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> Situazione attuale della Marvel, Cosa ne pensate ?
 
Gene Simmons
Inviato il: Venerdì, 19-Gen-2018, 10:40
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QUOTE (Giulion @ Giovedì, 18-Gen-2018, 19:14)
QUOTE (Bono Vox @ Giovedì, 18-Gen-2018, 17:59)
no, io vorrei capire perchè negli ultimi 40/50 anni negli USA hanno tafazzianamente continuato a pubblicare migliaia di comics se la ormai non tirano più da decenni  smile.gif

Sette milioncini di copie vendute nel '91 con X-Men 1 di Claremont e Lee...

Quelli erano proprio gli anni e i "numeri" della speculazione che fece esplodere la bolla, una delle cause (non dico la principale) che portò ai disastri degli anni seguenti...

Mi pareva che si fosse più sù impostato il discorso al netto delle millemila variant prodotte in quel periodo per pompare il mercato, no?
Chiaramente se no si citano i vari X-Force 1, X-Men 1, Spider-Man 1, le varie porcate Image, ecc ecc... e sappiamo che fine hanno fatto (e la qualità in molti casi degli stessi prodotti!)


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Saluti,
Luca

GENE: To this day, we get e-mails that say, "You guys should do an all-Elder show. Do a whole tour, and just play The Elder from beginning to end, because it's such a classic".

PAUL: And we always write back to the hospital and tell the people that we hope they get better.
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Moreno Roncucci
Inviato il: Sabato, 20-Gen-2018, 05:42
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QUOTE (Bono Vox @ Giovedì, 18-Gen-2018, 17:59)
no, io vorrei capire perchè negli ultimi 40/50 anni negli USA hanno tafazzianamente continuato a pubblicare migliaia di comics se la ormai non tirano più da decenni  smile.gif

Basta andare in edicola e vedere quante serie Manga vengono attualmente pubblicate in italia. Oppure vedere le serie Marvel - DC in Italia.

Vendono molto meno di quanto vendevano una volta. Eppure non si sono mai viste tante testate.

Basta sapere quali sono i costi, come si distribuiscono fra le serie, fare due conti, e lo capisci perchè.

A quel punto, una volta capito il perchè, puoi applicarlo anche alle serie USA. il principio è lo stesso.

(P.S.: negli anni 40 e primi anni 50 negli USA uscivano centinaia di testate. La crisi degli anni 50 le falcidiò quasi tutte. Anche con l'avvento della Marvel non riuscirono a tornare a quei numeri. Nè come vendite, nè come numero di testate. Quando usci il citato X-Men numero 1 dei primi anni 90, la speculazione gli fece battere un record... che resisteva dagli anni 40. In 50 anni nessuno era mai riuscito a vendere tanto quanto negli anni 40. E non ci riescono tutt'ora, se non per pochissimi albi pompati dalla speculazione in maniera che ciascuno se ne comprava 20 copie...
Anche il numero di testate si è impennato di nuovo solo dagli anni 90, con la speculazione e i comics shop e i prezzi alti, che consentivano di sopravvivere a testate indie che vendevano 2000 copie. Negli anni 50 se scendevano sotto le 50.000 copie chiudevano...)


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Ciao,
/\/\oreno.

(vendo una quantità smodata di fumetti italiani, americani, gdr, dvd e riviste. L'elenco più aggiornato lo trovate qui)
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Tribunale Vivente
Inviato il: Domenica, 21-Gen-2018, 19:15
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Yellow Kid


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QUOTE (Moreno Roncucci @ January 19, 2018 09:42 pm)
QUOTE (Bono Vox @ Giovedì, 18-Gen-2018, 17:59)
no, io vorrei capire perchè negli ultimi 40/50 anni negli USA hanno tafazzianamente continuato a pubblicare migliaia di comics se la ormai non tirano più da decenni  smile.gif

Basta andare in edicola e vedere quante serie Manga vengono attualmente pubblicate in italia. Oppure vedere le serie Marvel - DC in Italia.

Vendono molto meno di quanto vendevano una volta. Eppure non si sono mai viste tante testate.

Basta sapere quali sono i costi, come si distribuiscono fra le serie, fare due conti, e lo capisci perchè.

A quel punto, una volta capito il perchè, puoi applicarlo anche alle serie USA. il principio è lo stesso.

