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> Hip-Hop Family Tree di Ed Piskor
 
mgcgio
Inviato il: Domenica, 17-Mag-2015, 23:01
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Asterix
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E' uscito questa settimana, per la Panini, il primo volume di Hip-Hop Family Tree, di Ed Piskor. La storia delle origini dell'Hip-Hop.

A me è piaciuto davvero molto. Completo e dettagliato, ma senza essere pedante, ed è palese la passione dell'autore per questo genere. Graficamente perfetto, con le pagine ingiallite e colorazione vintage, c'è davvero un'atmosfera da hip-hop old school.
Belle anche le "strizzate d'occhio" nei confronti degli appassionati.
Ottimo il lavoro di traduzione.

Il problema è che se non interessa l'argomento, difficilmente può piacere.
Io amo la storia dell'hip-hop, e starei a leggerne per ore e ore, ma appartengo a una minuscola minoranza, in Italia. Dubito che più di qualche decina di persone lo leggano, e temo che quindi la Panini non prosegua con la pubblicazione.
Comunque già solo questo primo volume è stupendo.

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dante
Inviato il: Lunedì, 18-Mag-2015, 09:26
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Preso pure io.

Veramente ottimo e "preciso".

Pur non essendo (più) un b-boy mi sono dilettato per vent'anni ai giradischi, proprio come dj/turntablist e quindi per me è stata una vera sorpresa leggere le vicende disegnate della Sugar Hill e della Old School.

Il prossimo volume, che spero esca presto, sarà ancora più potente secondo me perché parlerà della Golden Age Run DMC/LL Cool J, Public Enemy etc etc.

Stupenda l'introduzione al bianco e fondamentale Rick Rubin.

"Il punk nero!"


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"insomma, tutto si riduce a desiderio o assenza di desiderio. Il resto è sfumatura"
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pippone
Inviato il: Lunedì, 18-Mag-2015, 10:23
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QUOTE (mgcgio @ Domenica, 17-Mag-2015, 22:01)
Il problema è che se non interessa l'argomento, difficilmente può piacere.
Io amo la storia dell'hip-hop, e starei a leggerne per ore e ore, ma appartengo a una minuscola minoranza, in Italia. Dubito che più di qualche decina di persone lo leggano...

non tiriamocela addosso!!!
aggiungo una copia venduta alle poche decine wink_old.gif


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"mamma mia ma che pacchianata..
cioè cosa dovrebbe essere? un Oscar alla anzianità?
non mi do pace"

"ah sì, proprio bello oh
farà un figurone nella sala da pranzo del lettore bonelli tipo, messa li tra la tv a tubo catodico, il centrotavola fatto a mano, la foto della nonna e le porcellane di capodimonte.
tac!
un bel tex dorato.
ne?
che eleganza"


Neutron



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marco_sanfy00
Inviato il: Lunedì, 18-Mag-2015, 11:16
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Arishem della IV Coorte
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preso a suo tempo in originale, e ad agosto inizio a prendere gli albetti mensili, che ristamapno le steesse storie...

FIGATA


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alister
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dovrei regalarlo ad un amico dj e appassionato di hip hop, ma poi ho paura che una volta comprato non riuscirò a separarmene biggrin1.gif

comunque sono contento delle altre conferme che sto leggendo sulla qualità del volume, la 9L si sta muovendo molto bene a mio modo di vedere.


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mgcgio
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QUOTE (dante @ Lunedì, 18-Mag-2015, 08:26)
Preso pure io.

Veramente ottimo e "preciso".

Pur non essendo (più) un b-boy mi sono dilettato per vent'anni ai giradischi, proprio come dj/turntablist e quindi per me è stata una vera sorpresa leggere le vicende disegnate della Sugar Hill e della Old School.

Il prossimo volume, che spero esca presto, sarà ancora più potente secondo me perché parlerà della Golden Age Run DMC/LL Cool J, Public Enemy etc etc.

Stupenda l'introduzione al bianco e fondamentale Rick Rubin.

"Il punk nero!"

Il prossimo volume, se non sbaglio, dovrebbe essere sul 1982. Va un po' "lento", proprio perché racconta le vicende in maniera approfondita, cercando di dare spazio anche a personaggi e vicende forse un po' meno conosciute dai più (io sinceramente molte cose le ignoravo).

