![]() |
Comicus.it Comics Addicted Facebook Peoplesound MySpace |
Regolamento Aiuto Cerca Utenti Calendario
|
| Benvenuto Visitatore ( Connettiti | Registrati ) |
| Cerca nel forum | (ricerca avanzata) |
![]() ![]() ![]() |
|
Inviato il: Domenica, 25-Mag-2008, 18:15
|
![]() Sovrano di Asgard ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: ComicUs Staff Messaggi: 19422 Utente Nr.: 1132 Iscritto il: 20-Mar-2005 Città: Reedverso |
di Valerio Coppola
Vademecum del votante La miniserie DCU: Decisions su cui si basa questo sondaggio, fa ovviamente riferimento alla scena politica americana. Quest’ultima, è però differente sotto molti aspetti da quella europea e italiana. Di seguito, abbiamo provato a rappresentarne sinteticamente i tratti maggiormante distintivi, in modo da consentire all’utente poco informato in materia di farsi un’idea più precisa della situazione, così da poter più consapevolmente attribuire una posizione politica ai vari personaggi DC. Quanto riportato sotto non ha pretese di esaustività, ed inevitabilmente rappresenta una semplificazione del reale. Tuttavia, per ciò che ci interessa, dovrebbe essere più che sufficiente. Il sistema politico statunitense Il sistema politico degli Stati Uniti d’America è definito bipartitico. Si caratterizza per la presenza di due soli partiti che concretamente si alternano al governo del Paese. La forma di governo è invece il presidenzialismo. Questo si contraddistingue per la presenza di due canali elettivi: uno che va ad eleggere il Presidente, un altro che va ad eleggere le assemblee rappresentative (Congresso e Senato). In entrambi i casi, spesso la personalità dei vari candidati gioca un ruolo ugualmente importante (se non maggiore) rispetto all’appartenenza partitica: in tal modo, in parlamento può avere la maggioranza un partito che non è quello del Presidente. I partiti si configurano in realtà come dei contenitori dalle identità e dalle ideologie fluide, deboli. Nel caso americano raramente è il partito a decidere la linea politica che i rappresentanti (o il Presidente) dovranno seguire. C’è invece tra questi una propensione all’accordo, che porta spesso a trovare maggioranze bipartisan a sostegno del Presidente. Tuttavia, nonostante questa debolezza dei partiti e delle loro ideologie, si può affermare che il Partito Democratico (Democratic Party) sia il partito di sinistra, e il Partito Repubblicano (Grand Old Party) quello di destra. All’interno di entrambi i partiti, si riscontrano però le più varie posizioni. Partito Democratico. Quando si dice che questo partito è di sinistra, non va inteso in senso europeo, e tanto meno italiano: tutt’altro che un partito di ispirazione socialista o socialdemocratica, si intende piuttosto che è un partito progressista. È orientato a un maggior riconoscimento dei diritti civili (diritti delle minoranze etniche, dei gay, ecc.) e sociali (salute, istruzione), e a un intervento più ampio dello Stato nelle politiche sociali (come la sanità) e, in parte, nell’economia. Le posizioni interne vanno dai settori più moderati a quelli più liberal, che propongono politiche più radicalmente progressiste. In genere il voto moderato è quello delle classi meno abbienti e dei ceti meno istruiti, in particolare i settori operai dell’elettorato; il voto liberal è invece tipico dei ceti più istruiti (laureati e professionisti), ed è molto diffuso tra personaggi in vista come le star hollywoodiane (elemento da non sottovalutare), che comunque in generale propendono per un voto democratico. Quello Democratico è anche il partito di riferimento di minoranze etniche, come in particolare quella afroamericana, o tematiche, come quella femminista. Partito Repubblicano. È il partito conservatore. Si distingue per un’impostazione più liberista in economia, con un minor intervento dello Stato. Tale minor intervento è sostenuto anche per quanto riguarda le politiche sociali, il che si traduce in una minor tassazione dei contribuenti e in una maggior disparità di servizio a svantaggio delle classi meno abbienti. Tendenzialmente più liberale per quanto rigurda il possesso di armi, è in generale meno sensibile ai temi dell’ambientalismo (seppure non mancano importanti eccezioni). Dal punto di vista etico-morale è il partito più legato alla tradizione e al valore della famiglia. Questo anche perché è qui più presente un tipo di voto dato in base alle denominazioni religiose d’appartenenza, ben presenti nell’apparato partitico, tanto che negli ultimi anni l’anima teo-con (quella del Presidente Bush) è stata predominante nel partito. Per questo stesso motivo, è forte per i repubblicani l’appoggio della minoranza ispanica, di confessione prevalentemente cattolica. Allo stesso modo, i repubblicani troveranno sacche sicure di voto nelle zone rurali e nei piccoli centri abitati del centro America. All'interno di entrambi i partiti, comunque, si situano posizioni sfumate: ad esempio, come tra i democratici c’è chi contrario al riconoscimento legale delle coppie gay, tra i repubblicani si trovano invece rappresentanti favorevoli a tale iniziativa (come l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani). Inoltre, da entrambe le parti non sono messe in discussione le basi fondamentali del sistema, prima di tutto il valore della patria, e il mercato come criterio regolativo della vita pubblica. Un altro elemento che presenta forte concordia è la politica estera, riguardo la quale vi sono differenze in ordine alla maggior/minor bellicosità, ma non è messo in questione il ruolo positivamente egemone (dalla II Guerra Mondiale a oggi) che gli U.S.A. devono avere a livello globale. Entrambi i partiti hanno "buoni rapporti" con i poteri economici. Oltre i due maggiori partiti, va poi considerata la presenza di candidati indipendenti. Questi, pur non godendo dell’appoggio di macchine partitiche strutturate, proprio in virtù del doppio canale elettivo di cui si diceva, possono aspirare alla presidenza, in particolare giocando su istanze di tipo personalistico. È accaduto ad esempio nel 1992, quando il milionario candidato come indipendente Ross Perot mise in pericolo l’elezione alla Casa Bianca di Bill Clinton, ottenendo un considerevole risultato in termini percentuali. Ma è accaduto anche nel 2000, quando la pur minima percentuale ottenuta dall’indipendente verde Ralph Nader impedì l’elezione del democratico Al Gore. Nader, posizionabile alla sinistra del partito democratico, una sorta di ultra-liberal, correrà anche per le presidenziali del 2008. È dunque una delle possibilità da tenere presenti nel posizionamento politico dei vari personaggi. Infine, si deve considerare l’alto tasso di non votanti. Particolari regole che riguardano l’elettorato attivo, unite a un interesse relativo per la politica di determinate fasce della popolazione, portano il tasso di partecipazione al voto ben lontano ad esempio dall’85-90% medio dell’Italia (attorno al 55% dell’elettorato potenziale). Sarebbe dunque bene, dato che quasi la metà degli aventi diritto abitualmente non vota, considerare anche la possibilità che uno o più personaggi considerati possano non essere affatto interessati alla politica. Partito Democratico Partito Repubblicano -------------------- Gennaro "Reed" Costanzo
![]() http://www.gennarocostanzo.blogspot.com/ Aggiornato il 03 GIUGNO 2010!!! NUOVO AGGIORNAMENTO!!! Membro degli Spammastici Quattro (Reed, Darkie, Lex, Ventu) Come descrive il nostro bel Paese se non con una canzone? “Pittore ti voglio parlare mentre dipingi un altare…” Questa è la nostra nazione: uno lavora, e gli altri non solo guardano, ma rompon pur 'o cazz! |
![]() |
![]() ![]() ![]() |