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> Dylan Dog Color Fest 24, Strani giorni
 
henry angel
Inviato il: Lunedì, 12-Feb-2018, 14:05
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Asterix
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DYLAN DOG COLOR FEST 24 Strani giorni
SBE. 98pp., a colori. 4,90€.
Raccoglie tre storie inedite.
1. Di mostri, incubi e ragazze. Testi, disegni e colori di Alessandro Baggi . Non a caso segmento introduttivo , è una sorta di portfolio (in diciotto pagine, svariati vignettoni…)del personaggio , molto intonato alle direttive primigenie di Tiziano Sclavi ; quasi un curriculum delle abilità , degli stili di vita e delle sbalorditive esperienze dell’indagatore dell’incubo , illustrato in una forma pittorica che bacia con una certa grazia anche la colorazione ,macchiata da quelle imperfezioni ( tipo le gocce depositate fuori contesto) che la rendono più “viva” e calda.
2. Spazio sotto sfratto. Trenta tavole. Tinte cromatiche cangianti , by Andres Mossa; disegni di Gianluca Acciarino calligraficamente mai slabbrati e testi di Dennis Casale bordeggiano una vicenda che, anche sul piano estetico rimanda alle “Nuove avventure a colori di Martin Mystère”, piuttosto e anzichèno alla visionarietà cosmica _ sia in senso poetico che appunto astronomico_ dei “Dylan Dog” più fantasiosamente proiettati sui massimi sistemi , salvo magari ( ;-) ) una chiusa che torna “banalmente” a riconoscere la quotidianità non scossa dell’inquilino del 7 di Craven Road , alle prese con una del tutto inaspettata ma stringente lettera di sfratto locativo, mandata da…
3. L’isola dei morti. Madame Trelkovski mostra a Dylan un dipinto , opera inedita di un maiuscolo artista , impastata di codici esoterici propizianti una comunicazione col mondo “dei più”, delle anime trapassate; di cui quella di una bambina “particolare” potrebbe “rientrare” nel suo corpicino non ancora del tutto spento e rimetterla al mondo. Ma i guardiani contabili di queste vite eterne immateriali sono fin troppo occhiuti e zelanti nel preservare l’incomunicabilità dei due mondi. Nonostante tutto Dylan non si tira indietro. Michele Monteleone ai testi aggiorna le citazioni al presente ma guarda anche alle “Scale al paradiso” dei “Labyrinth_ Dove tutto è possibile” fino alle proiezioni psichiche del “Napoleone” di Carlo Ambrosini nella forma arcigna del serviva in chiave horror-fantasy. Tutto veloce e tambureggiante, tanto che pure la attempata medium sembra ricostituita dalla cura (disegni) di Giulio Rincione , quello di “paperi” e “Noumeno” , che certo non molla la tavolozza dei colori, indispensabili a costruire Figure Fantastiche orrorifico fiabesche, magari non definite nei bordi, salvo i “Poltergeist” che di pure linee ( né eleganti o ben rifinite invero…)sono formati : segni e segnacci , stilizzazioni abbastanza pronunciate da par suo. Si può essere d’accordo con la presentazione di Roberto Recchioni a sottolineare lo sperimentalismo visivo di questo volume , in risalto su sceneggiature non fuori dai canoni , anche nella pezzatura ridotta delle pagine a disposizione (imho).
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