Spero che arrivi almeno fino al '89. In realtà, mi sembra di aver letto in giro che ha intenzione di continuare fino al Wu-Tang o a "Illmatic" (quindi 93/94)

Bello l'accenno a Rick Rubin, così come altri. Ad esempio,
(click to show/hide)

E ce ne saranno sicuramente altri, di riferimenti (tipo Chuck D, ma ce ne sono anche altri di cui non me ne sarò accorto).
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marco_sanfy00
Inviato il: Martedì, 19-Mag-2015, 10:33
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QUOTE (mgcgio @ Lunedì, 18-Mag-2015, 19:18)
QUOTE (dante @ Lunedì, 18-Mag-2015, 08:26)
Preso pure io.

Veramente ottimo e "preciso".

Pur non essendo (più) un b-boy mi sono dilettato per vent'anni ai giradischi, proprio come dj/turntablist e quindi per me è stata una vera sorpresa leggere le vicende disegnate della Sugar Hill e della Old School.

Il prossimo volume, che spero esca presto, sarà ancora più potente secondo me perché parlerà della Golden Age Run DMC/LL Cool J, Public Enemy etc etc.

Stupenda l'introduzione al bianco e fondamentale Rick Rubin.

"Il punk nero!"

Il prossimo volume, se non sbaglio, dovrebbe essere sul 1982. Va un po' "lento", proprio perché racconta le vicende in maniera approfondita, cercando di dare spazio anche a personaggi e vicende forse un po' meno conosciute dai più (io sinceramente molte cose le ignoravo).

Spero che arrivi almeno fino al '89. In realtà, mi sembra di aver letto in giro che ha intenzione di continuare fino al Wu-Tang o a "Illmatic" (quindi 93/94)

Bello l'accenno a Rick Rubin, così come altri. Ad esempio,
(click to show/hide)

E ce ne saranno sicuramente altri, di riferimenti (tipo Chuck D, ma ce ne sono anche altri di cui non me ne sarò accorto).

favoloso davvero
mi pare ci siano
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, nel secondo


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Inviato il: Lunedì, 17-Ago-2015, 20:53
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QUOTE (mgcgio @ May 17, 2015 11:01 pm)
E' uscito questa settimana, per la Panini, il primo volume di Hip-Hop Family Tree, di Ed Piskor. La storia delle origini dell'Hip-Hop.

A me è piaciuto davvero molto. Completo e dettagliato, ma senza essere pedante, ed è palese la passione dell'autore per questo genere. Graficamente perfetto, con le pagine ingiallite e colorazione vintage, c'è davvero un'atmosfera da hip-hop old school.
Belle anche le "strizzate d'occhio" nei confronti degli appassionati.
Ottimo il lavoro di traduzione.

Il problema è che se non interessa l'argomento, difficilmente può piacere.
Io amo la storia dell'hip-hop, e starei a leggerne per ore e ore, ma appartengo a una minuscola minoranza, in Italia. Dubito che più di qualche decina di persone lo leggano, e temo che quindi la Panini non prosegua con la pubblicazione.
Comunque già solo questo primo volume è stupendo.

No, questa non la faccio passare.

Ho comprato il volume a scatola chiusa (l'edizione speciale) e ne sono rimasto soddisfatto sia dal punto di vista della storia che dei disegni che dalla grafica in generale.
Tutto perfetto e storia avvincente, almeno per me che seguo la cultura Hip Hop da più di 20 anni. Non voglio nemmeno immaginare il lavoro di preparazione e ricerca ce ha dovuto affrontare Ed Piskor, già da questo primo volume si intuisce di trovarsi di fronte ad un'opera monumentale.

Purtroppo la traduzione che fino a tre quarti del volume reputavo incredibilmente intelligente, ha svaccato pesantemente nel finale. Se infatti nella prima parte tutte le parti rappate (che in realtà erano brevissime) venivano rese in inglese, all'improvviso e proprio nel punto cruciale del volume vengono tradotte in italiano due pagine intere di dissing freestyle di Kool Moe Dee. Punto cruciale perchè dalla reazione del pubblico si capisce che da li in avanti le cose non saranno più le stesse, ed infatti così andrà.

Mi spiegate come può venire in mente una cosa del genere al curatore, se non al traduttore, di un libro sull'Hip Hop?

Mi vengono i brividi solo a pesare di cosa possano essere capaci nei prossimi volumi.

