conoscenza diretta di chi scriveva ma a fonti (che non ho idea di quali siano) non sempre affidabili.
Per esempio la trama di Tin Star (serie tv che consiglio a TUTTI) a me sembra diversa da quello che ho visto. Nel senso che si, c'è la lotta tra il protagonista e la compagnia petrolifera, ma non credo sia il tema centrale come parrebbe leggendo l'articolo.

Sulla colorazione dei disegni b/n condivido il discorso di Moreno. Evidentemente la scelta editoriale è quella di pubblicizzare i prodotti più recenti.
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