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> My Hero Academia, Una sorpresa
 
fiocotram
Inviato il: Domenica, 01-Dic-2019, 18:27
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Uberlogorrea
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Non leggete, se non volete spoiler.

A quarant'anni suonati lo shonen è ormai acqua passata per me. Soprattutto quelli di Shonen Jump, che ormai da decenni replicano uno schema fisso negli ingredienti, con pochissime variazioni. Per carità loro fanno benissimo a sfruttare una ricetta collaudata, ma alla fine visto uno visti tutti. A volte però gli autori coinvolti ci mettono passione e riescono a gestire i cliché in una maniera che riesce a destare l'attenzione.
Per caso sono incappato nella prima puntata di questo anime e mi sono ritrovato a seguirne più della metà della prima stagione, trovando spunti davvero interessanti nel modo in cui mescola i classici stereotipi del manga per ragazzi a base di amicizia, combattimenti, prove da superare e consigli didattici alla narrativa dei supereroi americani. Cosa mi ha colpito?


Innanzitutto, pur se costruito per piacere prima di tutto ai giapponesi, l'autore sembra capire e prendere alcuni concetti non banali nel modo di costruire le storie di supereroi. Il personaggio di All Might è praticamente un Superman inteso come ispirazione e guida dell'umanità, alla maniera dell'eroe DC (e come esso ha in sè la responsabilità di una "legacy" in cui donare il potere a eventuali successori) MA ha anche in sè il concetto di eroismo legato al sacrificio e al dolore tipici degli eroi Marvel.

E questa cosa si riflette in Midoriya/Deku, che può usare il suo potere solo a costo di sopportare un enorme dolore e ferite. Super-eroi con superproblemi!

Certo, nel modo in cui è fatto c'è tutta l'impostazione del sè esteriore giapponese, che basa tutto sul NON mostrare le proprie emozioni e la propria debolezza, ma viene fatto in nome della comunità. Si crea questa dualità molto interessante tra il suo modo di essere professore per giovani eroi e quello di Eraser Head, professore come lui ma meno bonario e convinto, a differenza di All Might, che reputa possibili tutti i sogni, in modo molto "ammereghano " e liberale, se ci si crede abbastanza, che sia invece crudele nutrire le speranze di chi non può farcela.

C'è anche lo sviluppo di un antagonismo promettente tra due eroi in erba, che ha tutte le caratteristiche di una rivalità eterna ben raccontata, alla maniera di Superman/Luthor e Joker/Batman. I due personaggi sono l'uno l'esatto opposto dell'altro ed è bellissimo come il cattivo venga proprio psicologicamente destabilizzato e furente dalla sola esistenza di un tipo che è così diverso da lui e lo spinge a mettere in crisi tutto il suo sistema di valori.



La cosa che invece si distanzia molto è l'approccio educativo molto particolare.
Il Giappone è al tempo stesso una società collaborativa, in cui si DEVE far squadra e cooperare, ma al tempo stesso è fortemente individualista.
Questo non viene affatto taciuto, fin dall'infanzia.
Il protagonista, senza poteri in un mondo in cui tutti sviluppato talenti, non è affatto consolato o chiamato a credere in un'"uguaglianza" formale coi suoi coetanei, ma lo si invita a prendere atto della sua inferiorità fin da bambino, con un livello di crudeltà e trauma che fa piangere.
Però al tempo stesso viene condotto nelle varie tappe di maturazione in modo antitetico rispetto alla convinzione occidentale del diritto all'istruzione per tutti. Viene criticato il modello per cui tutti partono dalla stessa condizione, quando in realtà non tutti sono uguali, ma il Quirk rende più evidente le differenze tra i diversi esseri umani e spinge a un approccio meno idealista e più pragmatico. E' quindi molto ben congegnato il modo in cui i professori riescono a insegnare allo stesso modo a giovani eroi dal potenziale molto diverso l'un l'altro, SENZA rallentare quelli con un livello superiore ma al tempo stesso riuscendo a far avanzare anche quelli come il protagonista che partono da un livello molto inferiore.


Insomma, credo che lo proseguirò fin quando non mi stancherà... finora l'ho visto adottare soluzioni non scontate, rispetto alla non certo originale trama di partenza...specie considerato che ormai in Giappone di shonen con simil-supereroi all'amercana se ne vedono tanti. Non è tanto nell'idea di partenza l'originalità, quanto nel modo in cui la sviluppa.


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Pane, lavoro e pace.


"Il fascista e' qualcuno che pretende di parlare per un'intera nazione o per un intero gruppo, si disinteressa dei diritti altrui e usa la violenza o qualsiasi altro mezzo per raggiungere i propri scopi". (Madeleine Albright)

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