Già dall'ultima vignetta sembra che vogliano tradurre The Message: "è come una giungla qualche volta"!! Non ci posso credere. Cosa ci aspetterà a seguire? "scuoti le campane"? "pagato in pieno"? con rime in italiano forzate e inevitabilmente ridicole?

Veramente assurdo.

Le rime sono alla base del rap, ogni ragazzo italiano che ci si avvicina o ci si è avvicinato, come è successo a me, ha dovuto letteralmente impazzire sui testi per cercare di capire perlomeno l'argomento trattato. Prima dell'avvento di internet, quando non era così facile trovare le liriche dei brani, si passavano ore ad ascoltare e riascoltare album dopo album per cercare di interpretare i testi al netto dello slang che questa cultura ha sempre adoperato ad ogni latitudine.

Questa è un'opera palesemente pensata e realizzata per gli appassionati o per chi vorrebbe studiare questo fenomeno. In entrambi i casi si dovrebbe essere in grado di decifrare due pagine di freestyle direttamente in inglese. E se non lo si è, si studia.

Se proprio il curatore (ce n'è uno?) avesse voluto, avrebbe potuto lasciare il testo in inglese nel fumetto e la traduzione maccheronica in appendice. Invece no. Mi devo puppare questo obbrobrio.

Ma il peggio è stato sicuramente tradurre questo pezzo di storia in "I MAGNIFICI SETTE". Mentre leggevo non credevo ai miei occhi.
Sarebbe come se in un fumetto Paul McCartney pronunciasse la seguente frase: "quando scrivemmo IERI..." non Yesterday, proprio IERI.

Chi avrebbe il coraggio di tradurre in questo modo?

Nessuno.

Infatti l'unica spiegazione che mi do è che il traduttore non avesse idea che The Magnificent Seven fosse una canzone dei Clash.

Insomma, per farla breve, per me l'edizione italiana dal prossimo volume resta sullo scaffale e passo agli originali, non sono disposto a pagare 20€ a botta per leggere una traduzione ridicola in italiano dei testi che hanno fatto la storia del rap.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli altri utenti.


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Noi non vogliam sperare niente.
il nostro sogno è la realtà.
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marco_sanfy00
Inviato il: Martedì, 22-Set-2015, 10:08
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non immaginavo lontanamente potesse essere portato in Italia quindi non ho questa edizione, ma sono pienamente d'accordo con absoluto sul fatto traduzione delle liriche


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Inviato il: Martedì, 22-Set-2015, 16:28
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QUOTE (absoluto @ Lunedì, 21-Set-2015, 22:49)
Se proprio il curatore (ce n'è uno?) avesse voluto, avrebbe potuto lasciare il testo in inglese nel fumetto e la traduzione maccheronica in appendice. Invece no. Mi devo puppare questo obbrobrio.

Ma il peggio è stato sicuramente tradurre questo pezzo di storia in "I MAGNIFICI SETTE". Mentre leggevo non credevo ai miei occhi.
Sarebbe come se in un fumetto Paul McCartney pronunciasse la seguente frase: "quando scrivemmo IERI..." non Yesterday, proprio IERI.

Chi avrebbe il coraggio di tradurre in questo modo?

Nessuno.

Infatti l'unica spiegazione che mi do è che il traduttore non avesse idea che The Magnificent Seven fosse una canzone dei Clash.

21vs.gif il fatto che il traduttore fosse ignorante gli perdonerebbe il tonfo sui Clash...ma per le rime...ecco lì non esiste perdono (e quoto, piccola pagina di appendice in fondo al volume e passa la paura).


l'ho già detto che questo forum mi fa risparmiare parecchie ulcere? e pensare che era un "must have" "prima o poi"... b70.gif


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mgcgio
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QUOTE (absoluto @ Lunedì, 21-Set-2015, 21:49)
QUOTE (mgcgio @ May 17, 2015 11:01 pm)
E' uscito questa settimana, per la Panini, il primo volume di Hip-Hop Family Tree, di Ed Piskor. La storia delle origini dell'Hip-Hop.

A me è piaciuto davvero molto. Completo e dettagliato, ma senza essere pedante, ed è palese la passione dell'autore per questo genere. Graficamente perfetto, con le pagine ingiallite e colorazione vintage, c'è davvero un'atmosfera da hip-hop old school.
Belle anche le "strizzate d'occhio" nei confronti degli appassionati.
Ottimo il lavoro di traduzione.