(P.S.: negli anni 40 e primi anni 50 negli USA uscivano centinaia di testate. La crisi degli anni 50 le falcidiò quasi tutte. Anche con l'avvento della Marvel non riuscirono a tornare a quei numeri. Nè come vendite, nè come numero di testate. Quando usci il citato X-Men numero 1 dei primi anni 90, la speculazione gli fece battere un record... che resisteva dagli anni 40. In 50 anni nessuno era mai riuscito a vendere tanto quanto negli anni 40. E non ci riescono tutt'ora, se non per pochissimi albi pompati dalla speculazione in maniera che ciascuno se ne comprava 20 copie...
Anche il numero di testate si è impennato di nuovo solo dagli anni 90, con la speculazione e i comics shop e i prezzi alti, che consentivano di sopravvivere a testate indie che vendevano 2000 copie. Negli anni 50 se scendevano sotto le 50.000 copie chiudevano...)

Mah, a me sembra che da parte di noi appassionati si tenda ad individuare le cause della diminuzione dei lettori sempre in fattori interni alle dinamiche di mercato e dei suoi autori/appassionati/editori.

E così ieri, negli anni 50, sarebbe stata la "caccia alle streghe" avviata dal dott. Wertham e la chiusura dell'EC comics et similia a provocare la dratica decurtazione del mercato USA e non invece l'esplosione delle TV commerciali (negli USA; da noi il fenomeno avvenne 25 anni dopo, e infatti, anche in quel caso, il mercato fumettistico della Penisola si ridimensionò notevolmente).

E così oggi i lettori starebbero "evaporando" perchè si è affermato uno stile post-moderno e citazionista e non si sarebbe più in grado di creare STORIE AVVENTUROSE che affascinino i giovini. E invece, imho, è internet/youtube/netflix a tagliare l'erba sotto i piedi, sottraendo potenziali lettori e intercettando i più giovani nel loro fondamentale periodo formativo ai codici massmediali.

Prova del nove: se fosse solo un problema del fumetto, il resto della stampa periodica starebbe meglio. E invece: testate chiudono (che fine hanno fatto gli un tempo gloriosi Europeo, Epoca, Il Sabato, pornazzi vari?); altre si riducono a misera cosa (L'Espresso è ormai un supplemento di Repubblica); le edicole si diradano.

Se fosse un problema di errate decisioni editoriali in questo o quel paese, in qualche area del mondo si registrerebbe una tendenza di diverso segno. E invece tutto diminuisce: in Argentina (un tempo uno dei 3-4 grandi poli fumettistici mondiali) l'historieta è morta, negli USA le cose stanno come stiamo discutendo qui, in Italia le chiusure le registriamo tutti, e pure in Giappone e in Francia la situazione - per quanto florida - non è più così rosea come solo qualche anno fa.

Tocca rassegnarci, le cause non sono endogene (autori/editori/stili narrativi) e quindi non dipendono dal fumettomondo (e pertanto non hanno in esso rimedi), ma esogene: ieri la TV commerciale e oggi "youtube/netflix and so on" stanno riducendo ai minimi termini il pubblico dei fumetti.

Resisterà domani un piccolo resto di pubblicazioni/albi/editori/lettori?

Per il fumetto individual-esistenzialista da graphic novel probabilmente si. Per quello avventuroso-epico non lo so ma lo spero, atteso che è quel che piace a me.
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Spirito del 1972
Inviato il: Domenica, 21-Gen-2018, 19:40
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La logica tecnologica di oggi ci considera obsoleti, che senso ha acquistare e conservare della carta quando è possibile avere tutto su un micro chip ?
Perchè rubare spazio nelle nostre case quando è possibile mettere tutto dentro al PC.

Ovviamente non sono d' accordo ma questo è il pensiero moderno. Lasciamo perdere i fumetti, un tempo alle fermate dei treni dei bus la gente leggeva il giornale. Nei lunghi viaggi in treno leggeva dei libri. Oggi è sempre più raro trovare delle persone che fanno questo. Figuriamo persone che leggono fumetti.

Vogliamo trovare un caprio espiatorio ? Va bene, concordo sulla qualità delle storie ma è solo questa la colpa del calo dei lettori ? Per me no...