Il problema è che se non interessa l'argomento, difficilmente può piacere.
Io amo la storia dell'hip-hop, e starei a leggerne per ore e ore, ma appartengo a una minuscola minoranza, in Italia. Dubito che più di qualche decina di persone lo leggano, e temo che quindi la Panini non prosegua con la pubblicazione.
Comunque già solo questo primo volume è stupendo.

No, questa non la faccio passare.

Ho comprato il volume a scatola chiusa (l'edizione speciale) e ne sono rimasto soddisfatto sia dal punto di vista della storia che dei disegni che dalla grafica in generale.
Tutto perfetto e storia avvincente, almeno per me che seguo la cultura Hip Hop da più di 20 anni. Non voglio nemmeno immaginare il lavoro di preparazione e ricerca ce ha dovuto affrontare Ed Piskor, già da questo primo volume si intuisce di trovarsi di fronte ad un'opera monumentale.

Purtroppo la traduzione che fino a tre quarti del volume reputavo incredibilmente intelligente, ha svaccato pesantemente nel finale. Se infatti nella prima parte tutte le parti rappate (che in realtà erano brevissime) venivano rese in inglese, all'improvviso e proprio nel punto cruciale del volume vengono tradotte in italiano due pagine intere di dissing freestyle di Kool Moe Dee. Punto cruciale perchè dalla reazione del pubblico si capisce che da li in avanti le cose non saranno più le stesse, ed infatti così andrà.

Mi spiegate come può venire in mente una cosa del genere al curatore, se non al traduttore, di un libro sull'Hip Hop?

Mi vengono i brividi solo a pesare di cosa possano essere capaci nei prossimi volumi.

Già dall'ultima vignetta sembra che vogliano tradurre The Message: "è come una giungla qualche volta"!! Non ci posso credere. Cosa ci aspetterà a seguire? "scuoti le campane"? "pagato in pieno"? con rime in italiano forzate e inevitabilmente ridicole?

Veramente assurdo.

Le rime sono alla base del rap, ogni ragazzo italiano che ci si avvicina o ci si è avvicinato, come è successo a me, ha dovuto letteralmente impazzire sui testi per cercare di capire perlomeno l'argomento trattato. Prima dell'avvento di internet, quando non era così facile trovare le liriche dei brani, si passavano ore ad ascoltare e riascoltare album dopo album per cercare di interpretare i testi al netto dello slang che questa cultura ha sempre adoperato ad ogni latitudine.

Questa è un'opera palesemente pensata e realizzata per gli appassionati o per chi vorrebbe studiare questo fenomeno. In entrambi i casi si dovrebbe essere in grado di decifrare due pagine di freestyle direttamente in inglese. E se non lo si è, si studia.

Se proprio il curatore (ce n'è uno?) avesse voluto, avrebbe potuto lasciare il testo in inglese nel fumetto e la traduzione maccheronica in appendice. Invece no. Mi devo puppare questo obbrobrio.

Ma il peggio è stato sicuramente tradurre questo pezzo di storia in "I MAGNIFICI SETTE". Mentre leggevo non credevo ai miei occhi.
Sarebbe come se in un fumetto Paul McCartney pronunciasse la seguente frase: "quando scrivemmo IERI..." non Yesterday, proprio IERI.

Chi avrebbe il coraggio di tradurre in questo modo?

Nessuno.

Infatti l'unica spiegazione che mi do è che il traduttore non avesse idea che The Magnificent Seven fosse una canzone dei Clash.

Insomma, per farla breve, per me l'edizione italiana dal prossimo volume resta sullo scaffale e passo agli originali, non sono disposto a pagare 20€ a botta per leggere una traduzione ridicola in italiano dei testi che hanno fatto la storia del rap.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli altri utenti.

E' stato tradotto solo il freestyle di Kool Moe Dee, se non ricordo male (non ho l'albo a portata di mano). Nemmeno a me è piaciuta questa scelta del traduttore, anche perché in italiano suona male, ma non boccio tutto solo per questo.

Comunque, in un'intervista, Solinas (il traduttore e curatore), ad una domanda proprio sulla traduzione:

"La cosa interessante è stata il discorso dell’adattamento italiano. Personalmente ritengo che questo sia un fumetto che dovrebbe arrivare a un pubblico il più vasto possibile, e quindi ho lavorato per una traduzione che fosse da un lato aderente all’originale, ma dall’altro evitasse qualunque tecnicismo “esoterico” che non ha senso. È la storia di un movimento che ha cambiato il mondo, deve essere accessibile come lo sono le narrazioni incentrate su altri generi musicali.
(...)
Ecco, a me le traduzioni posticce di certi film/telefilm personalmente fanno ridere, per cui ho cercato di non pormi molti problemi ed essere soprattutto scorrevole, comprensibile, agevolato anche dal testo originale. Poi chiaramente nella parlata USA alcune cose sono entrate nell’uso comune, e da noi sono state rese in maniera generalista (niente di più odioso degli asterischi con la spiegazione, inutile, in calce, per me).
La cosa interessante dell’opera è che Piskor ha un ottimo talento comico e quindi riesce a inserire alcune caratterizzazioni/prese in giro molto efficaci (per esempio quella di Russell “Rush” Simmons, per me spassosissima). In quel senso, a volte è stata una sfida tradurre certi giochi di parole, ma è stato anche stimolante mettermi in gioco a “rappare” in italiano certe cose storiche. Fare Kool Moe Dee in italiano fa tremare i polsi, ma credo di essermela cavata."


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QUOTE (mgcgio @ September 22, 2015 08:10 pm)
QUOTE (absoluto @ Lunedì, 21-Set-2015, 21:49)
QUOTE (mgcgio @ May 17, 2015 11:01 pm)
E' uscito questa settimana, per la Panini, il primo volume di Hip-Hop Family Tree, di Ed Piskor. La storia delle origini dell'Hip-Hop.

A me è piaciuto davvero molto. Completo e dettagliato, ma senza essere pedante, ed è palese la passione dell'autore per questo genere. Graficamente perfetto, con le pagine ingiallite e colorazione vintage, c'è davvero un'atmosfera da hip-hop old school.
Belle anche le "strizzate d'occhio" nei confronti degli appassionati.
Ottimo il lavoro di traduzione.

Il problema è che se non interessa l'argomento, difficilmente può piacere.
Io amo la storia dell'hip-hop, e starei a leggerne per ore e ore, ma appartengo a una minuscola minoranza, in Italia. Dubito che più di qualche decina di persone lo leggano, e temo che quindi la Panini non prosegua con la pubblicazione.
Comunque già solo questo primo volume è stupendo.

No, questa non la faccio passare.

Ho comprato il volume a scatola chiusa (l'edizione speciale) e ne sono rimasto soddisfatto sia dal punto di vista della storia che dei disegni che dalla grafica in generale.
Tutto perfetto e storia avvincente, almeno per me che seguo la cultura Hip Hop da più di 20 anni. Non voglio nemmeno immaginare il lavoro di preparazione e ricerca ce ha dovuto affrontare Ed Piskor, già da questo primo volume si intuisce di trovarsi di fronte ad un'opera monumentale.

Purtroppo la traduzione che fino a tre quarti del volume reputavo incredibilmente intelligente, ha svaccato pesantemente nel finale. Se infatti nella prima parte tutte le parti rappate (che in realtà erano brevissime) venivano rese in inglese, all'improvviso e proprio nel punto cruciale del volume vengono tradotte in italiano due pagine intere di dissing freestyle di Kool Moe Dee. Punto cruciale perchè dalla reazione del pubblico si capisce che da li in avanti le cose non saranno più le stesse, ed infatti così andrà.

Mi spiegate come può venire in mente una cosa del genere al curatore, se non al traduttore, di un libro sull'Hip Hop?

Mi vengono i brividi solo a pesare di cosa possano essere capaci nei prossimi volumi.

Già dall'ultima vignetta sembra che vogliano tradurre The Message: "è come una giungla qualche volta"!! Non ci posso credere. Cosa ci aspetterà a seguire? "scuoti le campane"? "pagato in pieno"? con rime in italiano forzate e inevitabilmente ridicole?

Veramente assurdo.