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speedwagon
Inviato il: Domenica, 21-Gen-2018, 20:40
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QUOTE (Spirito del 1972 @ Domenica, 21-Gen-2018, 18:40)
La logica tecnologica di oggi ci considera obsoleti, che senso ha acquistare e conservare della carta quando è possibile avere tutto su un micro chip ?
Perchè rubare spazio nelle nostre case quando è possibile mettere tutto dentro al PC.

Ovviamente non sono d' accordo ma questo è il pensiero moderno.

Non credo sia un'obiezione adatta ai fini del discorso sulle vendite: esistono i fumetti digitali, quindi le domande che poni non dovrebbero danneggiare le vendite di fumetti.

Anch'io osteggiavo il digitale prima, ma il prezzo conveniente e, soprattutto, la mancanza di locali dove "conservare la carta", mi spinge a preferirlo al cartaceo.

Il problema, a limite, è che con meno di dieci euro al mese ti porti a casa un servizio tipo Netflix, con tanto di materiale originale creato apposta, mentre per lo stesso prezzo, in fumetti, compri tre albi scarsi.
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Moreno Roncucci
Inviato il: Domenica, 21-Gen-2018, 21:40
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Io credo che molta gente che risponde a questo thread dovrebbe leggersi Trilussa. Sembra convinta che visto che lo dice la statistica tutti, ricchi, poveri e morti di fame, mangino tutti i giorni mezzo pollo a testa... rolleyes.gif

La crisi, le TV, e bla bla bla... perchè è ovvio che le vendite del Monello e dell'Intrepido sono calate ESATTAMENTE come quelle di Tex negli anni 70, no? Visto che vendevano il doppio (mensilmente), adesso dovrebbero vendere più di 300.000 copie...

Ah, no? Non succede? Qualcuno, nella stessa identica situazione di mercato, con la stessa concorrenza di TV, internet, calcio, etc, qualcuno cala del 99% e qualcuno cala del 10%?

Non dipenderà mica dalle scelte editoriale che "non contano niente"? Certo, tutti sanno che la Bonelli negli anni 80, nel pieno boom delle TV commerciali, ha chiuso come la Universo. Tanto pubblicare Dylan Dog non serve ad un cavolo, contro l'inelluttabile crisi, avrà sicuramente venduto meno di ventimila copie come Gil...

Ma no, si parte dall'assioma "le scelte editoriali non contano niente", poi si guardano SOLO le statistiche totali, da cui deriva che ciascuno ha mangiato mezzo pollo. Certo, magari occorre ignorare QUALUNQUE ALTRA CIFRA, l'evidenza delle edicole, tutta la storia del fumetto mondiale degli ultimi 100 anni... ma cosa vuoi che sia, in cambio della soddisfazione di avere ragione, e dimostrar(si) che pubblicare Tex o Examen è la stessa identica cosa?

Di fronte a questa totale autocensura, capisco che semplicemente ignorare il fatto detto più volte che la crisi della Marvel è molto superiore come numeri alla media nazionale non sia un grande sforzo. Basta ignorare tutti i numeri postati in questo thread....


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Tribunale Vivente
Inviato il: Lunedì, 22-Gen-2018, 15:55
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QUOTE (Moreno Roncucci @ January 21, 2018 01:40 pm)
Io credo che molta gente che risponde a questo thread dovrebbe leggersi Trilussa. Sembra convinta che visto che lo dice la statistica tutti, ricchi, poveri e morti di fame, mangino tutti i giorni mezzo pollo a testa... rolleyes.gif

La crisi, le TV, e bla bla bla... perchè è ovvio che le vendite del Monello e dell'Intrepido sono calate ESATTAMENTE come quelle di Tex negli anni 70, no? Visto che vendevano il doppio (mensilmente), adesso dovrebbero vendere più di 300.000 copie...

Ah, no? Non succede? Qualcuno, nella stessa identica situazione di mercato, con la stessa concorrenza di TV, internet, calcio, etc, qualcuno cala del 99% e qualcuno cala del 10%?

Non dipenderà mica dalle scelte editoriale che "non contano niente"? Certo, tutti sanno che la Bonelli negli anni 80, nel pieno boom delle TV commerciali, ha chiuso come la Universo. Tanto pubblicare Dylan Dog non serve ad un cavolo, contro l'inelluttabile crisi, avrà sicuramente venduto meno di ventimila copie come Gil...

Ma no, si parte dall'assioma "le scelte editoriali non contano niente", poi si guardano SOLO le statistiche totali, da cui deriva che ciascuno ha mangiato mezzo pollo. Certo, magari occorre ignorare QUALUNQUE ALTRA CIFRA, l'evidenza delle edicole, tutta la storia del fumetto mondiale degli ultimi 100 anni... ma cosa vuoi che sia, in cambio della soddisfazione di avere ragione, e dimostrar(si) che pubblicare Tex o Examen è la stessa identica cosa?

Di fronte a questa totale autocensura, capisco che semplicemente ignorare il fatto detto più volte che la crisi della Marvel è molto superiore come numeri alla media nazionale non sia un grande sforzo. Basta ignorare tutti i numeri postati in questo thread....

Per carità: la realtà è sempre più complessa delle nostre schematizzazioni e difficilmente i fenomeni di lunga durata hanno un solo fattore causale. Se ho dato l'impressione di ridurre tutto ad una sola ragione, chiedo venia per il mio semplicismo.

Del resto, cogli senza dubbio un punto importante laddove rilevi che se - per esempio - l'editrice Universo non ha avuto la stessa valentia della Bonelli e non ha retto alla diminuzione dei lettori a seguito dell'avvento delle TV commerciali in Italia, è perchè la Bonelli ha saputo individuare la "via fuga" sperimentando (Bella e Bronco, collana Un Uomo un'Avventura, Ken Parker, settimanali similLanciostory, Nick Raider) ed azzeccando un successo commerciale (DyD ma pure NN per un lungo periodo) e la Universo no.

Ma non cogliere che la progressiva riduzione del mercato - per l'incremento dei mass media alternativi - è ormai divenuto un "motus in fine velocior", a me pare significhi non vedere l'elefante nella stanza.

Tutti i mercati sono in diminuzione: dagli USA alla Francia al Giappone (in Argentina non esiste più l'historieta!!!).

Eppure la Marvel ha sperimentato: Squirrel Girl, The Vision di King, Silver Surfer di Slott, Moon Knight di Ellis-Lemire, non mi pare siano la medesima cosa di una delle tante testate mutanti o vendicative. E non parliamo poi delle eterogenee pubblicazioni della Image. Per tutti i gusti. Eppure il mercato diminuisce, come in tutto il mondo (e, by the way, la quota di mercato della Marvel è più o meno la stessa da lustri: ciò che diminuisce di tanto è il venduto totale). Come accade in Italia, dove pure la sperimentazione - anche in Bonelli - non è mancata: assai diverse, per stile narrativo, tematiche, grafismi, sono o sono state Mercurio Loy, Brad Barron, Gregory Hunter, Zagor, Nick Raider, DyD, Morgan Lost. Ma anche qui il totale diminuisce.

A ben vedere una "via di fuga", cioè un equivalente funzionale al successo commercial di DyD che per alcuni anni invertì la rotta c'è: le graphic novel alla Zerocalcare. E pure nel mercato ammeregano il venduto in libreria, con storie diverse dal main stream supereroistico, si afferma sempre più.

Come negli anni ottanta, in cui il mercato si ridusse ma sopravvisse qualcosa del vecchio ecosistema, sia pure accontentandosi di un minor numero di copie (il totale mensile dei settimanali scomparsi superava il venduto mensile di DyD), così è oggi: si affermano Saga e Zerocalcare, ma con un minor numero di copie dei vecchi campioni.

Peccato che ciò che si afferma non è il fumetto a me più congeniale.

Spero che qualcuno dei miei beniamini ce la faccia, ma non sono tanto ingeneroso da attribuire la responsabilità della drastica diminuzione odierna all'insieme degli autori odierni. Non tutto è nella nostra disponibilità; non tutto dipende da noi.
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dvfabio
Inviato il: Venerdì, 26-Gen-2018, 18:28
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grezo1981
Inviato il: Venerdì, 26-Gen-2018, 22:09
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QUOTE (dvfabio @ Venerdì, 26-Gen-2018, 17:28)
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C'è stato un tale crollo di vendite?
Beh forse le gestioni "value shock"degli ultimi anni hanno portato questi risultati.
Anche questa rotazione continua dei disegnatori a basso costo e spesso mediocri sviluppata da cebulski ha creato una confusione incredibile.
Meno male che hanno messo lui come editor dry.gif
Anche se sarà sicuramente diretto da quesada.
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