Le rime sono alla base del rap, ogni ragazzo italiano che ci si avvicina o ci si è avvicinato, come è successo a me, ha dovuto letteralmente impazzire sui testi per cercare di capire perlomeno l'argomento trattato. Prima dell'avvento di internet, quando non era così facile trovare le liriche dei brani, si passavano ore ad ascoltare e riascoltare album dopo album per cercare di interpretare i testi al netto dello slang che questa cultura ha sempre adoperato ad ogni latitudine.

Questa è un'opera palesemente pensata e realizzata per gli appassionati o per chi vorrebbe studiare questo fenomeno. In entrambi i casi si dovrebbe essere in grado di decifrare due pagine di freestyle direttamente in inglese. E se non lo si è, si studia.

Se proprio il curatore (ce n'è uno?) avesse voluto, avrebbe potuto lasciare il testo in inglese nel fumetto e la traduzione maccheronica in appendice. Invece no. Mi devo puppare questo obbrobrio.

Ma il peggio è stato sicuramente tradurre questo pezzo di storia in "I MAGNIFICI SETTE". Mentre leggevo non credevo ai miei occhi.
Sarebbe come se in un fumetto Paul McCartney pronunciasse la seguente frase: "quando scrivemmo IERI..." non Yesterday, proprio IERI.

Chi avrebbe il coraggio di tradurre in questo modo?

Nessuno.

Infatti l'unica spiegazione che mi do è che il traduttore non avesse idea che The Magnificent Seven fosse una canzone dei Clash.

Insomma, per farla breve, per me l'edizione italiana dal prossimo volume resta sullo scaffale e passo agli originali, non sono disposto a pagare 20€ a botta per leggere una traduzione ridicola in italiano dei testi che hanno fatto la storia del rap.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli altri utenti.

E' stato tradotto solo il freestyle di Kool Moe Dee, se non ricordo male (non ho l'albo a portata di mano). Nemmeno a me è piaciuta questa scelta del traduttore, anche perché in italiano suona male, ma non boccio tutto solo per questo.

Comunque, in un'intervista, Solinas (il traduttore e curatore), ad una domanda proprio sulla traduzione:

"La cosa interessante è stata il discorso dell’adattamento italiano. Personalmente ritengo che questo sia un fumetto che dovrebbe arrivare a un pubblico il più vasto possibile, e quindi ho lavorato per una traduzione che fosse da un lato aderente all’originale, ma dall’altro evitasse qualunque tecnicismo “esoterico” che non ha senso. È la storia di un movimento che ha cambiato il mondo, deve essere accessibile come lo sono le narrazioni incentrate su altri generi musicali.
(...)
Ecco, a me le traduzioni posticce di certi film/telefilm personalmente fanno ridere, per cui ho cercato di non pormi molti problemi ed essere soprattutto scorrevole, comprensibile, agevolato anche dal testo originale. Poi chiaramente nella parlata USA alcune cose sono entrate nell’uso comune, e da noi sono state rese in maniera generalista (niente di più odioso degli asterischi con la spiegazione, inutile, in calce, per me).
La cosa interessante dell’opera è che Piskor ha un ottimo talento comico e quindi riesce a inserire alcune caratterizzazioni/prese in giro molto efficaci (per esempio quella di Russell “Rush” Simmons, per me spassosissima). In quel senso, a volte è stata una sfida tradurre certi giochi di parole, ma è stato anche stimolante mettermi in gioco a “rappare” in italiano certe cose storiche. Fare Kool Moe Dee in italiano fa tremare i polsi, ma credo di essermela cavata."


Giusto per dare la parola anche a lui! smile.gif

Grazie per aver postato questo estratto di intervista, che non mi fa spostare di un millimetro dalle mie convinzioni.

Capisco lo sforzo nel rendere al meglio possibile la traduzione, ma è proprio la scelta che contesto trovandola, fondamentalmente, demenziale.

Ripeto, non sono tanto le due pagine di Kool Moe Dee ad avermi scocciato, è il pensiero di cosa possa realizzare costui nei prossimi volumi quando dovrà tradurre in italiano (perché così ha deciso) LL Cool J, Run DMC, Rakim, etc. a farmi venire i brividi.

Scaffale a vita. Peccato.


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Qualcuno che abbia acquistato e letto il secondo volume saprebbe dirmi se il prode Solinas è andato avanti per la sua strada continuando a tradurre in italiano le parti rappate?

Così, solo per essere sicuro di non ordinare il volume Panini e buttarmi definitivamente sugli originali.

Grazie.


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